NOTE SULLA
LETTERATURA CRISTIANA


La letteratura cristiana si è sviluppata negli anni successivi agli eventi di Cristo ad opera degli Apostoli e dei loro discepoli.

Normalmente il primo millennio della produzione di opere cristiane viene ripartito così:

* Letteratura cristiana delle origini: raccoglie il corpus di scritti a partire dal primo pervenuto, la Prima lettera ai Tessalonicesi di Paolo di Tarso risalente al 51, sino al secolo successivo alla vita del Signore, ossia ad opera di coloro che l'avevano conosciuto personalmente comprendendo dunque gli evangeli e le lettere che oggi fanno parte della Nuovo Testamento.

* Padri apostolici: sono gli scrittori cristiani di lingua greca vissuti tra i I e il II secolo, chiamati apostolici perché si ritiene che abbiano riferito l’ultima eco della voce degli apostoli; furono martiri o figure di rilievo e benché non siano stati inclusi nella Bibbia, i loro scritti possono essere considerati come continuazione di quelli degli apostoli e sono una fonte preziosa per la storia della Chiesa delle origini.

* Padri apologisti: sono gli autori di lingua greca e, in un secondo tempo, di lingua latina del II e III secolo che scrissero sul cristianesimo per difenderlo dalle accuse e dalle persecuzioni dei pagani;

* Padri greci o latini o siri: sono gli scrittori vissuti dal IV secolo in poi. Gli autori del IV e V secolo sono anche detti Dottori della Chiesa: Ambrogio, Agostino, Girolamo e Gregorio Magno sono dottori latini; Atanasio, Basilio, Giovanni Crisostomo e Cirillo d'Alessandria sono dottori orientali.

La fine dell'epoca dei Padri per gli scrittori greci è ritenuta alla morte di Giovanni Damasceno (749), per i latini a quella di Gregorio Magno (604) o di Isidoro di Siviglia (636).
Questa distinzione, tuttavia, è data per lo più dalla Chiesa cattolica che, dopo queste date, annovera non più “Padri” ma solo “Dottori”, tranne qualche eccezione.
La differenza non è solo a livello terminologico: il Padre genera o forma una dottrina (traendola ovviamente dalla fede apostolica), mentre un Dottore la sviluppa o la sistematizza.

La Chiesa ortodossa, invece, non considera chiusa l’epoca dei Padri, perché ritiene che in qualunque momento Dio possa mandare tra noi uomini in grado di ricoprire lo stesso ruolo degli antichi Padri e perché sostiene che, se tale ciclo fosse davvero finito, significherebbe che lo Spirito Santo ha abbandonato la Chiesa, non avendo più il potere di produrre persone in grado di “formarla”.
L'appellativo di "Padri" è infatti di origine orientale e fu applicato ai maestri che con la loro educazione e istruzione quasi "rigeneravano" i giovani a loro affidati a una nuova vita, quella dell'intelligenza.