29 gennaio 2010

 

LETTURE E LITURGIA DELLE ORE

Indice

Santo del giorno

Letture della S. Messa

Commento

Liturgia delle ore - Lodi

Liturgia delle ore - Ora Media

Liturgia delle ore - Vespro

Liturgia delle ore - Compieta

 

SANTO DEL GIORNO

Beata Boleslava Maria Lament Fondatrice

Lowicz, Polonia, 3 luglio 1862 – Bialystok, Polonia, 29 gennaio 1946

Primogenita degli otto figli di Martino Lament e Lucia Cyganowska, Boleslava Lament, nacque il 3 luglio 1862 a Lowicz in Polonia.

Durante la sua fanciullezza, ebbe il dolore di assistere alla morte delle sorelline Elena e Leocadia e del fratellino Martino, si era in un tempo in cui la mortalità infantile decimava i bambini, riducendo i membri di molte famiglie numerose; la piccola Boleslava fu segnata irrimediabilmente da queste esperienze dolorose.

Dopo le scuole elementari e il ginnasio, Boleslava andò a Varsavia in una scuola d’arti e mestieri, dove conseguì il diploma di sarta; ritornata a Lowicz aprì una sartoria insieme alla sorella Stanislava, intanto viveva una vita interiore, profondamente legata alla spiritualità.

E a 22 anni, nel 1884, decise di entrare nella “Congregazione della Famiglia di Maria”, che si andava organizzando a Varsavia in clandestinità, a causa delle persecuzioni zariste.

Era una suora zelante, che si distingueva per il dono della preghiera, del raccoglimento, della serietà e della fedeltà con cui compiva i suoi doveri. Dopo il noviziato e la professione dei voti semplici, lavorò come maestra di sartoria, insegnante ed educatrice in diverse Case della Congregazione, sparse nel territorio dell’Impero Russo.

Ma dopo nove anni, prima di pronunciare i voti solenni, ebbe una profonda crisi che non la faceva sentire più sicura della propria vocazione in quella congregazione, pertanto la lasciò, ritornando nella sua casa di Lowicz con l’intento, appena possibile, di entrare in una clausura; con il consiglio del suo confessore, optò poi per le opere di assistenza per i senza tetto, attività che continuò anche a Varsavia, quando la famiglia vi si trasferì; qui per sostenersi aprì un laboratorio di sartoria con la sorella minore Maria.

Ben presto le fu affidata la direzione di un dormitorio per i senza tetto, che la vide impegnata a mettere ordine nella vita etica e religiosa dei suoi assistiti.

Li preparava a ricevere i Sacramenti, visitava quelli ammalati nelle loro povere case o rifugi, si occupava dei bambini; nel 1894 l’ennesima epidemia di colera le portò via il padre, caricandola di altre responsabilità familiari; prese con sé la madre e il fratello Stefano tredicenne, che a Varsavia frequentava il ginnasio e che intendeva farsi prete.

Entrò nel Terz’Ordine Francescano e poi si mise in contatto col frate cappuccino beato Onorato Kozminski (1829-1916), fondatore di diverse congregazioni religiose, che lavoravano nella clandestinità, a causa degli eventi politici che interessavano la Polonia in quel tempo.

Ancora una volta la morte colpì nella sua famiglia nel 1900, prendendosi il giovane fratello Stefano; davanti alla sua bara, Boleslava Lament promise di ritornare alla vita della religiosa; e due anni dopo padre Onorato le fece conoscere una signora giunta dalla Bielorussia, alla ricerca di suore per dirigere il Terz’Ordine e una Casa educativa a Mogilev sul Dniepr.

Boleslava avvertiva l’urgenza di stabilire rapporti e contatti, per indurre gli ortodossi a riunirsi con la Chiesa Cattolica e nel contempo aiutare la popolazione cattolica affinché si conservasse fedele, senza cedere alle difficoltà sorte sotto il regime zarista, pertanto accettò e nel 1903 partì per Mogilev in Bielorussia, una città di circa 40.000 abitanti.

All’inizio abitò presso Leocadia Gorczynska, che dirigeva un laboratorio di tessitura, per far apprendere un mestiere alle ragazze di famiglie povere; poi Boleslava Lament prese in affitto una casa in legno e prese ad adattarla a sartoria.

Ammirata per l’operosità di Boleslava, Leocadia Gorczynska decise di andare ad abitare con lei; alle due donne si aggiunse poi Lucia Czechowska; a questo punto Boleslava cominciò a pensare di fondare una Congregazione, rigorosamente religiosa, dedita all’apostolato fra gli ortodossi.

Poté attuarla con l’aiuto del gesuita padre Felice Wiercinski, che contribuì direttamente alla fondazione; nell’ottobre 1905 le tre donne diedero inizio alla nuova congregazione, detta “Società della S. Famiglia”, che in seguito cambiò denominazione in “Suore Missionarie della Sacra Famiglia”, la cui prima superiora fu Boleslava.

Nell’autunno del 1907, Boleslava con le sei suore della comunità di allora, si trasferì a Pietroburgo, dove sviluppò una vasta attività istruttiva ed educativa, dedicata soprattutto ai giovani, e già nel 1913 poteva estendere la sua attività in Finlandia, aprendo un collegio per ragazze a Wyborg.

A Pietroburgo svolse un’intensa attività catechistica, educativa ed assistenziale nei quartieri più poveri, si sforzò di creare le condizioni per un autentico e sociale ecumenismo, per approfondire la reciproca comprensione e benevolenza fra le allieve e le loro famiglie, che erano differenti per nazionalità e religione.

In questo contesto di ecumenismo, prese a pensare di istituire nella Congregazione un ramo separato di suore di rito orientale.

La vita della sua Istituzione non fu facile, dovette superare le difficoltà frapposte dalla politica religiosa zarista, poi a quelle scaturite dalla Prima Guerra Mondiale e dalle persecuzioni del Movimento insurrezionalista Bolscevico, che s’impadronì del potere in Russia, con la “Rivoluzione d’Ottobre” del 1917; pertanto nel 1921 fu costretta a lasciare la Russia e ritornare in Polonia, con l’intenzione di riprendere le attività a Pietroburgo, quando le circostanze lo avessero permesso.

Tutto questo procurò enormi perdite materiali, oltre l’annullamento delle sue aspirazioni; anche in Polonia trovò una situazione preoccupante; la Congregazione viveva in povertà, ma madre Boleslava Lament con la sua grande fede, si affidò totalmente alla volontà di Dio e man mano furono superati quell’insieme di circostanze e condizionamenti sociali e politici.

Per alcuni mesi, diresse il lavoro delle suore nella Wolynia, nel 1922 fondò una nuova Casa nella Pomerania nei territori Orientali della Polonia, dove la popolazione era povera e per la maggior parte di religione ortodossa.

A partire dal 1924, cominciò ad aprire altre Case nell’archidiocesi di Vilna e nella diocesi di Pinsk, e nel 1935 queste Case diventarono 33 sparse un po’ in tutta la Polonia e una perfino a Roma.

Nel 1925, madre Boleslava si recò a Roma per ottenere l’approvazione pontificia della Congregazione delle “Suore Missionarie della Sacra Famiglia”, ma la pratica si arenò per mancanza di chiarezza sui compiti delle suore, divise in due rami, apostolato-insegnamento e conduzione domestica delle Case.

Nel 1935, madre Boleslava Maria Lament, decise di rinunciare alla carica di Superiora Generale per gravi motivi di salute e d’accordo con la nuova Superiora, si ritirò a Bialystok, dove pur essendo anziana e gravemente ammalata, si dedicò ad aprire scuole, asili, ospizio per le donne sole, una mensa per i disoccupati.

La Seconda Guerra Mondiale portò nuove difficoltà all’anziana madre Boleslava, compreso le minacce naziste; fu costretta a mutare le forme di attività, adattandole ai bisogni del tempo. Nel 1941 fu colpita dalla paralisi e si dedicò ad una vita più ascetica, trasmettendo preziosi consigli alle consorelle.

Morì santamente a Bialystok il 29 gennaio 1946, ad 84 anni; la sua salma fu portata nel convento di Ratow e sepolta nella cripta sotto la Chiesa di S. Antonio.

La Congregazione delle “Suore Missionarie della Sacra Famiglia”, si diffuse ampiamente in Polonia, Russia, Zambia, Libia, U.S.A:, Roma.

Il 5 giugno 1991, Boleslava Maria Lament, è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II a Bialystok, durante il suo viaggio apostolico in Polonia.

 

LETTURE DELLA SANTA MESSA

PRIMA LETTURA

2 Sam 11,1-4.5-10.13-17

 

Dal secondo libro di Samuele.

All’inizio dell’anno successivo, al tempo in cui i re sono soliti andare in guerra, Davide mandò Ioab con i suoi servitori e con tutto Israele a compiere devastazioni contro gli Ammoniti; posero l’assedio a Rabbà, mentre Davide rimaneva a Gerusalemme.

Un tardo pomeriggio Davide, alzatosi dal letto, si mise a passeggiare sulla terrazza della reggia. Dalla terrazza vide una donna che faceva il bagno: la donna era molto bella d’aspetto. Davide mandò a informarsi sulla donna. Gli fu detto: «È Betsabea, figlia di Eliàm, moglie di Urìa l’Ittita». Allora Davide mandò messaggeri a prenderla.

La donna concepì e mandò ad annunciare a Davide: «Sono incinta». Allora Davide mandò a dire a Ioab: «Mandami Urìa l’Ittita». Ioab mandò Urìa da Davide. Arrivato Urìa, Davide gli chiese come stessero Ioab e la truppa e come andasse la guerra. Poi Davide disse a Urìa: «Scendi a casa tua e làvati i piedi». Urìa uscì dalla reggia e gli fu mandata dietro una porzione delle vivande del re. Ma Urìa dormì alla porta della reggia con tutti i servi del suo signore e non scese a casa sua. La cosa fu riferita a Davide: «Urìa non è sceso a casa sua».

Davide lo invitò a mangiare e a bere con sé e lo fece ubriacare; la sera Urìa uscì per andarsene a dormire sul suo giaciglio con i servi del suo signore e non scese a casa sua.

La mattina dopo Davide scrisse una lettera a Ioab e gliela mandò per mano di Urìa. Nella lettera aveva scritto così: «Ponete Urìa sul fronte della battaglia più dura; poi ritiratevi da lui perché resti colpito e muoia». Allora Ioab, che assediava la città, pose Urìa nel luogo dove sapeva che c’erano uomini valorosi. Gli uomini della città fecero una sortita e attaccarono Ioab; caddero parecchi della truppa e dei servi di Davide e perì anche Urìa l’Ittita.

 

SALMO RESPONSORIALE

Sal 50

 

RIT: Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.

 

Pietà di me, o Dio, nel tuo amore;

nella tua grande misericordia

cancella la mia iniquità.

Lavami tutto dalla mia colpa,

dal mio peccato rendimi puro.

 

Sì, le mie iniquità io le riconosco,

il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

Contro di te, contro te solo ho peccato,

quello che è male ai tuoi occhi, io l’ho fatto.

 

Così sei giusto nella tua sentenza,

sei retto nel tuo giudizio.

Ecco, nella colpa io sono nato,

nel peccato mi ha concepito mia madre.

 

Fammi sentire gioia e letizia:

esulteranno le ossa che hai spezzato.

Distogli lo sguardo dai miei peccati,

cancella tutte le mie colpe.

 

VANGELO

Mc 4, 26-34

Dal Vangelo secondo Marco

 

+ In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura».

Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra».

Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.

 

COMMENTO

Il Regno di Dio come un seme nascosto

 

La fecondità dei semi divini è misteriosamente nascosta, non ha nulla di appariscente e di clamorosamente visibile; la si può scorgere solo con l’occhio della fede, che ci aiuta a comprendere, ma non ci svela mai completamente il mistero che racchiude.

Sembra che tutto sia troppo piccolo ai nostri occhi, sembra che i granellini di Dio, sparsi per il mondo, siano inadeguati a confronto con le nostre attese e le nostre smanie di grandezza. C’è poi l’impazienza che ci morde dentro e non ci consente di attendere che il seme germogli e cresca. Dio vede il nostro tempo in chiave di eternità e quindi lo scandisce secondo un suo piano in scrutabile. Non ci è dato di conoscere neanche il tempo della mietitura o della raccolta dei frutti. Ci sfuggono perfino i criteri per valutare la crescita del Regno. Neanche le misure di Dio corrispondono alle nostre.

Tutto questo però non significa che Egli ci voglia lasciare completamente al buio: il suo piano universale di salvezza ci riguarda direttamente e la crescita del seme significa per noi l’incarnazione nel tempo e in ciascuno di quel progetto. Ci dona perciò la fede, che dobbiamo alimentare con le altre virtù cristiane, specialmente con l’umiltà e la purezza del cuore. Solo così possiamo arrivare ad accogliere con una accettazione piena ed incondizionata i progetti divini, senza la pretesa, assurda per la pochezza dei nostri occhi, di volerli misurare con i nostri criteri umani.

È proprio nei confronti di Dio che sperimentiamo i grandi guasti derivanti dalla superbia e le meraviglie che sgorgano dall’umiltà. I fasti e le glorie dei regni umani hanno le loro storie e rivelano la loro caducità. Il regno di Dio, proprio perché silenzioso e umile, piccolo e nascosto, si rivela infine in tutta la sua grandiosità con i prodigi che opera nella nostra storia. Gesù lo dichiara: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».

Il seme di Dio, il suo figlio prediletto, dovrà calarsi, proprio come seme fecondo, nelle viscere della terra, per germogliare e portare frutti di universale salvezza, in quel mattino di Pasqua.

 

LODI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

Inno

O Gesù salvatore,

luce vera del mondo,

accogli le primizie

della nostra preghiera.

 

Risveglia in noi la fede,

la speranza, l'amore;

dona pace e concordia

e letizia perfetta.

 

Lenisci con le lacrime

la durezza dei cuori,

accendi il desiderio

della patria beata.

 

A te sia gloria, o Cristo,

speranza delle genti,

al Padre e al Santo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Contro di te abbiamo peccato:

pietà di noi, o Signore!

 

SALMO 50   Pietà di me, o Signore

Rinnovatevi nello spirito della vostra mente e rivestite l'uomo nuovo (cfr Ef 4,23-24)

 

Pietà di me, o Dio,

secondo la tua misericordia; *

nel tuo grande amore

cancella il mio peccato.

 

Lavami da tutte le mie colpe, *

mondami dal mio peccato.

Riconosco la mia colpa, *

il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

 

Contro di te, contro te solo ho peccato, *

quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;

perciò sei giusto quando parli, *

retto nel tuo giudizio.

 

Ecco, nella colpa sono stato generato, *

nel peccato mi ha concepito mia madre.

Ma tu vuoi la sincerità del cuore *

e nell'intimo m'insegni la sapienza.

 

Purificami con issopo e sarò mondato; *

lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia, *

esulteranno le ossa che hai spezzato.

 

Distogli lo sguardo dai miei peccati, *

cancella tutte le mie colpe.

Crea in me, o Dio, un cuore puro, *

rinnova in me uno spirito saldo.

 

Non respingermi dalla tua presenza *

e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato, *

sostieni in me un animo generoso.

 

Insegnerò agli erranti le tue vie *

e i peccatori a te ritorneranno.

Liberami dal sangue, Dio, Dio mia salvezza, *

la mia lingua esalterà la tua giustizia.

 

Signore, apri le mie labbra *

e la mia bocca proclami la tua lode;

poiché non gradisci il sacrificio *

e, se offro olocausti, non li accetti.

 

Uno spirito contrito *

è sacrificio a Dio,

un cuore affranto e umiliato, *

tu, o Dio, non disprezzi.

 

Nel tuo amore

fa' grazia a Sion, *

rialza le mura

di Gerusalemme.

 

Allora gradirai i sacrifici prescritti, *

l'olocausto e l'intera oblazione,

allora immoleranno vittime *

sopra il tuo altare.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Contro di te abbiamo peccato:

pietà di noi, o Signore!

 

2^ Antifona

Riconosciamo, Signore, la nostra colpa,

contro di te abbiamo peccato.

 

CANTICO Ger 14, 17-21  

Lamento del popolo in tempo di fame e di guerra

Il tempo è compiuto, e il regno di Dio è vicino: convertitevi e credete al vangelo (Mc 1, 15). 

 

I miei occhi grondano lacrime *

notte e giorno, senza cessare.

 

Da grande calamità è stata colpita

la figlia del mio popolo, *

da una ferita mortale.

 

Se esco in aperta campagna, ecco i trafitti di spada; *

se percorro la città, ecco gli orrori della fame.

 

Anche il profeta e il sacerdote †

si aggirano per il paese *

e non sanno che cosa fare.

 

Hai forse rigettato completamente Giuda, *

oppure ti sei disgustato di Sion?

Perché ci hai colpito, *

e non c'è rimedio per noi?

 

Aspettavamo la pace, ma non c'è alcun bene, *

l'ora della salvezza ed ecco il terrore!

 

Riconosciamo la nostra iniquità, Signore, †

l'iniquità dei nostri padri: *

contro di te abbiamo peccato.

 

Ma per il tuo nome non abbandonarci, †

non render spregevole il trono della tua gloria. *

Ricordati! Non rompere la tua alleanza con noi.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Riconosciamo, Signore, la nostra colpa,

contro di te abbiamo peccato.

 

3^ Antifona

Il Signore è il nostro Dio;

noi il popolo, che egli guida.

 

SALMO 99   La gioia di coloro che entrano nel tempio

Il Signore fa cantare ai redenti il canto della vittoria (sant'Atanasio).

 

Acclamate al Signore, voi tutti della terra, †

servite il Signore nella gioia, *

presentatevi a lui con esultanza.

 

Riconoscete che il Signore è Dio; †

egli ci ha fatti e noi siamo suoi, *

suo popolo e gregge del suo pascolo.

 

Varcate le sue porte con inni di grazie, †

i suoi atri con canti di lode, *

lodatelo, benedite il suo nome;

 

poiché buono è il Signore, †

eterna la sua misericordia, *

la sua fedeltà per ogni generazione.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Il Signore è il nostro Dio;

noi il popolo, che egli guida.

 

Lettura Breve   2 Cor 12, 9b-10

Mi vanterò ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle angosce sofferte per Cristo: quando sono debole, è allora che sono forte.

 

Responsorio Breve

R. Al mattino, o Dio, * fammi conoscere il tuo amore.

Al mattino, o Dio, fammi conoscere il tuo amore.

V. Insegnami la via da seguire,

fammi conoscere il tuo amore.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Al mattino, o Dio, fammi conoscere il tuo amore.

 

Antifona al Benedictus

Il Signore ha visitato

e redento il suo popolo.

 

CANTICO DI ZACCARIA   Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

 

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

 

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

 

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

 

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

 

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

 

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

 

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

 

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

 

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *

per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

 

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell'ombra della morte

 

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Benedictus

Il Signore ha visitato

e redento il suo popolo.

 

Invocazioni

Volgiamo il nostro sguardo al Cristo, nato, morto e risorto per la nostra salvezza, e diciamo con fiducia:

Salva il tuo popolo, Signore.

 

Benedetto sei tu, o Gesù Salvatore del mondo, che non hai ricusato di subire la passione e la croce per noi,

- e ci hai redenti con il tuo sangue prezioso.

 

Tu che hai promesso fiumi di acqua viva a quanti credono in te,

- effondi il tuo Spirito sull'umanità intera.

 

Hai inviato i tuoi discepoli ad evangelizzare le genti,

- sostieni i missionari del Vangelo perché si estenda in ogni luogo la vittoria della croce.

 

Rivolgi il tuo sguardo di bontà ai malati e ai sofferenti, che hai associato alla tua croce,

- sentano il conforto della tua presenza.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

Donaci, o Padre buono, di godere sempre della presenza del Figlio tuo, perché seguendo lui nostro pastore e guida, progrediamo nella via dei tuoi comandamenti. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

ORA MEDIA

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

Inno

Glorioso e potente Signore,

che alterni i ritmi del tempo,

irradi di luce il mattino

e accendi di fuochi il meriggio,

 

tu placa le tristi contese,

estingui la fiamma dell'ira,

infondi vigore alle membra,

ai cuori concedi la pace.

 

Sia gloria al Padre ed al Figlio,

sia onore al Santo Spirito,

all'unico e trino Signore

sia lode nei secoli eterni. Amen

 

Oppure:

L'ora sesta c'invita

al servizio divino:

inneggiamo al Signore

con fervore di spirito.

 

In quest'ora sul Golgota,

vero agnello pasquale,

Cristo paga il riscatto

per la nostra salvezza.

 

Dinanzi alla sua gloria

anche il sole si oscura:

risplenda la sua grazia

nell'intimo dei cuori.

 

Sia lode al Padre e al Figlio,

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

1^ Antifona

L'abbiamo visto disprezzato:

uomo dei dolori, che conosce il soffrire.

 

SALMO 21, 2-12   (I)  Esaudimento del giusto, provato dalla sofferenza

Gesù gridò a gran voce: Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mt 27, 46).

 

«Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? †

Tu sei lontano dalla mia salvezza»: *

sono le parole del mio lamento.

 

Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, *

grido di notte e non trovo riposo.

 

Eppure tu abiti la santa dimora, *

tu, lode di Israele.

In te hanno sperato i nostri padri, *

hanno sperato e tu li hai liberati;

 

a te gridarono e furono salvati, *

sperando in te non rimasero delusi.

 

Ma io sono verme, non uomo, *

infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.

 

Mi scherniscono quelli che mi vedono, *

storcono le labbra, scuotono il capo:

«Si è affidato al Signore, lui lo scampi; *

lo liberi, se è suo amico».

 

Sei tu che mi hai tratto dal grembo, *

mi hai fatto riposare sul petto di mia madre.

Al mio nascere tu mi hai raccolto, *

dal grembo di mia madre sei tu il mio Dio.

 

Da me non stare lontano, †

poiché l'angoscia è vicina *

e nessuno mi aiuta.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

L'abbiamo visto disprezzato:

uomo dei dolori, che conosce il soffrire.

 

2^ Antifona

Si dividono le mie vesti,

la mia tunica tirano a sorte.

 

SALMO 21, 13-23   (II) Esaudimento del giusto, provato dalla sofferenza

Gesù gridò a gran voce: Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mt 27, 46).

 

Mi circondano tori numerosi, *

mi assediano tori di Basan.

Spalancano contro di me la loro bocca *

come leone che sbrana e ruggisce.

 

Come acqua sono versato, *

sono slogate tutte le mie ossa.

Il mio cuore è come cera, *

si fonde in mezzo alle mie viscere.

 

E' arido come un coccio il mio palato, †

la mia lingua si è incollata alla gola, *

su polvere di morte mi hai deposto.

 

Un branco di cani mi circonda, *

mi assedia una banda di malvagi;

hanno forato le mie mani e i miei piedi, *

posso contare tutte le mie ossa.

 

Essi mi guardano, mi osservano: †

si dividono le mie vesti, *

sul mio vestito gettano la sorte.

 

Ma tu, Signore, non stare lontano, *

mia forza, accorri in mio aiuto.

Scampami dalla spada, *

dalle unghie del cane la mia vita.

 

Salvami dalla bocca del leone *

e dalle corna dei bufali.

Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, *

ti loderò in mezzo all'assemblea.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Si dividono le mie vesti,

la mia tunica tirano a sorte.

 

3^ Antifona

I popoli di tutta la terra

si prostreranno davanti a lui.

 

SALMO 21, 24-32   (III) Esaudimento del giusto, provato dalla sofferenza

Gesù gridò a gran voce: Dio mio, perché mi hai abbandonato? (Mt 27, 46).

 

Lodate il Signore, voi che lo temete, †

gli dia gloria la stirpe di Giacobbe, *

lo tema tutta la stirpe di Israele;

 

perché egli non ha disprezzato né sdegnato *

l'afflizione del misero,

non gli ha nascosto il suo volto, *

ma, al suo grido d'aiuto, lo ha esaudito.

 

Sei tu la mia lode nella grande assemblea, *

scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.

 

I poveri mangeranno e saranno saziati, †

loderanno il Signore quanti lo cercano: *

«Viva il loro cuore per sempre».

 

Ricorderanno e torneranno al Signore *

tutti i confini della terra,

si prostreranno davanti a lui *

tutte le famiglie dei popoli.

 

Poiché il regno è del Signore, *

egli domina su tutte le nazioni.

 

A lui solo si prostreranno

quanti dormono sotto terra, *

davanti a lui si curveranno

quanti discendono nella polvere.

 

E io vivrò per lui, *

lo servirà la mia discendenza.

 

Si parlerà del Signore alla generazione che viene; *

annunzieranno la sua giustizia;

al popolo che nascerà diranno: *

«Ecco l'opera del Signore!».

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

I popoli di tutta la terra

si prostreranno davanti a lui.

 

Lettura Breve   Rm 3, 21-22a

Ora, indipendentemente dalla legge, si è manifestata la giustizia di Dio, testimoniata dalla legge e dai profeti; giustizia di Dio per mezzo della fede in Gesù Cristo, per tutti quelli che credono in lui.

 

V. I decreti del Signore sono giusti, rallegrano il cuore;

R. il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi.

 

Orazione

Signore Gesù Cristo, che all'ora sesta, mentre le tenebre avvolgevano il mondo, fosti inchiodato sulla croce, vittima innocente per la nostra salvezza, donaci sempre quella luce, che guida gli uomini sulla via della vita eterna. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

R. Amen.

 

Benediciamo il Signore.

R. Rendiamo grazie a Dio.

 

VESPRI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

Inno

O Gesù redentore,

immagine del Padre,

luce d'eterna luce,

accogli il nostro canto.

 

Per radunare i popoli

nel patto dell'amore,

distendi le tue braccia

sul legno della croce.

 

Dal tuo fianco squarciato

effondi sull'altare

i misteri pasquali

della nostra salvezza.

 

A te sia lode, o Cristo,

speranza delle genti,

al Padre e al Santo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Grande è il Signore, nostro Dio,

sopra tutti gli dèi.

 

SALMO 134, 1-12   (I) Lodate il Signore che opera meraviglie

Popolo che Dio si è acquistato, proclama le opere meravigliose di lui che ti ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce (cfr. 1 Pt 2, 9).

 

Lodate il nome del Signore, *

lodatelo, servi del Signore,

voi che state nella casa del Signore, *

negli atri della casa del nostro Dio.

 

Lodate il Signore: il Signore è buono; *

cantate inni al suo nome, perché è amabile.

Il Signore si è scelto Giacobbe, *

Israele come suo possesso.

 

Io so che grande è il Signore, *

il nostro Dio sopra tutti gli dèi.

 

Tutto ciò che vuole il Signore lo compie, †

in cielo e sulla terra, *

nei mari e in tutti gli abissi.

 

Fa salire le nubi dall'estremità della terra, †

produce le folgori per la pioggia, *

dalle sue riserve libera i venti.

 

Egli percosse i primogeniti d'Egitto, *

dagli uomini fino al bestiame.

Mandò segni e prodigi in mezzo a te, Egitto, *

contro il faraone e tutti i suoi ministri.

 

Colpì numerose nazioni *

e uccise re potenti:

Seon, re degli Amorrèi, Og, re di Basan, *

e tutti i regni di Cànaan.

 

Diede la loro terra in eredità a Israele, *

in eredità a Israele suo popolo.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Grande è il Signore, nostro Dio,

sopra tutti gli dèi.

 

2^ Antifona

Casa d'Israele, benedici il Signore,

canta inni al suo nome.

 

SALMO 134, 13-21   (II) Dio solo è grande ed eterno

Il Verbo era Dio... si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi (cfr Gv 1,1.14).

 

Signore, il tuo nome è per sempre; *

Signore, il tuo ricordo per ogni generazione.

 

Il Signore guida il suo popolo, *

si muove a pietà dei suoi servi.

 

Gli idoli dei popoli sono argento e oro, *

opera delle mani dell'uomo.

Hanno bocca e non parlano; *

hanno occhi e non vedono;

 

hanno orecchi e non odono; *

non c'è respiro nella loro bocca.

Sia come loro chi li fabbrica *

e chiunque in essi confida.

 

Benedici il Signore, casa d'Israele; *

benedici il Signore, casa di Aronne;

benedici il Signore, casa di Levi; *

voi che temete il Signore, benedite il Signore.

 

Da Sion sia benedetto il Signore *

che abita in Gerusalemme.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Casa d'Israele, benedici il Signore,

canta inni al suo nome.

 

3^ Antifona

Tutte le genti verranno ad adorarti, Signore.

 

CANTICO Ap 15, 3-4   Inno di adorazione e di lode

Grandi e mirabili sono le tue opere, †

o Signore Dio onnipotente; *

giuste e veraci le tue vie, o Re delle genti!

 

Chi non temerà il tuo nome, †

chi non ti glorificherà, o Signore? *

Tu solo sei santo!

 

Tutte le genti verranno a te, Signore, †

davanti a te si prostreranno, *

perché i tuoi giusti giudizi si sono manifestati.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Tutte le genti verranno ad adorarti, Signore.

 

Lettura breve   Gc 1, 2-4

Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la prova della vostra fede produce la pazienza. E la pazienza completi l'opera sua in voi, perché siate perfetti e integri, senza mancare di nulla.

 

Responsorio Breve

R. Cristo ci ama, * ci ha liberati con il suo sangue.

Cristo ci ama, ci ha liberati con il suo sangue.

V. Ha fatto di noi un regno, e sacerdoti per il nostro Dio,

ci ha liberati con il suo sangue.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Cristo ci ama, ci ha liberati con il suo sangue.

 

Antifona al Magnificat

Il Signore ha soccorso i suoi figli,

ricordando il suo amore.

 

CANTICO DELLA BEATA VERGINE (Lc 1, 46-55)

Esultanza dell'anima nel Signore

 

L'anima mia magnifica il Signore *

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *

e Santo è il suo nome:

 

di generazione in generazione la sua misericordia *

si stende su quelli che lo temono.

 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;

 

ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

 

Ha soccorso Israele, suo servo, *

ricordandosi della sua misericordia,

 

come aveva promesso ai nostri padri, *

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Magnificat

Il Signore ha soccorso i suoi figli,

ricordando il suo amore.

 

Intercessioni

Nel misterioso disegno della sapienza divina, il Signore Gesù fu consegnato alla morte per i nostri peccati ed è risorto per la nostra santificazione. Adoriamo il nostro salvatore e con umile fiducia invochiamolo:

Abbi pietà del tuo popolo, Signore.

 

Esaudisci, Signore, le nostre suppliche e cancella le nostre colpe,

- donaci il perdono e la pace.

 

Tu, che per bocca dell'Apostolo hai detto: dove ha abbondato il delitto, ha sovrabbondato la grazia,

- lava i nostri innumerevoli peccati nel torrente della tua bontà.

 

Abbiamo molto peccato, Signore, ma confessiamo la tua misericordia senza limiti,

- convertici e la nostra vita sarà trasformata.

 

Preserva il tuo popolo dall'infedeltà all'alleanza,

- perché goda sempre i favori della tua amicizia.

 

Hai aperto il paradiso al ladrone pentito,

- accogli nella tua casa i nostri fratelli defunti.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

Dio, Padre onnipotente, che ci hai donato il tuo unico Figlio come prezzo della nostra salvezza, fa' che vivendo in comunione con le sue sofferenze, partecipiamo un giorno alla gloria della sua risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

COMPIETA

V O Dio, vieni a salvarmi.

R Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

ESAME DI COSCIENZA

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

R Amen.

 

INNO: uno dei seguenti a scelta.

 

Al termine del giorno,

o sommo Creatore,

veglia sul nostro riposo

con amore di Padre.

 

Dona salute al corpo

e fervore allo spirito,

la tua luce rischiari

le ombre della notte.

 

Nel sonno delle membra

resti fedele il cuore,

e al ritorno dell'alba

intoni la tua lode.

 

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

  Oppure:

 

Gesù, luce da luce,

sole senza tramonto,

tu rischiari le tenebre

nella notte del mondo.

 

In te, santo Signore,

noi cerchiamo il riposo

dall'umana fatica,

al termine del giorno.

 

Se i nostri occhi si chiudono,

veglia in te il nostro cuore;

la tua mano protegga

coloro che in te sperano.

 

Difendi, o Salvatore,

dalle insidie del male

i figli che hai redenti

col tuo sangue prezioso.

 

A te sia gloria, o Cristo,

nato da Maria vergine,

al Padre e allo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant.  Giorno e notte grido a te, o Signore.

 

SALMO 87  Preghiera di un uomo gravemente malato

Questa è la vostra ora, è l'impero delle tenebre (Lc 22,53).

 

Signore, Dio della mia salvezza, *

davanti a te grido giorno e notte.

Giunga fino a te la mia preghiera, *

tendi l'orecchio al mio lamento.

 

Io sono colmo di sventure, *

la mia vita è vicina alla tomba.

Sono annoverato tra quelli che scendono nella fossa, *

sono come un uomo ormai privo di forza.

 

È tra i morti il mio giaciglio, *

sono come gli uccisi stesi nel sepolcro,

dei quali tu non conservi il ricordo *

e che la tua mano ha abbandonato.

 

Mi hai gettato nella fossa profonda, *

nelle tenebre e nell'ombra di morte.

Pesa su di me il tuo sdegno *

e con tutti i tuoi flutti mi sommergi.

 

Hai allontanato da me i miei compagni, *

mi hai reso per loro un orrore.

Sono prigioniero senza scampo; *

si consumano i miei occhi nel patire.

 

Tutto il giorno ti chiamo, Signore, *

verso di te protendo le mie mani.

Compi forse prodigi per i morti? *

O sorgono le ombre a darti lode?

 

Si celebra forse la tua bontà nel sepolcro, *

la tua fedeltà negli inferi?

Nelle tenebre si conoscono forse i tuoi prodigi, *

la tua giustizia nel paese dell'oblio?

 

Ma io a te, Signore, grido aiuto, *

e al mattino giunge a te la mia preghiera.

Perché, Signore, mi respingi, *

perché mi nascondi il tuo volto?

 

Sono infelice e morente dall'infanzia, *

sono sfinito, oppresso dai tuoi terrori.

Sopra di me è passata la tua ira, *

i tuoi spaventi mi hanno annientato,

 

mi circondano come acqua tutto il giorno, *

tutti insieme mi avvolgono.

Hai allontanato da me amici e conoscenti *

mi sono compagne solo le tenebre.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen

 

Ant.  Giorno e notte grido a te, o Signore.

 

LETTURA BREVE    Ger 14, 9

Tu sei in mezzo a noi Signore, e noi siamo chiamati con il tuo nome: non abbandonarci, Signore Dio nostro.

 

RESPONSORIO BREVE

R. Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

V. Dio di verità, tu mi hai redento:

nelle tue mani affido il mio spirito.

     Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace.

 

CANTICO di SIMEONE   Lc 2,29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

 

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

 

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

 

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace.

 

ORAZIONE

Donaci o Padre, di unirci nella fede alla morte e sepoltura del tuo Figlio per risorgere con lui alla vita nuova. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

 

BENEDIZIONE FINALE

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.

R Amen.

 

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