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SANTO DEL GIORNO |
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San Sebastiano Martire
Milano, 263 ca. – Roma, 304 ca.
Le notizie storiche su s.
Sebastiano sono davvero poche, ma la diffusione del
suo culto ha resistito ai millenni, ed è tuttora
molto vivo, ben tre Comuni in Italia portano il suo
nome, e tanti altri lo venerano come santo patrono.
Le fonti storiche certe sono:
il più antico calendario della Chiesa di Roma, la
‘Depositio martyrum’ risalente al 354, che lo
ricorda al 20 gennaio e il “Commento al salmo 118”
di s. Ambrogio (340-397), dove dice che Sebastiano
era di origine milanese e si era trasferito a Roma,
ma non dà spiegazioni circa il motivo.
Le poche notizie storiche sono
state poi ampliate e diciamo abbellite, dalla
successiva ‘Passio’, scritta probabilmente nel V
secolo dal monaco Arnobio il Giovane.
Ne facciamo qui il riassunto
integrando le due fonti, dando prima una
introduzione storica.
Nel 260 l’imperatore Galliano
aveva abrogato gli editti persecutori contro i
cristiani, ne seguì un lungo periodo di pace, in cui
i cristiani pur non essendo riconosciuti
ufficialmente, erano però stimati, occupando alcuni
di loro, importanti posizioni nell’amministrazione
dell’impero.
E in questo clima favorevole,
la Chiesa si sviluppò enormemente anche
nell’organizzazione; Diocleziano che fu imperatore
dal 284 al 305, desiderava portare avanti questa
situazione pacifica, ma poi 18 anni dopo, su
istigazione del suo cesare Galerio, scatenò una
delle persecuzioni più crudeli in tutto l’impero.
Sebastiano, che secondo s.
Ambrogio era nato e cresciuto a Milano, da padre di
Narbona (Francia meridionale) e da madre milanese,
era stato educato nella fede cristiana, si trasferì
a Roma nel 270 e intraprese la carriera militare
intorno al 283, fino a diventare tribuno della prima
coorte della guardia imperiale a Roma, stimato per
la sua lealtà e intelligenza dagli imperatori
Massimiano e Diocleziano, che non sospettavano fosse
cristiano.
Grazie alla sua funzione,
poteva aiutare con discrezione i cristiani
incarcerati, curare la sepoltura dei martiri e
riuscire a convertire militari e nobili della corte,
dove era stato introdotto da Castulo, domestico (cubicolario)
della famiglia imperiale, che poi morì martire.
La leggendaria ‘Passio’,
racconta che un giorno furono arrestati due giovani
cristiani Marco e Marcelliano, figli di un certo
Tranquillino; il padre ottenne un periodo di trenta
giorni di riflessione prima del processo, affinché
potessero salvarsi dalla certa condanna sacrificando
agli dei.
Nel tetro carcere i due
fratelli stavano per cedere alla paura, quando
intervenne il tribuno Sebastiano riuscendo a
convincerli a perseverare nella fede; mentre nel
buio della cella egli parlava ai giovani, i presenti
lo videro circondato di luce e tra loro c’era anche
Zoe, moglie del capo della cancelleria imperiale,
diventata muta da sei anni. La donna si inginocchiò
davanti a Sebastiano, il quale dopo aver implorato
la grazia divina fece un segno di croce sulle sue
labbra, restituendole la voce.
A ciò seguì una collana di
conversioni importanti, il prefetto di Roma Cromazio
e suo figlio Tiburzio, Zoe col marito Nicostrato e
il cognato Castorio; tutti in seguito subirono il
martirio, come pure i due fratelli Marco e
Marcelliano e il loro padre Tranquillino.
Sebastiano per la sua opera di
assistenza ai cristiani, fu proclamato da papa s.
Caio “difensore della Chiesa” e proprio quando,
secondo la tradizione, aveva seppellito i santi
martiri Claudio, Castorio, Sinforiano, Nicostrato,
detti Quattro Coronati, sulla via Labicana, fu
arrestato e portato da Massimiano e Diocleziano, il
quale già infuriato per la voce che si diffondeva in
giro, che nel palazzo imperiale si annidavano i
cristiani persino tra i pretoriani, apostrofò il
tribuno: “Io ti ho sempre tenuto fra i maggiorenti
del mio palazzo e tu hai operato nell’ombra contro
di me, ingiuriando gli dei”.
Sebastiano fu condannato ad
essere trafitto dalle frecce; legato ad un palo in
una zona del colle Palatino chiamato ‘campus’, fu
colpito seminudo da tante frecce da sembrare un
riccio; creduto morto dai soldati fu lasciato lì in
pasto agli animali selvatici.
Ma la nobile Irene, vedova del
già citato s. Castulo, andò a recuperarne il corpo
per dargli sepoltura, secondo la pia usanza dei
cristiani, i quali sfidavano il pericolo per fare
ciò e spesso venivano sorpresi e arrestati anche
loro.
Ma Irene si accorse che il
tribuno non era morto e trasportatolo nella sua casa
sul Palatino, prese a curarlo dalle numerose
lesioni. Miracolosamente Sebastiano riuscì a guarire
e poi nonostante il consiglio degli amici di fuggire
da Roma, egli che cercava il martirio, decise di
proclamare la sua fede davanti a Diocleziano e al
suo associato Massimiano, mentre gli imperatori si
recavano per le funzioni al tempio eretto da
Elagabolo, in onore del Sole Invitto, poi dedicato
ad Ercole.
Superata la sorpresa, dopo aver
ascoltato i rimproveri di Sebastiano per la
persecuzione contro i cristiani, innocenti delle
accuse fatte loro, Diocleziano ordinò che questa
volta fosse flagellato a morte; l’esecuzione avvenne
nel 304 ca. nell’ippodromo del Palatino, il corpo fu
gettato nella Cloaca Massima, affinché i cristiani
non potessero recuperarlo.
L’abbandono dei corpi dei
martiri senza sepoltura, era inteso dai pagani come
un castigo supremo, credendo così di poter trionfare
su Dio e privare loro della possibilità di una
resurrezione.
La tradizione dice che il
martire apparve in sogno alla matrona Lucina,
indicandole il luogo dov’era approdato il cadavere e
ordinandole di seppellirlo nel cimitero “ad
Catacumbas” della Via Appia.
Le catacombe, oggi dette di San
Sebastiano, erano dette allora ‘Memoria Apostolorum’,
perché dopo la proibizione dell’imperatore Valeriano
del 257 di radunarsi e celebrare nei cosiddetti
“cimiteri cristiani”, i fedeli raccolsero le
reliquie degli Apostoli Pietro e Paolo dalle tombe
del Vaticano e dell’Ostiense, trasferendoli sulla
via Appia, in un cimitero considerato pagano.
Costantino nel secolo
successivo, fece riportare nei luoghi del martirio i
loro corpi e dove si costruirono poi le celebri
basiliche.
Sulla Via Appia si costruì
un’altra basilica costantiniana la “Basilica
Apostolorum”, in memoria dei due apostoli.
Fino a tutto il VI secolo, i
pellegrini che vi si recavano attirati dalla
‘memoria’ di s. Pietro e s. Paolo, visitavano in
quel cimitero anche la tomba del martire, la cui
figura era per questo diventata molto popolare e
quando nel 680 si attribuì alla sua intercessione,
la fine di una grave pestilenza a Roma, il martire
s. Sebastiano venne eletto taumaturgo contro le
epidemie e la chiesa cominciò ad essere chiamata
“Basilica Sancti Sebastiani”.
Il santo venerato il 20
gennaio, è considerato il terzo patrono di Roma,
dopo i due apostoli Pietro e Paolo.
Le sue reliquie, sistemate in
una cripta sotto la basilica, furono divise durante
il pontificato di papa Eugenio II (824-827) il quale
ne mandò una parte alla chiesa di S. Medardo di
Soissons il 13 ottobre 826; mentre il suo successore
Gregorio IV (827-844) fece traslare il resto del
corpo nell’oratorio di San Gregorio sul colle
Vaticano e inserendo il capo in un prezioso
reliquiario, che papa Leone IV (847-855) trasferì
poi nella Basilica dei Santi Quattro Coronati, dove
tuttora è venerato.
Gli altri resti di s.
Sebastiano rimasero nella Basilica Vaticana fino al
1218, quando papa Onorio III concesse ai monaci
cistercensi, custodi della Basilica di S.
Sebastiano, il ritorno delle reliquie risistemate
nell’antica cripta; nel XVII secolo l’urna venne
posta in una cappella della nuova chiesa, sotto la
mensa dell’altare, dove si trovano tuttora.
S. Sebastiano è considerato
patrono degli arcieri e archibugieri, tappezzieri,
fabbricanti di aghi e di quanti altri abbiano a che
fare con oggetti a punta simili alle frecce.
Patrono di Pest a Budapest e
dei Giovani dell’Azione Cattolica, è invocato nelle
epidemie, specie di peste, così diffusa in Europa
nei secoli addietro.
Nell’arte antica s. Sebastiano
fu variamente raffigurato come anziano, uomo maturo
con barba e senza barba, vestito da soldato romano o
con lunghe vesti proprie di un uomo del Medioevo.
Dal Rinascimento in poi diventò
nell’arte, l’equivalente degli dei ed eroi greci,
celebrati per la loro bellezza come Adone o Apollo,
poi ispirandosi ad una leggenda dell’VIII secolo,
secondo la quale il martire sarebbe apparso in sogno
al vescovo di Laon, nelle sembianze di un efebo,
pittori e scultori cominciarono a raffigurarlo come
un bellissimo giovane nudo, legato ad un albero o
colonna e trafitto dalle frecce.
Il soggetto si presentava ad
una libera interpretazione del primo martirio delle
frecce, (non si teneva conto che fosse poi morto con
il flagello) e secondo l’estro dell’artista per un
compiaciuto virtuosismo anatomico, applicato ad un
soggetto religioso.
Anche Michelangelo nel
“Giudizio Universale”, lo immaginò nudo e possente
come un Ercole, mentre stringe in pugno un fascio di
frecce, interpretazione guerriera del mite santo,
beato nella comunione del Signore.
Innumerevoli sono le opere
d’arte che lo raffigurano e quasi tutti gli artisti,
pittori e scultori, si cimentarono nell’opera, anzi
la semplicità del soggetto, uomo nudo legato ad una
colonna, fu congeniale specie agli scultori.
Ancora vivente, il papa lo
denominò “difensore della Chiesa”, e celeste patrono
e difensore fu denominato da intere città,
capolavoro di questo tema è l’affresco di Benozzo
Gozzoli nella chiesa di S. Agostino, della turrita
San Gimignano (1465), dove s. Sebastiano come le
iconografie della Madonna della Misericordia,
accoglie gli abitanti della città sotto il suo
mantello, sorretto da angeli e contro il quale si
spezzano le frecce scagliate dal cielo da Dio.
Infine è da ricordare che
insieme a s. Giovanni Battista, è molto raffigurato
nei gruppi di santi che circondano il trono della
Madonna o che sono posti ai lati della Vergine.
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LETTURE DELLA
SANTA MESSA |
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PRIMA LETTURA
1 Sam 17, 32-33. 37.
40-51
Dal primo libro di Samuele.
In quei giorni, Davide disse a Saul: «Nessuno si
perda d’animo a causa di costui. Il tuo servo andrà
a combattere con questo Filisteo». Saul rispose a
Davide: «Tu non puoi andare contro questo Filisteo a
combattere con lui: tu sei un ragazzo e costui è
uomo d’armi fin dalla sua adolescenza». Davide
aggiunse: «Il Signore che mi ha liberato dalle
unghie del leone e dalle unghie dell’orso, mi
libererà anche dalle mani di questo Filisteo». Saul
rispose a Davide: «Ebbene va’ e il Signore sia con
te».
Davide prese in mano il suo bastone, si scelse
cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nella
sua sacca da pastore, nella bisaccia; prese ancora
in mano la fionda e si avvicinò al Filisteo.
Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a
Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il
Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne
ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di
capelli e di bell’aspetto. Il Filisteo disse a
Davide: «Sono io forse un cane, perché tu venga a me
con un bastone?». E quel Filisteo maledisse Davide
in nome dei suoi dèi. Poi il Filisteo disse a
Davide: «Fatti avanti e darò le tue carni agli
uccelli del cielo e alle bestie selvatiche».
Davide rispose al Filisteo: «Tu vieni a me con la
spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel
nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere
d’Israele, che tu hai sfidato. In questo stesso
giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io
ti abbatterò e ti staccherò la testa e getterò i
cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del
cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà
che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine
saprà che il Signore non salva per mezzo della spada
o della lancia, perché del Signore è la guerra ed
egli vi metterà certo nelle nostre mani».
Appena il Filisteo si mosse avvicinandosi incontro a
Davide, questi corse a prendere posizione in fretta
contro il Filisteo. Davide cacciò la mano nella
sacca, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda
e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse
nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.
Così Davide ebbe il sopravvento sul Filisteo con la
fionda e con la pietra, colpì il Filisteo e
l’uccise, benché Davide non avesse spada. Davide
fece un salto e fu sopra il Filisteo, prese la sua
spada, la sguainò e lo uccise, poi con quella gli
tagliò la testa. I Filistei videro che il loro eroe
era morto e si diedero alla fuga.
SALMO
Sal 143
RIT: Benedetto il Signore, mia roccia.
Benedetto il Signore, mia roccia,
che addestra le mie mani alla guerra,
le mie dita alla battaglia.
Mio alleato e mia fortezza,
mio rifugio e mio liberatore,
mio scudo in cui confido,
colui che sottomette i popoli al mio giogo.
O Dio, ti canterò un canto nuovo,
inneggerò a te con l’arpa a dieci corde,
a te, che dai vittoria ai re,
che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua.
VANGELO
Mc 3, 1-6
Dal Vangelo secondo Marco
+ In quel tempo, Gesù entrò di nuovo nella sinagoga.
Vi era lì un uomo che aveva una mano paralizzata, e
stavano a vedere se lo guariva in giorno di sabato,
per accusarlo.
Egli disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati,
vieni qui in mezzo!». Poi domandò loro: «È lecito in
giorno di sabato fare del bene o fare del male,
salvare una vita o ucciderla?». Ma essi tacevano. E
guardandoli tutt’intorno con indignazione,
rattristato per la durezza dei loro cuori, disse
all’uomo: «Tendi la mano!». Egli la tese e la sua
mano fu guarita.
E i farisei uscirono subito con gli erodiani e
tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
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COMMENTO |
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Cristo ci
guarisce anche di sabato!
L’ipocrisia e la
grettezza dei farisei sono davvero senza
limiti: essi si scandalizzano perché i
discepoli del Signore, di sabato, cioè nel
giorno di festa, hanno carpito alcune spighe
di grano per mangiarne i chicchi. Oggi
l’episodio si svolge all’interno di una
sinagoga, ancora in giorno di sabato, e, in
tono di sfida nei confronti del Cristo, essi
stanno a guardare se egli oserà guarire un
povero uomo con una mano inaridita. Gesù è
portatore di vita, ha una visione sapiente e
divina del valore delle norme, che debbono
regolare i comportamenti umani.
Non può venir meno alla
sua missione, non possono delle norme
esteriori diventare un freno al suo amore.
Egli dirà: «Non pensate che io sia venuto ad
abolire la Legge o i Profeti; non son venuto
per abolire, ma per dare compimento». Il
compimento della legge è l’amore, amore a
Dio e al prossimo.
Gesù è indignato per la
durezza del loro cuore; accetta quindi la
sfida dei suo avversari, vuole distoglierli
dalla loro visione gretta e mortificante,
vuole rinverdire, con una evidente
testimonianza, tutto ciò che in loro è
diventato sterile e arido, più arido della
mano di quell’uomo.
Vuole soprattutto
dimostrare, ancora una volta, il suo amore
all’uomo e il suo ruolo di redentore e
salvatore dell’uomo. Gesù scandisce quindi i
suoi ordini: «Mèttiti nel mezzo!» e «Stendi
la mano!». La stese e la sua mano fu
risanata». Neanche l’evidenza del miracolo
smuove però, i farisei! Spesso il male ha
una durezza ed irremovibilità davvero
diabolica, scatena l’odio e la più cieca e
abietta avversione: «i farisei uscirono
subito con gli erodiàni e tennero consiglio
contro di lui per farlo morire».
Circolano ancora tra di
noi, anche tra la così detta «buona gente»,
alcuni integralisti di vecchio e nuovo
stampo, che malati di ipocrisia e affetti da
puerile grettezza, vorrebbero trasformare le
nostre chiese in caserme e noi fedeli in
militanti in divisa: sono molto pericolosi
perché si ammantano di zelo e trovano spesso
adepti tra i più meschini! |
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LODI |
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V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio
aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Inno
Notte, tenebre e nebbia,
fuggite: entra la luce,
viene Cristo Signore.
Il sole di giustizia
trasfigura ed accende
l'universo in attesa.
Con gioia pura ed umile,
fra i canti e le preghiere,
accogliamo il Signore.
Salvatore dei poveri,
la gloria del tuo volto
splenda su un mondo nuovo!
A te sia lode, o Cristo,
al Padre e al Santo Spirito,
oggi e sempre nei secoli. Amen.
1^ Antifona
Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?
SALMO 76 Dio rinnova i
prodigi del suo amore
Siamo tribolati da ogni parte,
ma non schiacciati: colui che ha risuscitato Gesù
risusciterà anche noi (cfr 2 Cor 4, 8.14).
La mia voce sale a Dio e grido
aiuto; *
la mia voce sale a Dio, finché
mi ascolti.
Nel giorno dell'angoscia io
cerco il Signore, †
tutta la notte la mia mano è
tesa
e non si stanca; *
io rifiuto ogni conforto.
Mi ricordo di Dio e gemo, *
medito e viene meno il mio
spirito.
Tu trattieni dal sonno i miei
occhi, *
sono turbato e senza parole.
Ripenso ai giorni passati, *
ricordo gli anni lontani.
Un canto nella notte mi ritorna
nel cuore: *
rifletto e il mio spirito si va
interrogando.
Forse Dio ci respingerà per
sempre, *
non sarà più benevolo con noi?
E' forse cessato per sempre il
suo amore, *
è finita la sua promessa per
sempre?
Può Dio aver dimenticato la
misericordia, *
aver chiuso nell'ira il suo
cuore?
E ho detto: «Questo è il mio
tormento: *
è mutata la destra
dell'Altissimo».
Ricordo le gesta del Signore, *
ricordo le tue meraviglie di un
tempo.
Mi vado ripetendo le tue opere,
*
considero tutte le tue gesta.
O Dio, santa è la tua via; *
quale dio è grande come il
nostro Dio?
Tu sei il Dio che opera
meraviglie, *
manifesti la tua forza fra le
genti.
E' il tuo braccio che ha
salvato il tuo popolo, *
i figli di Giacobbe e di
Giuseppe.
Ti videro le acque, Dio, †
ti videro e ne furono
sconvolte; *
sussultarono anche gli abissi.
Le nubi rovesciarono acqua, †
scoppiò il tuono nel cielo; *
le tue saette guizzarono.
Il fragore dei tuoi tuoni nel
turbine, †
i tuoi fulmini rischiararono il
mondo, *
la terra tremò e fu scossa.
Sul mare passava la tua via, †
i tuoi sentieri sulle grandi
acque *
e le tue orme rimasero
invisibili.
Guidasti come gregge il tuo
popolo *
per mano di Mosè e di Aronne.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Santa è la tua via:
chi è grande come te, Signore?
2^ Antifona
Il mio cuore esulta nel
Signore:
è lui che umilia e innalza.
CANTICO 1 Sam 2, 1-10 La
gioia e la speranza degli umili è in Dio
Ha rovesciato i potenti dai
troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni
gli affamati (Lc 1, 52-53).
Il mio cuore esulta nel
Signore, *
la mia fronte s'innalza grazie
al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i
miei nemici, *
perché io godo del beneficio
che mi hai concesso.
Non c'è santo come il Signore,
*
non c'è rocca come il nostro
Dio.
Non moltiplicate i discorsi
superbi, †
dalla vostra bocca non esca
arroganza; *
perché il Signore è il Dio che
sa tutto
e le sue opere sono rette.
L'arco dei forti s'è spezzato,
*
ma i deboli sono rivestiti di
vigore.
I sazi sono andati a giornata
per un pane, *
mentre gli affamati han cessato
di faticare.
La sterile ha partorito sette
volte *
e la ricca di figli è sfiorita.
Il Signore fa morire e fa
vivere, *
scendere agli inferi e
risalire.
Il Signore rende povero e
arricchisce, *
abbassa ed esalta.
Solleva dalla polvere il
misero, *
innalza il povero dalle
immondizie,
per farli sedere con i capi del
popolo, *
e assegnare loro un seggio di
gloria.
Perché al Signore appartengono
i cardini della terra *
e su di essi fa poggiare il
mondo.
Sui passi dei giusti egli
veglia, †
ma gli empi svaniscono nelle
tenebre. *
Certo non prevarrà l'uomo
malgrado la sua forza.
Dal Signore saranno abbattuti i
suoi avversari! *
L'Altissimo tuonerà dal cielo.
Il Signore giudicherà gli
estremi confini della terra; †
al suo re darà la forza *
ed eleverà la potenza del suo
Messia.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Il mio cuore esulta nel
Signore:
è lui che umilia e innalza.
3^ Antifona
Il Signore regna, esulti la
terra. †
SALMO 96 La gloria del
Signore nel giudizio
Questo salmo si riferisce alla
salvezza e alla fede di tutte le genti in Cristo
(sant'Atanasio).
Il Signore regna, esulti la
terra, *
† gioiscano le isole tutte.
Nubi e tenebre lo avvolgono, *
giustizia e diritto sono la
base del suo trono.
Davanti a lui cammina il fuoco
*
e brucia tutt'intorno i suoi
nemici.
Le sue folgori rischiarano il
mondo: *
vede e sussulta la terra.
I monti fondono come cera
davanti al Signore, *
davanti al Signore di tutta la
terra.
I cieli annunziano la sua
giustizia *
e tutti i popoli contemplano la
sua gloria.
Siano confusi tutti gli
adoratori di statue †
e chi si gloria dei propri
idoli. *
Si prostrino a lui tutti gli
dei!
Ascolta Sion e ne gioisce, †
esultano le città di Giuda *
per i tuoi giudizi, Signore.
Perché tu sei, Signore,
l'Altissimo su tutta la terra, *
tu sei eccelso sopra tutti gli
dèi.
Odiate il male, voi che amate
il Signore: †
lui che custodisce la vita dei
suoi fedeli *
li strapperà dalle mani degli
empi.
Una luce si è levata per il
giusto, *
gioia per i retti di cuore.
Rallegratevi, giusti, nel
Signore, *
rendete grazie al suo santo
nome.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Il Signore regna, esulti la
terra.
Lettura Breve Rm 8, 35.37
Chi ci separerà dunque
dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione,
l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il
pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi
siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha
amati.
Responsorio Breve
R. Benedirò il Signore * in
ogni tempo.
Benedirò il Signore in ogni
tempo.
V. Sulla mia bocca sempre la
sua lode
in ogni tempo.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Benedirò il Signore in ogni
tempo.
Antifona al Benedictus
In santità e giustizia
tutti i nostri giorni
serviamo il Signore.
CANTICO DI ZACCARIA Lc 1,
68-79
Il Messia e il suo Precursore
Benedetto il Signore Dio
d'Israele, *
perché ha visitato e redento il
suo popolo,
e ha suscitato per noi una
salvezza potente *
nella casa di Davide, suo
servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi
profeti d'un tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci
odiano.
Così egli ha concesso
misericordia ai nostri padri *
e si è ricordato della sua
santa alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo,
nostro padre, *
di concederci, liberati dalle
mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in
santità e giustizia *
al suo cospetto, per tutti i
nostri giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato
profeta dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al
Signore a preparargli le strade,
per dare al suo popolo la
conoscenza della salvezza *
nella remissione dei suoi
peccati,
grazie alla bontà
misericordiosa del nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci
dall'alto un sole che sorge,
per rischiarare quelli che
stanno nelle tenebre *
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona al Benedictus
In santità e giustizia
tutti i nostri giorni
serviamo il Signore.
Invocazioni
Lodiamo il Cristo, che ha
promesso di rimanere con noi tutti i giorni sino
alla fine dei secoli e rivolgiamogli la nostra
preghiera:
Resta con noi, Signore.
Resta con noi, Signore, durante
questo giorno,
- non tramonti mai nel nostro
spirito il sole della tua grazia.
Ti offriamo, Signore, le azioni
e le sofferenze di questa giornata,
- promettiamo di servirti
sempre con cuore puro e leale.
Fa' che viviamo il tempo che ci
dai, come un dono della tua bontà,
- per divenire il sale della
terra e la luce del mondo.
Il tuo Spirito orienti i nostri
pensieri e le nostre parole,
- perché rimaniamo sempre nel
tuo amore e nella tua lode.
Padre nostro.
Padre nostro, che sei nei
cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane
quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai
nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Orazione
Risplenda su di noi, Signore,
la luce della tua sapienza, perché liberi da ogni
compromesso col peccato camminiamo sempre nella via
dei tuoi comandamenti. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci
preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
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ORA MEDIA |
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V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio
aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
TERZA Inno
O Spirito Paraclito,
uno col Padre e il Figlio,
discendi a noi benigno
nell'intimo dei cuori.
Voce e mente si accordino
nel ritmo della lode,
il tuo fuoco ci unisca
in un'anima sola.
O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino ed unico,
fonte d'eterno amore. Amen.
Oppure:
L'ora terza risuona
nel servizio di lode:
con cuore puro e ardente
preghiamo il Dio glorioso.
Venga su noi, Signore,
il dono dello Spirito,
che in quest'ora discese
sulla Chiesa nascente.
Si rinnovi il prodigio
di quella Pentecoste,
che rivelò alle genti
la luce del tuo regno.
Sia lode al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino e unico,
nei secoli sia gloria. Amen.
SESTA Inno
Glorioso e potente Signore,
che alterni i ritmi del tempo,
irradi di luce il mattino
e accendi di fuochi il
meriggio,
tu placa le tristi contese,
estingui la fiamma dell'ira,
infondi vigore alle membra,
ai cuori concedi la pace.
Sia gloria al Padre ed al
Figlio,
sia onore al Santo Spirito,
all'unico e trino Signore
sia lode nei secoli eterni.
Amen
Oppure:
L'ora sesta c'invita
al servizio divino:
inneggiamo al Signore
con fervore di spirito.
In quest'ora sul Golgota,
vero agnello pasquale,
Cristo paga il riscatto
per la nostra salvezza.
Dinanzi alla sua gloria
anche il sole si oscura:
risplenda la sua grazia
nell'intimo dei cuori.
Sia lode al Padre e al Figlio,
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
NONA Inno
Signore, forza degli esseri,
Dio immutabile, eterno,
tu segni i ritmi del mondo:
i giorni, i secoli, il tempo.
Irradia di luce la sera,
fa' sorgere oltre la morte,
nello splendore dei cieli,
il giorno senza tramonto.
Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito,
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.
Oppure:
L'ora nona ci chiama
alla lode di Dio:
adoriamo cantando
l'uno e trino Signore.
San Pietro che in quest'ora
salì al tempio a pregare,
rafforzi i nostri passi
sulla via della fede.
Uniamoci agli apostoli
nella lode perenne
e camminiamo insieme
sulle orme di Cristo.
Ascolta, Padre altissimo,
tu che regni in eterno,
con il Figlio e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Ho ripensato la mia via, o
Signore:
camminerò secondo la tua legge.
SALMO 118, 57-64 VIII (Het)
La mia sorte, ho detto,
Signore, *
è custodire le tue parole.
Con tutto il cuore ti ho
supplicato, *
fammi grazia secondo la tua
promessa.
Ho scrutato le mie vie, *
ho rivolto i miei passi verso i
tuoi comandamenti.
Sono pronto e non voglio
tardare *
a custodire i tuoi decreti.
I lacci degli empi mi hanno
avvinto, *
ma non ho dimenticato la tua
legge.
Nel cuore della notte mi alzo a
renderti lode *
per i tuoi giusti decreti.
Sono amico di coloro che ti
sono fedeli *
e osservano i tuoi precetti.
Del tuo amore, Signore, è piena
la terra; *
insegnami il tuo volere.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Ho ripensato la mia via, o
Signore:
camminerò secondo la tua legge.
2^ Antifona
Il timore mi assale, o Dio:
prestami ascolto e rispondimi!
SALMO 54, 2-12 (I) L'amico
che tradisce
Giuda, con un bacio tradisci il
figlio dell'uomo? (Lc 22,48).
Porgi l'orecchio, Dio, alla mia
preghiera, †
non respingere la mia supplica;
*
dammi ascolto e rispondimi.
Mi agito nel mio lamento *
e sono sconvolto al grido del
nemico,
al clamore dell'empio.
Contro di me riversano
sventura, *
mi perseguitano con furore.
Dentro di me freme il mio
cuore, *
piombano su di me terrori di
morte.
Timore e spavento mi invadono *
e lo sgomento mi opprime.
Dico: «Chi mi darà ali come di
colomba, *
per volare e trovare riposo?
Ecco, errando, fuggirei
lontano, *
abiterei nel deserto.
Riposerei in un luogo di riparo
*
dalla furia del vento e
dell'uragano».
Disperdili, Signore, †
confondi le loro lingue: *
ho visto nella città violenza e
contese.
Giorno e notte si aggirano
sulle sue mura; †
all'interno iniquità, travaglio
e insidie *
e non cessano nelle sue piazze
sopruso e inganno.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Il timore mi assale, o Dio:
prestami ascolto e rispondimi!
3^ Antifona
Getta nel Signore il tuo
affanno:
egli ti salverà.
SALMO 54, 13-15. 17-24
L'amico che tradisce
Giuda, con un bacio tradisci il
figlio dell'uomo? (Lc 22,48).
Se mi avesse insultato un
nemico, *
l'avrei sopportato;
se fosse insorto contro di me
un avversario, *
da lui mi sarei nascosto.
Ma sei tu, mio compagno, *
mio amico e confidente;
ci legava una dolce amicizia, *
verso la casa di Dio
camminavamo in festa.
Io invoco Dio e il Signore mi
salva. †
Di sera, al mattino, a
mezzogiorno
mi lamento e sospiro *
ed egli ascolta la mia voce;
mi salva, mi dà pace da coloro
che mi combattono: *
sono tanti i miei avversari.
Dio mi ascolta e li umilia, *
egli che domina da sempre.
Per essi non c'è conversione *
e non temono Dio.
Ognuno ha steso la mano contro
i suoi amici, *
ha violato la sua alleanza.
Più untuosa del burro è la sua
bocca, *
ma nel cuore ha la guerra;
più fluide dell'olio le sue
parole, *
ma sono spade sguainate.
Getta sul Signore il tuo
affanno †
ed egli ti darà sostegno, *
mai permetterà che il giusto
vacilli.
Tu, Dio, li sprofonderai nella
tomba *
gli uomini sanguinari e
fraudolenti:
essi non giungeranno alla metà
dei loro giorni. *
Ma io, Signore, in te confido.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Getta nel Signore il tuo
affanno:
egli ti salverà.
TERZA Lettura Breve Dt 1,
16-17a
In quel tempo diedi
quest'ordine ai vostri giudici: Ascoltate le cause
dei vostri fratelli e giudicate con giustizia le
questioni che uno può avere con il fratello o con lo
straniero che sta presso di lui. Nei vostri giudizi
non avrete riguardi personali, darete ascolto al
piccolo come al grande; non temerete alcun uomo,
poiché il giudizio appartiene a Dio.
V. Il Signore è giusto, ama la
giustizia:
R. i buoni contempleranno il
suo volto.
Orazione
Signore, Padre santo, Dio
fedele, che hai mandato lo Spirito Santo promesso
dal tuo Figlio, per riunire l'umanità dispersa a
causa del peccato, donaci di essere nel mondo
operatori di unità e di pace. Per Cristo nostro
Signore.
SESTA Lettura Breve Is 55,
8-9
I miei pensieri non sono i
vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie,
oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la
terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i
miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.
V. Chi è come te, Dio
dell'universo?
R. Sei forte, Signore, fedele
alla parola.
Orazione
O Dio grande e misericordioso
che ci doni una sosta nella fatica quotidiana,
sostieni la nostra debolezza, e aiutaci a portare a
termine il lavoro che abbiamo iniziato. Per Cristo
nostro Signore.
NONA Lettura Breve Cfr. 1 Sam
16, 7
Dice il Signore: Non guardate
all'aspetto, né alla statura. Io non guardo ciò che
guarda l'uomo. L'uomo guarda l'apparenza, il Signore
guarda il cuore.
V. Scrutami, o Dio, e vedi il
mio cuore;
R. guidami nella via della
vita.
Orazione
Signore Gesù Cristo, che per la
salvezza di tutti gli uomini hai steso le braccia
sulla croce, accogli l'offerta delle nostre azioni e
fa' che tutta la nostra vita sia segno e
testimonianza della tua redenzione. Tu che vivi e
regni nei secoli dei secoli.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
|
|
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VESPRI |
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V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio
aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre
nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
Inno
Artefice e Signore
della terra e del cielo,
aurora inestinguibile,
giorno senza tramonto,
dona alle stanche membra
la gioia del riposo,
e nel sonno rimargina
le ferite dell'anima.
Se le tenebre scendono
sulla città degli uomini,
non si spenga la fede
nel cuore dei credenti.
Te la voce proclami,
o Dio trino e unico,
te canti il nostro cuore,
te adori il nostro spirito.
Amen.
1^ Antifona
Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del
nostro Salvatore.
SALMO 61 Solo in Dio la nostra
pace
Il Dio della speranza vi
riempia d'ogni gioia e pace nella fede (Rm 15, 13).
Solo in Dio riposa l'anima mia;
*
da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia rupe e mia
salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò
vacillare.
Fino a quando vi scaglierete
contro un uomo, †
per abbatterlo tutti insieme, *
come muro cadente, come recinto
che crolla?
Tramano solo di precipitarlo
dall'alto, *
si compiacciono della menzogna.
Con la bocca benedicono, *
nel loro cuore maledicono.
Solo in Dio riposa l'anima mia,
*
da lui la mia speranza.
Lui solo è mia rupe e mia
salvezza, *
mia roccia di difesa: non potrò
vacillare.
In Dio è la mia salvezza e la
mia gloria; *
il mio saldo rifugio, la mia
difesa è in Dio.
Confida sempre in lui, o
popolo, †
davanti a lui effondi il tuo
cuore, *
nostro rifugio è Dio.
Sì, sono un soffio i figli di
Adamo, †
una menzogna tutti gli uomini,
*
insieme, sulla bilancia,
sono meno di un soffio.
Non confidate nella violenza, *
non illudetevi della rapina;
alla ricchezza, anche se
abbonda, *
non attaccate il cuore.
Una parola ha detto Dio, due ne
ho udite: †
il potere appartiene a Dio, *
tua, Signore, è la grazia;
secondo le sue opere *
tu ripaghi ogni uomo.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Si compia la beata speranza,
si manifesti la gloria del
nostro Salvatore.
2^ Antifona
Fa' risplendere su di noi il
tuo volto,
donaci, o Dio, la tua
benedizione.
SALMO 66 Tutti i popoli
glorifichino il Signore
Sia noto a voi che questa
salvezza di Dio viene ora rivolta ai pagani (At 28,
28)
Dio abbia pietà di noi e ci
benedica, *
su di noi faccia splendere il
suo volto;
perché si conosca sulla terra
la tua via, *
fra tutte le genti la tua
salvezza.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
Esultino le genti e si
rallegrino, †
perché giudichi i popoli con
giustizia, *
governi le nazioni sulla terra.
Ti lodino i popoli, Dio, *
ti lodino i popoli tutti.
La terra ha dato il suo frutto.
*
Ci benedica Dio, il nostro Dio,
ci benedica Dio *
e lo temano tutti i confini
della terra.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Fa' risplendere su di noi il
tuo volto,
donaci, o Dio, la tua
benedizione.
3^ Antifona
In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.
CANTICO Col 1, 3. 12-20
Cristo fu generato prima di ogni creatura, è il
primogenito di coloro che risuscitano dai morti.
Ringraziamo con gioia Dio, *
Padre del Signore nostro Gesù
Cristo,
perché ci ha messi in grado di
partecipare *
alla sorte dei santi nella
luce,
ci ha liberati dal potere delle
tenebre, *
ci ha trasferiti nel regno del
suo Figlio diletto,
per opera del quale abbiamo la
redenzione, *
la remissione dei peccati.
Cristo è immagine del Dio
invisibile, *
generato prima di ogni
creatura;
è prima di tutte le cose *
e tutte in lui sussistono.
Tutte le cose sono state create
per mezzo di lui *
e in vista di lui:
quelle nei cieli e quelle sulla
terra, *
quelle visibili e quelle
invisibili.
Egli è il capo del corpo, che è
la Chiesa; *
è il principio di tutto,
il primogenito di coloro che
risuscitano dai morti, *
per ottenere il primato su
tutte le cose.
Piacque a Dio di fare abitare
in lui ogni pienezza, *
per mezzo di lui riconciliare a
sé tutte le cose,
rappacificare con il sangue
della sua croce *
gli esseri della terra e quelli
del cielo.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre, *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
In Cristo l'universo è creato
e tutto sussiste in lui.
Lettura Breve 1 Pt 5, 5b-7
Rivestitevi tutti di umiltà gli
uni verso gli altri, perché Dio resiste ai superbi,
ma da' grazia agli umili (Pro 3, 34).
Umiliatevi dunque sotto la
potente mano di Dio, perché vi esalti al tempo
opportuno, gettando in lui ogni vostra
preoccupazione (Sal 54, 23), perché egli ha cura di
voi.
Responsorio Breve
R. Come la pupilla dell'occhio
* difendici, Signore.
Come la pupilla dell'occhio
difendici, Signore.
V. Nascondici all'ombra delle
tue ali,
difendici, Signore.
Gloria al Padre e al Figlio e
allo Spirito Santo.
Come la pupilla dell'occhio
difendici, Signore.
Antifona al Magnificat
Con la potenza del tuo braccio,
Signore,
disperdi i superbi, innalza gli
umili.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE (Lc
1, 46-55)
Esultanza dell'anima nel
Signore
L'anima mia magnifica il
Signore *
e il mio spirito esulta in Dio,
mio salvatore,
perché ha guardato l'umiltà
della sua serva. *
D'ora in poi tutte le
generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me
l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione
la sua misericordia *
si stende su quelli che lo
temono.
Ha spiegato la potenza del suo
braccio, *
ha disperso i superbi nei
pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai
troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli
affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani
vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
*
ricordandosi della sua
misericordia,
come aveva promesso ai nostri
padri, *
ad Abramo e alla sua
discendenza, per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e
sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona al Magnificat
Con la potenza del tuo braccio,
Signore,
disperdi i superbi, innalza gli
umili.
Intercessioni
Lieti e riconoscenti, preghiamo
Dio nostro Padre, che gode nel dispensare i suoi
benefici:
Colma di grazia e di pace il
tuo popolo, Signore.
Dio eterno, mille anni per te
sono come il giorno che è passato,
- fa' che non dimentichiamo che
la nostra vita è come il fiore del campo che spunta
al mattino e avvizzisce la sera.
Concedi al popolo cristiano la
tua manna, perché non muoia di fame,
- e l'acqua viva perché non
soffra di sete inestinguibile.
Fa' che non perdiamo mai la
fede e il senso cristiano della vita,
- perché il nostro tempo, nella
fatica e nel riposo, sia tutto orientato alla tua
gloria.
Concedi a noi una stagione
favorevole,
- perché la terra produca un
raccolto abbondante.
Dona ai defunti la visione del
tuo volto,
- fa' che un giorno possiamo
godere con loro la gloria dei beati.
Padre nostro.
Padre nostro, che sei nei
cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane
quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai
nostri debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Orazione
Santo è il tuo nome, Signore, e
la tua misericordia è benedetta nei secoli; guarda
con benevolenza il tuo popolo in preghiera e fa' che
la sua lode si unisca alla liturgia dei santi nel
cielo. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci
preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
|
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COMPIETA |
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V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio
aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e
sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Alleluia.
ESAME DI COSCIENZA
Confesso a Dio onnipotente e a
voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri,
parole, opere e omissioni, per mia colpa mia colpa,
mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre
vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli,
di pregare per me il Signore Dio nostro.
Dio onnipotente abbia
misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci
conduca alla vita eterna.
R Amen.
INNO: uno dei seguenti a
scelta.
Gesù, luce da luce,
sole senza tramonto,
tu rischiari le tenebre
nella notte del mondo.
In te, santo Signore,
noi cerchiamo il riposo
dall'umana fatica,
al termine del giorno.
Se i nostri occhi si chiudono,
veglia in te il nostro cuore;
la tua mano protegga
coloro che in te sperano.
Difendi, o Salvatore,
dalle insidie del male
i figli che hai redenti
col tuo sangue prezioso.
A te sia gloria, o Cristo,
nato da Maria vergine,
al Padre e allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
Oppure:
Al termine del giorno,
o sommo Creatore,
veglia sul nostro riposo
con amore di Padre.
Dona salute al corpo
e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari
le ombre della notte.
Nel sonno delle membra
resti fedele il cuore,
e al ritorno dell'alba
intoni la tua lode.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
1 Ant. Tu sei la mia difesa
e il mio rifugio,
Signore.
SALMO 30,2-6 Supplica
fiduciosa nell'afflizione
Padre, nelle tue mani consegno
il mio spirito (Lc 23,46).
In te, Signore, mi sono
rifugiato, †
mai sarò deluso; *
per la tua giustizia salvami.
Porgi a me l'orecchio, *
vieni presto a liberarmi.
Sii per me la rupe che mi
accoglie, *
la cinta di riparo che mi
salva.
Tu sei la mia roccia e il mio
baluardo, *
per il tuo nome dirigi i miei
passi.
Scioglimi dal laccio che mi
hanno teso, *
perché sei tu la mia difesa.
Mi affido alle tue mani; *
tu mi riscatti, Signore, Dio
fedele.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e
sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
1 Ant. Tu sei la mia difesa
e il mio rifugio,
Signore.
2 Ant. Dal profondo a te
grido, o Signore! †
SALMO 129 Dal profondo a te
grido
Egli salverà il suo popolo dai
suoi peccati (Mt l, 2l).
Dal profondo a te grido, o
Signore; *
† Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti *
alla voce della mia preghiera.
Se consideri le colpe, Signore,
*
Signore, chi potrà sussistere?
Ma presso di te è il perdono, *
perciò avremo il tuo timore.
Io spero nel Signore, *
l'anima mia spera nella sua
parola.
L'anima mia attende il Signore
*
più che le sentinelle l'aurora.
Israele attenda il Signore, *
perché presso il Signore è la
misericordia,
grande è presso di lui la
redenzione; *
egli redimerà Israele da tutte
le sue colpe.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e
sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
2 Ant. Dal profondo a te
grido, o Signore!
LETTURA BREVE Ef
4,26-27.31-32
Non peccate (Sal 4, 5); non
tramonti il sole sopra la vostra ira, e non date
occasione al diavolo. Scompaia da voi ogni asprezza,
sdegno, ira. Siate invece benevoli gli uni verso gli
altri, misericordiosi, perdonandovi a vicenda come
Dio ha perdonato a voi in Cristo.
RESPONSORIO BREVE
R. Signore, * nelle tue mani
affido il mio spirito.
Signore, nelle tue mani affido
il mio spirito.
V. Dio di verità, tu mi hai
redento:
nelle tue mani affido il mio
spirito.
Gloria al Padre e al
Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido
il mio spirito.
Ant. Nella veglia salvaci,
Signore,
nel sonno non ci
abbandonare:
il cuore vegli con
Cristo
e il corpo riposi
nella pace.
CANTICO di SIMEONE Lc 2,29-32
Cristo, luce delle genti e
gloria di Israele
Ora lascia, o Signore, che il
tuo servo *
vada in pace secondo la tua
parola;
perché i miei occhi han visto
la tua salvezza *
preparata da te davanti a tutti
i popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo
Israele.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e
sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. Nella veglia salvaci,
Signore,
nel sonno non ci
abbandonare:
il cuore vegli con
Cristo
e il corpo riposi
nella pace.
ORAZIONE
Signore Gesù Cristo mite e
umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il
peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere
di questa giornata e fa' che il riposo della notte
ci renda più generosi nel tuo servizio. Tu che vivi
e regni nei secoli dei secoli. Amen.
BENEDIZIONE FINALE
Il Signore ci conceda una notte
serena e un riposo tranquillo.
R Amen.
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