18 marzo 2010

 

Letture e liturgia delle ore

 

Indice

Santo del giorno

Letture della S. Messa

Commento

Liturgia delle ore - Lodi

Liturgia delle ore - Ora Media

Liturgia delle ore - Vespro

Liturgia delle ore - Compieta

 

SANTO DEL GIORNO

Beata Marta (Amata Adele) Le Bouteiller Religiosa

Percy (Francia), 2 dicembre 1816 – St. Sauveur-le-Vicomte, 18 marzo 1883

Amata Adele Le Bouteiller nacque il 2 dicembre 1816 a Percy (Francia), terza dei quattro figli di Andrea Le Bouteiller e Maria Francesca Morel, piccoli proprietari terrieri, coltivatori e tessitori di tela.

A scuola ebbe come educatrice la Terziaria carmelitana suor Maria Farcy; insegnante per 48 anni e figura determinante sulla formazione della gioventù della parrocchia e certamente ispiratrice della vocazione religiosa di Amata Adele.

Il 1° settembre 1827 morì il padre a soli 39 anni, purtroppo morire in giovane età in quell’epoca era cosa frequente, quando bastava una semplice infezione o la dilagante tubercolosi a provocare la fine di una giovane vita; la madre rimasta sola con i quattro figli, dovette allevarli e provvedere al loro sostentamento aiutata dai figli maggiori, Amata che aveva quasi undici anni, proseguì gli studi e nel contempo doveva badare alla casa.

Sposatosi i due fratelli maggiori nel 1837, Amata sui 20 anni, andò a lavorare come domestica per guadagnare da vivere.

Con suor Farcy, organizzatrice per la parrocchia, si recò ogni anno in pellegrinaggio a Chapelle-sur-Vire a circa 15 km da Percy e in questa località entrò in contatto con la Congregazione delle “Suore delle Scuole Cristiane della Misericordia”, fondata nel 1804 da santa Maria Maddalena Postel (1756-1846), per l’educazione della gioventù.

Attratta dalla loro spiritualità, a 25 anni il 19 marzo 1841, decise di donarsi totalmente a Dio ed entrò nell’Abbazia di Saint Sauveur-le-Vicomte, accolta dalla ottantaquattrenne Fondatrice, che nonostante l’età era di grande vitalità e dotata di doni carismatici.

Amata ebbe come maestra delle novizie la beata Placida Viel (1815-1877), che alla morte della Fondatrice le succederà, portando ad uno sviluppo stupendo la Congregazione.

Quando arrivò Amata, la cinquantina di suore erano anche impegnate nella costruzione della chiesa abbaziale e degli antichi edifici, che avevano trovato in rovina al loro ingresso; la vita era austera tenendo conto degli anni di carestia che si vivevano, ma ciò non spaventò Amata, abituata alle ristrettezze della sua famiglia, subentrate dopo la morte prematura del padre.

Il 14 settembre 1842 ricevette l’abito religioso con il nome di suor Marta; nell’inverno seguente ancora novizia, la fondatrice madre Postel la mandò alla Casa di La Chapelle-sur-Vire, che suor Marta conosceva bene, per aiutare quella comunità nei servizi materiali.

Un giorno mentre lavava la biancheria nelle acque gelide del fiume Marquerand, le sfuggì di mano un lenzuolo trascinato dalla corrente, nel tentativo di riprenderlo scivolò nell’acqua gelata che le causò un inizio di paralisi alle gambe, pertanto fu rimandata all’Abbazia.

Qui ebbe un colloquio con madre Maddalena Postel che l’assicurò che non l’avrebbe rimandata a casa, anzi poggiandole le mani sul ginocchio le promise che avrebbe pregato per lei; poco dopo Marta guarì e attribuì la sua guarigione alla Madre.

Il 7 settembre 1843 fece la sua prima professione nella Abbazia Casa-madre della Congregazione; Marta fu addetta alla cucina, al lavoro dei campi e poi alla cantina, compito che tenne per circa quaranta anni sino alla morte; fece tutto con spirito di obbedienza, tanto che si è detto fece in modo grande le piccole cose.

La sua vita da suora trascorse al servizio di Dio e delle consorelle, sempre semplice e gioviale nell’espletare i servizi più umili; dedita alla preghiera e meditazione, alimentava la sua spiritualità con la lettura di autori della cosiddetta “Scuola francese di spiritualità”.

Si occupò dei domestici e degli operai che prestavano la loro opera, inoltre degli ospiti di passaggio; distribuiva il vino anche per 250 persone al giorno e durante la guerra si arrivò a 500 persone.

Si racconta che durante la guerra tra la Francia e Germania, quando le scorte dell’abbazia si esaurivano paurosamente, allora suor Marta appendeva alla parete un’immagine di madre Maddalena, morta da tempo e pregava intensamente e da quel momento le scorte del ‘cidre’ (il vino) e degli altri generi alimentari non si esaurivano.

Nell’inverno del 1875-76, suor Marta ormai sessantenne, cadde e si fratturò una gamba, la lunga convalescenza, aggiunta alla morte della madre e dell’amata suor Placida sua confidente, furono per lei grandi prove che sopportò continuando ad interessarsi della dispensa, sia pur sostenendosi con un bastone, ma il suo declino era evidente.

Il 18 marzo 1883, domenica delle Palme, mentre era intenta a riportare in cucina le bottiglie dopo la cena serale, cadde una prima volta e poi una seconda volta a sera tardi, colpita da una congestione cerebrale, si spense dopo aver ricevuto i Sacramenti a circa 67 anni.

Fu sepolta nel cimitero della stessa Abbazia di St. Sauveur-le-Vicomte; la causa per la sua beatificazione iniziò nel 1933 e il 4 novembre 1990 papa Giovanni Paolo II l’ha proclamata beata.

 

LETTURE DELLA SANTA MESSA

PRIMA LETTURA

Es 32, 7-14

 

Dal libro dell’Esodo.

In quei giorni, il Signore disse a Mosè: «Va’, scendi, perché il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto, si è pervertito. Non hanno tardato ad allontanarsi dalla via che io avevo loro indicato! Si sono fatti un vitello di metallo fuso, poi gli si sono prostràti dinanzi, gli hanno offerto sacrifici e hanno detto: “Ecco il tuo Dio, Israele, colui che ti ha fatto uscire dalla terra d’Egitto”».

Il Signore disse inoltre a Mosè: «Ho osservato questo popolo: ecco, è un popolo dalla dura cervìce. Ora lascia che la mia ira si accenda contro di loro e li divori. Di te invece farò una grande nazione».

Mosè allora supplicò il Signore, suo Dio, e disse: «Perché, Signore, si accenderà la tua ira contro il tuo popolo, che hai fatto uscire dalla terra d’Egitto con grande forza e con mano potente? Perché dovranno dire gli Egiziani: “Con malizia li ha fatti uscire, per farli perire tra le montagne e farli sparire dalla terra”? Desisti dall’ardore della tua ira e abbandona il proposito di fare del male al tuo popolo. Ricòrdati di Abramo, di Isacco, di Israele, tuoi servi, ai quali hai giurato per te stesso e hai detto: “Renderò la vostra posterità numerosa come le stelle del cielo, e tutta questa terra, di cui ho parlato, la darò ai tuoi discendenti e la possederanno per sempre”».

Il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo.

 

SALMO RESPONSORIALE

Sal.105

 

RIT: Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.

 

Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,

si prostrarono a una statua di metallo;

scambiarono la loro gloria

con la figura di un toro che mangia erba.

 

Dimenticarono Dio che li aveva salvati,

che aveva operato in Egitto cose grandi,

meraviglie nella terra di Cam,

cose terribili presso il Mar Rosso.

 

Ed egli li avrebbe sterminati,

se Mosè, il suo eletto,

non si fosse posto sulla breccia davanti a lui

per impedire alla sua collera di distruggerli.

 

VANGELO

Gv 5, 31-47

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

+ In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:

«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.

Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.

Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.

E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.

Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.

Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?

Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

 

COMMENTO

Vi accusa Mosè, nel quale riponete la vostra speranza.

 

Il Vangelo odierno ci presenta il dialogo aspro e contraddittorio che Gesù ha con alcuni giudei a proposito della sua divinità. Gesù afferma con forza e con passione che egli ha motivo di essere creduto. Dalla sua parte, oltre le opere, che sta compiendo, ha anche la testimonianza di Giovanni Battista. E’ chiaro che essi dovrebbero credere… eppure rimane la realtà misteriosa della loro incredulità.

Io – dice – ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni, le opere stesse che il Padre mi ha dato da compiere, le sto facendo e testimoniano di me; ma voi non avete mai udito la sua voce e non avete la sua Parola che dimora in voi, perché non credete a Colui che egli ha mandato. Ogni nostro male viene dal non riconoscere la nostra vera identità di figli. In pratica vogliamo essere pienamente autonomi, padri, di noi stessi, del nostro esistere.

Questi giudei, custodi della santità di Dio, non “hanno la parola di Dio che dimora in loro”. Eppure “Voi scrutate le Scritture, credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene, che danno testimonianza di me”. Il rifiuto che gli avversari gli oppongono, viene dal fatto che non hanno accolto la rivelazione delle Scritture alle quali, pur si appellano. Infatti chi non ha in sé l’amore di Dio non capisce le Scritture che parlano dell’amore tra il Padre e il Figlio, comunicato agli uomini.

Queste parole di Gesù fanno venire alla luce le nostre non poche resistenze. All’origine della nostra incredulità religiosa, c’è il male radicato nell’uomo, che cerca la gloria dagli altri o dalle cose, i nuovi idoli, invece che da Dio. Non si può credere in Dio e affidarsi al suo amore di Padre, cercando in sé o in altri la propria identità.

Gesù non accusa nessuno: resta sempre la porta aperta per il ritorno di chiunque. E’ la stessa legge, alla quale si appellano i suoi oppositori, che li accusa per la loro incredulità, perché, pur leggendo Mosè, non accettano Cristo.

 

LODI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. 

 

Inno

Nella santa assemblea,

o nel segreto dell'anima,

prostriamoci e imploriamo

la divina clemenza.

 

Dall'ira del giudizio

liberaci, o Padre buono;

non togliere ai tuoi figli

il segno della tua gloria.

 

Ricorda che ci plasmasti

col soffio del tuo Spirito:

siam tua vigna, tuo popolo,

e opera delle tue mani.

 

Perdona i nostri errori,

sana le nostre ferite,

guidaci con la tua grazia

alla vittoria pasquale.

 

Sia lode al Padre altissimo,

al Figlio e al Santo Spirito

com'era nel principio,

ora e nei secoli eterni. Amen.

 

1^ Antifona

Fin dal mattino, o Dio,

fa' sentire il tuo amore per noi.

 

SALMO 142, 1-11  Preghiera nella tribolazione

Siamo giustificati dalla fede in Cristo e non dalle opere della legge (Gal 2, 16).

 

Signore, ascolta la mia preghiera, †

porgi l'orecchio alla mia supplica,

tu che sei fedele, *

e per la tua giustizia rispondimi.

 

Non chiamare in giudizio il tuo servo: *

nessun vivente davanti a te è giusto.

 

Il nemico mi perseguita, *

calpesta a terra la mia vita,

mi ha relegato nelle tenebre *

come i morti da gran tempo.

 

In me languisce il mio spirito, *

si agghiaccia il mio cuore.

 

Ricordo i giorni antichi, †

ripenso a tutte le tue opere, *

medito sui tuoi prodigi.

 

A te protendo le mie mani, *

sono davanti a te come terra riarsa.

Rispondimi presto, Signore, *

viene meno il mio spirito.

 

Non nascondermi il tuo volto, *

perché non sia come chi scende nella fossa.

Al mattino fammi sentire la tua grazia, *

poiché in te confido.

 

Fammi conoscere la strada da percorrere, *

perché a te si innalza l'anima mia.

Salvami dai miei nemici, Signore, *

a te mi affido.

 

Insegnami a compiere il tuo volere, †

perché sei tu il mio Dio. *

Il tuo spirito buono mi guidi in terra piana.

 

Per il tuo nome, Signore, fammi vivere, *

liberami dall'angoscia, per la tua giustizia.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Fin dal mattino, o Dio,

fa' sentire il tuo amore per noi.

 

2^ Antifona

Come un fiume, scorra la pace verso di te,

santa città di Dio.

 

CANTICO Is 66, 10-14a   Nella città di Dio consolazione e gioia

La Gerusalemme di lassù è libera ed è la nostra madre (Gal 4, 26).

 

Rallegratevi con Gerusalemme, *

esultate per essa quanti la amate.

Sfavillate di gioia con essa *

voi tutti che avete partecipato al suo lutto.

 

Così succhierete al suo petto †

e vi sazierete delle sue consolazioni; *

succhierete con delizia

all'abbondanza del suo seno.

 

Poiché così dice il Signore: †

«Ecco io farò scorrere verso di essa

la prosperità come un fiume; *

come un torrente in piena la ricchezza dei popoli;

 

i suoi bimbi saranno portati in braccio, *

sulle ginocchia saranno accarezzati.

 

Come una madre consola un figlio, †

così io vi darò consolazione;*

in Gerusalemme sarete consolati.

 

Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore, *

le vostre ossa saranno rigogliose

come erba fresca».

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Come un fiume, scorra la pace verso di te,

santa città di Dio.

 

3^ Antifona

E' bello cantare al nostro Dio,

dolce è lodarlo.

 

SALMO 146  Potenza e bontà del Signore

L’anima mia magnifica il Signore, perché grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente (Lc 1, 46. 49).

 

Lodate il Signore: †

è bello cantare al nostro Dio, *

dolce è lodarlo come a lui conviene.

 

Il Signore ricostruisce Gerusalemme, *

raduna i dispersi d'Israele.

Risana i cuori affranti *

e fascia le loro ferite;

 

egli conta il numero delle stelle *

e chiama ciascuna per nome.

 

Grande è il Signore, onnipotente, *

la sua sapienza non ha confini.

Il Signore sostiene gli umili, *

ma abbassa fino a terra gli empi.

 

Cantate al Signore un canto di grazie, *

intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

 

Egli copre il cielo di nubi, †

prepara la pioggia per la terra, *

fa germogliare l'erba sui monti.

 

Provvede il cibo al bestiame, *

ai piccoli del corvo che gridano a lui.

Non fa conto del vigore del cavallo, *

non apprezza l'agile corsa dell'uomo.

 

Il Signore si compiace di chi lo teme, *

di chi spera nella sua grazia.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

E' bello cantare al nostro Dio,

dolce è lodarlo.

 

Lettura Breve   Cfr. 1 Re 8, 51-53a

Siamo il tuo popolo e la tua eredità, Signore. Ci hai fatti uscire dall'Egitto, da una fornace per fondere il ferro.

Siano attenti i tuoi occhi alla preghiera del tuo servo e del tuo popolo Israele e ascoltali in quanto ti chiedono, perché tu li hai separati da tutti i popoli del paese come tua proprietà.

 

Responsorio Breve

R. Ti siano gradite le mie parole, * Dio della mia salvezza.

Ti siano gradite le mie parole, Dio della mia salvezza.

V. Davanti a te i pensieri del mio cuore,

Dio della mia salvezza.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Ti siano gradite le mie parole, Dio della mia salvezza.

 

Antifona al Benedictus

Non è l'uomo che mi dà testimonianza;

nella mia parola è la vostra salvezza.

 

CANTICO DI ZACCARIA   Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

 

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

 

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

 

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

 

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

 

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

 

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

 

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

 

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

 

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *

per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

 

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell'ombra della morte

 

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Benedictus

Non è l'uomo che mi dà testimonianza;

nella mia parola è la vostra salvezza.

 

Invocazioni

Uniti nella preghiera di lode, celebriamo l'amore di Dio Padre, che si è rivelato nel Cristo suo Figlio e diciamo con fede:

Ricordati, Signore, di questa tua famiglia.

 

Donaci di comprendere in modo vivo e profondo il mistero della tua Chiesa,

- perché diventi per noi e per tutti sacramento universale di salvezza.

 

Padre di tutti gli uomini, aiutaci a promuovere il vero progresso della comunità umana,

- e a cercare in ogni cosa il tuo regno e la tua giustizia.

 

Suscita in noi la sete del Cristo,

- che si è offerto a noi come sorgente di acqua viva.

 

Rimetti a noi i nostri debiti,

- guida i nostri passi nella giustizia e nella sincerità.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

O Dio, che ci hai dato la grazia di purificarci con la penitenza e di santificarci con le opere di carità fraterna, fa' che camminiamo fedelmente nella via dei tuoi precetti, per giungere rinnovati alle feste pasquali. Per il nostro Signore.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

ORA MEDIA

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Inno

Glorioso e potente Signore,

che alterni i ritmi del tempo,

irradi di luce il mattino

e accendi di fuochi il meriggio,

 

tu placa le tristi contese,

estingui la fiamma dell'ira,

infondi vigore alle membra,

ai cuori concedi la pace.

 

Sia gloria al Padre ed al Figlio,

sia onore al Santo Spirito,

all'unico e trino Signore

sia lode nei secoli eterni. Amen

 

Oppure:

L'ora sesta c'invita

al servizio divino:

inneggiamo al Signore

con fervore di spirito.

 

In quest'ora sul Golgota,

vero agnello pasquale,

Cristo paga il riscatto

per la nostra salvezza.

 

Dinanzi alla sua gloria

anche il sole si oscura:

risplenda la sua grazia

nell'intimo dei cuori.

 

Sia lode al Padre e al Figlio,

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

Antifona

Io sono il Vivente, dice il Signore:

non voglio la morte del peccatore,

ma che si converta e viva.

 

SALMO 118, 153-160   XX (Res)

Vedi la mia miseria, salvami, *

perché non ho dimenticato la tua legge.

Difendi la mia causa, riscattami, *

secondo la tua parola fammi vivere.

 

Lontano dagli empi è la salvezza, *

perché non cercano il tuo volere.

Le tue misericordie sono grandi, Signore, *

secondo i tuoi giudizi fammi vivere.

 

Sono molti i persecutori che mi assalgono, *

ma io non abbandono le tue leggi.

Ho visto i ribelli e ne ho provato ribrezzo, *

perché non custodiscono la tua parola.

 

Vedi che io amo i tuoi precetti, *

Signore, secondo la tua grazia dammi vita.

La verità è principio della tua parola, *

resta per sempre ogni sentenza della tua giustizia.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 127   La pace di Dio nella famiglia fedele

« Il Signore ti benedica da Sion » cioè dalla sua Chiesa (Arnobio).

 

Beato l'uomo che teme il Signore *

e cammina nelle sue vie.

Vivrai del lavoro delle tue mani, *

sarai felice e godrai d'ogni bene.

 

La tua sposa come vite feconda *

nell'intimità della tua casa;

i tuoi figli come virgulti d'ulivo *

intorno alla tua mensa.

 

Così sarà benedetto l'uomo che teme il Signore. *

Ti benedica il Signore da Sion!

Possa tu vedere la prosperità di Gerusalemme *

per tutti i giorni della tua vita.

 

Possa tu vedere i figli dei tuoi figli. *

Pace su Israele!

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 128   Rinasce la fiducia nel popolo provato

La Chiesa dei santi parla della zizzania che deve tollerare fra i suoi membri (cfr. sant’Agostino).

 

Dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *

— lo dica Israele —

dalla giovinezza molto mi hanno perseguitato, *

ma non hanno prevalso.

 

Sul mio dorso hanno arato gli aratori, *

hanno fatto lunghi solchi.

Il Signore è giusto: *

ha spezzato il giogo degli empi.

 

Siano confusi e volgano le spalle *

quanti odiano Sion.

Siano come l'erba dei tetti: *

prima che sia strappata, dissecca;

 

non se ne riempie la mano il mietitore, *

né il grembo chi raccoglie covoni.

 

I passanti non possano dire: †

«La benedizione del Signore sia su di voi, *

vi benediciamo nel nome del Signore».

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona

Io sono il Vivente, dice il Signore:

non voglio la morte del peccatore,

ma che si converta e viva.

 

Lettura Breve   Dt 30, 2-3

Se ti convertirai al Signore tuo Dio e obbedirai alla sua voce, tu e i tuoi figli, con tutto il cuore e con tutta l'anima, secondo quanto oggi ti comando, allora il Signore tuo Dio farà tornare i tuoi deportati, avrà pietà di te e ti raccoglierà di nuovo da tutti i popoli, in mezzo ai quali il Signore tuo Dio ti aveva disperso.

 

V. Dai miei peccati distogli lo sguardo,

R. cancella tutte le mie colpe.

 

Orazione

O Dio, che ci hai dato la grazia di purificarci con la penitenza e di santificarci con le opere di carità fraterna, fa' che camminiamo fedelmente nella via dei tuoi precetti, per giungere rinnovati alle feste pasquali. Per il nostro Signore.

R. Amen.

 

Benediciamo il Signore.

R. Rendiamo grazie a Dio.

 

VESPRI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. (T. P. Alleluia).

 

Inno

Santa e dolce dimora,

dove Gesù fanciullo

nasconde la sua gloria!

 

Giuseppe addestra all'umile

arte del falegname

il Figlio dell'Altissimo.

 

Accanto a lui Maria

fa lieta la sua casa

di una limpida gioia.

 

La mano del Signore

li guida e li protegge

nei giorni della prova.

 

O famiglia di Nazareth,

esperta del soffrire,

dona al mondo la pace.

 

A te sia lode, o Cristo,

al Padre ed allo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

Oppure:

Te, Ioseph, célebrent ágmina cælitum,

te cuncti résonent christíadum chori,

qui, clarus méritis, iunctus es ínclitæ,

casto fœdere Vírgini.

 

 

Almo cum túmidam gérmine cóniugem

admírans dúbio tángeris ánxius,

afflátu súperi Fláminis, ángelus

concéptum púerum docet.

 

 

Tu natum Dóminum stringis, ad éxteras

Ægýpti prófugum tu séqueris plagas;

amíssum Sólymis quæris et ínvenis,

miscens gáudia flétibus.

 

 

Eléctos réliquos mors pia cónsecrat

palmámque eméritos glória súscipit;

tu vivens, súperis par, frúeris Deo,

mira sorte beátior.

 

Nobis, summa Trias, parce precántibus;

da Ioseph méritis sídera scándere,

ut tandem líceat nos tibi pérpetim

gratum prómere cúnticum. Amen.

 

 

1^ Antifona

Da Giacobbe nacque Giuseppe, sposo di Maria;

da lei è nato Gesù, chiamato il Cristo. (T. P. Alleluia).

 

SALMO 112   

Lodate, servi del Signore, *

lodate il nome del Signore.

Sia benedetto il nome del Signore, *

ora e sempre.

 

Dal sorgere del sole al suo tramonto *

sia lodato il nome del Signore.

Su tutti i popoli eccelso è il Signore, *

più alta dei cieli è la sua gloria.

 

Chi è pari al Signore nostro Dio che siede nell'alto *

e si china a guardare nei cieli e sulla terra?

 

Solleva l'indigente dalla polvere, *

dall'immondizia rialza il povero,

per farlo sedere tra i principi, *

tra i principi del suo popolo.

 

Fa abitare la sterile nella sua casa *

quale madre gioiosa di figli.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Da Giacobbe nacque Giuseppe, sposo di Maria;

da lei è nato Gesù, chiamato il Cristo. (T. P. Alleluia).

 

2^ Antifona

L'angelo Gabriele fu mandato a Nazaret

alla sposa di Giuseppe,

la Vergine Maria. (T. P. Alleluia).

 

SALMO 145   

Loda il Signore, anima mia: †

loderò il Signore per tutta la mia vita, *

finché vivo canterò inni al mio Dio.

 

Non confidate nei potenti, *

in un uomo che non può salvare.

Esala lo spirito e ritorna alla terra; *

in quel giorno svaniscono tutti i suoi disegni.

 

Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe, *

chi spera nel Signore suo Dio,

creatore del cielo e della terra, *

del mare e di quanto contiene.

 

Egli è fedele per sempre, †

rende giustizia agli oppressi, *

dà il pane agli affamati.

 

Il Signore libera i prigionieri, *

il Signore ridona la vista ai ciechi,

il Signore rialza chi è caduto, *

il Signore ama i giusti,

 

il Signore protegge lo straniero, †

egli sostiene l'orfano e la vedova, *

ma sconvolge le vie degli empi.

 

Il Signore regna per sempre, *

il tuo Dio, o Sion, per ogni generazione.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

L'angelo Gabriele fu mandato a Nazaret

alla sposa di Giuseppe,

la Vergine Maria. (T. P. Alleluia).

 

3^ Antifona

Maria, madre di Gesù, la sposa di Giuseppe,

prima che abitassero insieme

apparve incinta per opera dello Spirito Santo.

   

CANTICO Ef 1, 3-10 

Benedetto sia Dio,

Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *

che ci ha benedetti

con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

 

In lui ci ha scelti *

prima della creazione del mondo,

per trovarci, al suo cospetto, *

santi e immacolati nell'amore.

 

Ci ha predestinati *

a essere suoi figli adottivi

per opera di Gesù Cristo, *

secondo il beneplacito del suo volere,

 

a lode e gloria

della sua grazia, *

che ci ha dato

nel suo Figlio diletto.

 

In lui abbiamo la redenzione

mediante il suo sangue,

la remissione dei peccati

secondo la ricchezza della sua grazia.

 

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi

con ogni sapienza e intelligenza, *

poiché egli ci ha fatto conoscere

il mistero del suo volere,

 

il disegno di ricapitolare in Cristo

tutte le cose, *

quelle del cielo

come quelle della terra.

 

Nella sua benevolenza

lo aveva in lui prestabilito *

per realizzarlo

nella pienezza dei tempi.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Maria, madre di Gesù, la sposa di Giuseppe,

prima che abitassero insieme

apparve incinta per opera dello Spirito Santo. (T. P. Alleluia).

 

Lettura Breve   Col 3, 23-24

Qualunque cosa facciate, fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che quale ricompensa riceverete dal Signore l'eredità. Servite a Cristo Signore.

 

Responsorio Breve

In Quaresima:

R. L'uomo giusto * fiorirà come un giglio.

L'uomo giusto fiorirà come un giglio.

V. Davanti al Signore in eterno,

fiorirà come un giglio.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

L'uomo giusto fiorirà come un giglio.

 

Nel Tempo di Pasqua:

R. L'uomo giusto fiorirà come un giglio. * Alleluia, alleluia.

L'uomo giusto fiorirà come un giglio. Alleluia, alleluia.

V. Davanti al Signore in eterno,

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

L'uomo giusto fiorirà come un giglio. Alleluia, alleluia.

 

Antifona al Magnificat

Servo fedele e saggio!

Il Signore gli ha affidato la sua famiglia. (T. P. Alleluia).

 

CANTICO DELLA BEATA VERGINE (Lc 1, 46-55)

Esultanza dell'anima nel Signore

 

L'anima mia magnifica il Signore *

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *

e Santo è il suo nome:

 

di generazione in generazione la sua misericordia *

si stende su quelli che lo temono.

 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;

 

ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

 

Ha soccorso Israele, suo servo, *

ricordandosi della sua misericordia,

 

come aveva promesso ai nostri padri, *

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Magnificat

Servo fedele e saggio!

Il Signore gli ha affidato la sua famiglia. (T. P. Alleluia).

 

Intercessioni

Rivolgiamo la nostra comune preghiera a Dio, da cui prende nome ogni paternità in cielo e sulla terra:

Padre nostro, che sei nei cieli, ascoltaci.

 

Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di Cristo nascosto nei secoli eterni,

- donaci di conoscere e di amare sempre più il tuo Figlio fatto uomo per la nostra salvezza.

 

Tu che nutri gli uccelli dell'aria e vesti i gigli del campo,

- dona a tutti gli uomini il pane quotidiano.

 

Hai affidato alle nostre mani l'opera della tua creazione,

- concedi agli operai, agli artigiani, ai contadini un'adeguata ricompensa delle loro fatiche.

 

O fonte di ogni santità, che chiami tutti gli uomini a configurarsi a te,

- concedi a noi, per intercessione di san Giuseppe, di camminare in santità e giustizia tutti i giorni della nostra vita.

 

Guarda con bontà ai moribondi e ai defunti,

- fa' che siano eternamente felici con Gesù, Giuseppe e Maria.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

O Dio onnipotente, che hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di san Giuseppe, per sua intercessione concedi alla tua Chiesa di cooperare fedelmente al compimento dell'opera di salvezza. Per il nostro Signore.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

 

COMPIETA

V O Dio, vieni a salvarmi.

R Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amen.

 

ESAME DI COSCIENZA

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

R Amen.

 

INNO: uno dei seguenti a scelta.

 

Al termine del giorno,

o sommo Creatore,

veglia sul nostro riposo

con amore di Padre.

 

Dona salute al corpo

e fervore allo spirito,

la tua luce rischiari

le ombre della notte.

 

Nel sonno delle membra

resti fedele il cuore,

e al ritorno dell'alba

intoni la tua lode.

 

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

  Oppure:

 

Gesù, luce da luce,

sole senza tramonto,

tu rischiari le tenebre

nella notte del mondo.

 

In te, santo Signore,

noi cerchiamo il riposo

dall'umana fatica,

al termine del giorno.

 

Se i nostri occhi si chiudono,

veglia in te il nostro cuore;

la tua mano protegga

coloro che in te sperano.

 

Difendi, o Salvatore,

dalle insidie del male

i figli che hai redenti

col tuo sangue prezioso.

 

A te sia gloria, o Cristo,

nato da Maria vergine,

al Padre e allo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1 ant. in Quaresima.

         Pietà di me, Signore:

         ascolta la mia preghiera.

 

         Oppure:

         In te confido, Signore,

         e in pace mi addormento.

 

SALMO 4   Rendimento di grazie

E Dio che disse: "Rifulga la luce dalle tenebre", rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza della gloria divina, che rifulge sul volto di Cristo (2Cor 4,6).

 

Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia giustizia: †

dalle angosce mi hai liberato; *

pietà di me, ascolta la mia preghiera.

 

Fino a quando, o uomini, sarete duri di cuore? *

Perché amate cose vane e cercate la menzogna?

 

Sappiate che il Signore fa prodigi per il suo fedele: *

il Signore mi ascolta quando lo invoco.

 

Tremate e non peccate, *

sul vostro giaciglio riflettete e placatevi.

 

Offrite sacrifici di giustizia *

e confidate nel Signore.

 

Molti dicono: « Chi ci farà vedere il bene? » . *

Risplenda su di noi, Signore, la luce del tuo volto.

 

Hai messo più gioia nel mio cuore *

di quando abbondano vino e frumento.

 

In pace mi corico e subito mi addormento: *

tu solo, Signore, al sicuro mi fai riposare.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1 ant. in Quaresima.

        Pietà di me, Signore:

        ascolta la mia preghiera.

 

        Oppure:

        In te confido, Signore,

        e in pace mi addormento.

 

2 ant. in Quaresima.

        Nella notte, benedite il Signore.

 

SALMO 133   Orazione notturna nel tempio

Lodate il nostro Dio, voi suoi servi, voi che lo temete, piccoli e grandi (Ap 19,5).

 

Ecco, benedite il Signore, *

voi tutti, servi del Signore;

 

voi che state nella casa del Signore *

durante le notti.

 

Alzate le mani verso il tempio *

e benedite il Signore.

 

Da Sion ti benedica il Signore, *

che ha fatto cielo e terra.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2 ant. in Quaresima.

         Nella notte, benedite il Signore.

 

 

LETTURA BREVE    Dt 6,4-7

Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai.

 

RESPONSORIO BREVE

In   Quaresima:

R.   Signore, * nelle tue mani affido il mio spirito.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

V.  Dio di verità, tu mi hai redento:

nelle tue mani affido il mio spirito.

       Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace.

 

CANTICO di SIMEONE   Lc 2,29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

 

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

 

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

 

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace.

 

ORAZIONE

Nelle domeniche e durante l'ottava di Pasqua:

Veglia su di noi in questa notte, o Signore: la tua mano ci ridesti al nuovo giorno perché possiamo celebrare con gioia la risurrezione del tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli. 

 

Nelle solennità:

Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo nostro Signore.

  

BENEDIZIONE FINALE

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.

R Amen. 

 

 


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