12 aprile 2010

Feria pasquale

Letture e liturgia delle ore

 

Indice

Santo del giorno

Letture della S. Messa

Commento

Liturgia delle ore - Lodi

Liturgia delle ore - Ora Media

Liturgia delle ore - Vespro

Liturgia delle ore - Compieta

 

SANTO DEL GIORNO

Santa Teresa di Gesù delle Ande (Giovanna Fernandez Solar) Monaca carmelitana

Santiago del Cile, 13 luglio 1900 - Los Andes, Cile, 12 aprile 1920

 

La giovane che oggi la Chiesa glorifica e chiama Santa, è un profeta di Dio per gli uomini e le donne del nostro tempo. Teresa de Gesù de Los Andes, con l'esempio della sua vita, ci propone il vangelo di Cristo, vissuto e praticato fino alle ultime esigenze.

Ella è per l'umanità una prova indiscutibile di quanto la chiamata di Cristo alla santità sia attuale, possibile e vera. Ella si presenta davanti ai nostri occhi per dimostrare che la radicalità della sequela di Cristo è l'unica cosa per la quale vale la pena di vivere e l'unica che rende felice l'uomo.

Teresa de Los Andes, con il linguaggio della sua intensa vita, ci assicura che Dio esiste, che Dio è amore e gioia, che Dio è il nostro tutto.

Nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900. Al fonte battesimale venne chiamata Juana Enriqueta Josefina de los Sagrados Corazones Fernandez Solar. Familiarmente era chiamata, e ancora oggi è conosciuta con il nome di Juanita.

Visse la sua infanzia nella normalità in seno alla famiglia: i genitori, Michele Fernández e Lucia Solar; tre fratelli e due sorelle; il nonno materno, zii, zie e cugini.

La famiglia godeva una buona posizione economica e conservava autenticamente la fede cristiana, vivendola con sincerità e perseveranza.

Juana ricevette la sua formazione scolastica nel collegio delle Suore del Sacro Cuore. La sua breve ma intensa storia si svolse tra la vita collegiale e quella familiare. A 14 anni, ispirata da Dio, decise di consacrarsi a Lui come religiosa, e precisamente, come carmelitana scalza.

Il suo desiderio si realizzò il 7 maggio 1919, quando entrò nel piccolo monastero dello Spirito Santo, a Los Andes, a circa 90 km. da Santiago.

Il 14 ottobre dello stesso anno vestì l'abito di carmelitana, iniziando il suo noviziato con il nome di Teresa di Gesù. Da molto tempo sapeva che sarebbe morta giovane: il Signore glielo aveva rivelato. Ella stessa lo disse al suo confessore un mese prima di morire.

Accolse questa realtà con gioia, serenità e confidenza, sicura che nell'eternità avrebbe continuato la sua missione: far conoscere ed amare Dio.

Dopo molte sofferenze interiori ed indicibili patimenti fisici, causati da un violento attacco di tifo che consumò la sua vita, passò da questo mondo al Padre, la sera del 12 aprile 1920. Aveva ricevuto con grande fervore i sacramenti ed il 7 aprile aveva emesso la professione religiosa " in articulo mortis ". Le mancavano ancora 3 mesi per compiere 20 anni e 6 mesi per terminare il suo noviziato canonico e poter pronunciare la professione religiosa. Morì come novizia carmelitana scalza.

Ecco la parabola esterna di questa giovane cilena. Ci sconcerta e nasce in noi l'interrogazione: che cosa ha fatto? Per questa domanda c'è una risposta ugualmente sconcertante: Vivere, credere, amare.

Quando i discepoli chiesero a Gesù che cosa avrebbero dovuto fare per vivere come Dio vuole, Egli rispose: " L'opera di Dio è che crediate in Colui che Egli ha inviato " (Gv 6, 28-29). Pertanto, per comprendere il valore della vita di Juanita, è necessario guardare al di dentro, dove sta il Regno di Dio.

Ella fin da piccola venne chiamata alla vita della grazia. Afferma che a sei anni attratta da Dio cominciò a riversare il suo affetto totalmente in Lui. " Gesù cominciò a prendere il mio cuore per Sé, poco dopo il terremoto nell'anno 1906 " (Diario, n. 3, p. 25), Juanita possedeva un'enorme capacità di amare e di essere amata insieme ad una straordinaria intelligenza. Dio le fece sperimentare la sua presenza, la imprigionò con la sua conoscenza e la fece sua attraverso le esigenze della croce. Conoscendolo, lo amò; amandolo, si abbandonò perdutamente in Lui.

Ancora bambina comprese che l'amore si dimostra con i fatti più che con le parole, per questo lo tradusse in ogni azione della sua vita, cominciando dalla radice. Si guardò con occhi sinceri e saggi e capì che per essere di Dio era necessario morire a se stessa e a tutto quello che non fosse Lui.

La sua natura era totalmente contraria all'esigenza evangelica: orgogliosa, egoista, ostinata, con tutti i difetti che ciò suppone. Come succede a tutti. Ma quello che ella fece, a differenza di noi, fu dichiarare accanita battaglia contro qualsiasi impulso che non nascesse dall'amore.

A 10 anni era una creatura nuova. Il motivo immediato era stata la preparazione alla prima Comunione che stava per ricevere. Sapendo che proprio Dio andava ad abitare in lei, s'impegnò per acquistare tutte le virtù che l'avrebbero fatta meno indegna di questa grazia, giungendo in brevissimo tempo a trasformare completamente il suo carattere.

Nel ricevere il sacramento dell'Eucaristia ebbe da Dio grazie mistiche di locuzioni interiori che poi si mantennero durante la sua vita. L'inclinazione naturale verso Dio, da questo giorno si trasformò in amicizia, in vita di orazione.

Quattro anni dopo, ebbe l'intima rivelazione che determinò l'orientamento della sua vita: Gesù le disse che la voleva carmelitana e che la sua meta doveva essere la santità.

Con l'abbondante grazia di Dio e con la generosità di giovane innamorata si dette all'orazione, all'acquisto delle virtù e alla pratica della vita evangelica, in modo tale che in pochi anni raggiunse un alto grado di unione con Dio.

Cristo fu il suo ideale, il suo unico ideale. Si innamorò di Lui e fu coerente fino a crocifiggersi ogni minuto per Lui. L'amore sponsale la invase e, di conseguenza, il desiderio di unirsi pienamente a Colui che l'aveva catturata. Così, a 15 anni fece voto di verginità per 9 giorni, e lo rinnovò poi di continuo.

La santità della sua vita brillò negli atti di ogni giorno negli ambienti dove visse: la famiglia, il collegio, le amiche, i contadini con i quali divideva le sue vacanze e quanti con zelo apostolico catechizzò ed aiutò.

Pur essendo una giovane uguale alle sue amiche, queste la ritenevano differente. La presero per modello, appoggio e consigliera. Juanita soffrì e godé intensamente, in Dio, tutte le pene e le gioie che l'uomo incontra.

Gioviale, allegra, simpatica, attraente, sportiva, comunicativa. Negli anni della sua adolescenza raggiunse il perfetto equilibrio psichico e spirituale, frutto della sua ascesi e della sua orazione. La serenità del suo volto era il riflesso di Colui che viveva in lei.

La sua vita di monaca dal 7 maggio 1919 fino alla morte fu l'ultimo gradino della sua ascesa alla vetta della santità. Soltanto 11 mesi furono sufficienti per consumare la sua vita divenuta interamente di Cristo.

Molto presto la comunità scoprì in lei un passaggio di Dio nella sua storia. Nello stile carmelitano-teresiano di vita la giovane incontrò pienamente il canale per spandere più efficacemente il torrente di vita che desiderava dare alla Chiesa di Cristo. Era lo stile di vita che, a suo modo, aveva vissuto tra i suoi, e per il quale era nata. L'Ordine della Vergine Maria del Monte Carmelo riempì i desideri di Juanita, quando verificò che la Madre di Dio, che fin da piccola aveva tanto amato, l'aveva attirata a farne parte.

È stata beatificata a Santiago del Cile da Sua Santità Giovanni Paolo 11, il 3 aprile 1987. 1 suoi resti sono venerati nel Santuario di Auco-Rinconada de Los Andes da migliaia di pellegrini che cercano e trovano in lei consolazione, luce e via sicura verso Dio.

Santa Teresa di Gesù de Los Andes è la prima Santa cilena, la prima Santa carmelitana scalza fuori le frontiere d'Europa e la quarta Santa Teresa del Carmelo dopo le Sante Terese di Avila, di Firenze e di Lisieux.La giovane che oggi la Chiesa glorifica e chiama Santa, è un profeta di Dio per gli uomini e le donne del nostro tempo. Teresa de Gesù de Los Andes, con l'esempio della sua vita, ci propone il vangelo di Cristo, vissuto e praticato fino alle ultime esigenze.

Ella è per l'umanità una prova indiscutibile di quanto la chiamata di Cristo alla santità sia attuale, possibile e vera. Ella si presenta davanti ai nostri occhi per dimostrare che la radicalità della sequela di Cristo è l'unica cosa per la quale vale la pena di vivere e l'unica che rende felice l'uomo.

Teresa de Los Andes, con il linguaggio della sua intensa vita, ci assicura che Dio esiste, che Dio è amore e gioia, che Dio è il nostro tutto.

Nacque a Santiago del Cile il 13 luglio 1900. Al fonte battesimale venne chiamata Juana Enriqueta Josefina de los Sagrados Corazones Fernandez Solar. Familiarmente era chiamata, e ancora oggi è conosciuta con il nome di Juanita.

Visse la sua infanzia nella normalità in seno alla famiglia: i genitori, Michele Fernández e Lucia Solar; tre fratelli e due sorelle; il nonno materno, zii, zie e cugini.

La famiglia godeva una buona posizione economica e conservava autenticamente la fede cristiana, vivendola con sincerità e perseveranza.

Juana ricevette la sua formazione scolastica nel collegio delle Suore del Sacro Cuore. La sua breve ma intensa storia si svolse tra la vita collegiale e quella familiare. A 14 anni, ispirata da Dio, decise di consacrarsi a Lui come religiosa, e precisamente, come carmelitana scalza.

Il suo desiderio si realizzò il 7 maggio 1919, quando entrò nel piccolo monastero dello Spirito Santo, a Los Andes, a circa 90 km. da Santiago.

Il 14 ottobre dello stesso anno vestì l'abito di carmelitana, iniziando il suo noviziato con il nome di Teresa di Gesù. Da molto tempo sapeva che sarebbe morta giovane: il Signore glielo aveva rivelato. Ella stessa lo disse al suo confessore un mese prima di morire.

Accolse questa realtà con gioia, serenità e confidenza, sicura che nell'eternità avrebbe continuato la sua missione: far conoscere ed amare Dio.

Dopo molte sofferenze interiori ed indicibili patimenti fisici, causati da un violento attacco di tifo che consumò la sua vita, passò da questo mondo al Padre, la sera del 12 aprile 1920. Aveva ricevuto con grande fervore i sacramenti ed il 7 aprile aveva emesso la professione religiosa " in articulo mortis ". Le mancavano ancora 3 mesi per compiere 20 anni e 6 mesi per terminare il suo noviziato canonico e poter pronunciare la professione religiosa. Morì come novizia carmelitana scalza.

Ecco la parabola esterna di questa giovane cilena. Ci sconcerta e nasce in noi l'interrogazione: che cosa ha fatto? Per questa domanda c'è una risposta ugualmente sconcertante: Vivere, credere, amare.

Quando i discepoli chiesero a Gesù che cosa avrebbero dovuto fare per vivere come Dio vuole, Egli rispose: " L'opera di Dio è che crediate in Colui che Egli ha inviato " (Gv 6, 28-29). Pertanto, per comprendere il valore della vita di Juanita, è necessario guardare al di dentro, dove sta il Regno di Dio.

Ella fin da piccola venne chiamata alla vita della grazia. Afferma che a sei anni attratta da Dio cominciò a riversare il suo affetto totalmente in Lui. " Gesù cominciò a prendere il mio cuore per Sé, poco dopo il terremoto nell'anno 1906 " (Diario, n. 3, p. 25), Juanita possedeva un'enorme capacità di amare e di essere amata insieme ad una straordinaria intelligenza. Dio le fece sperimentare la sua presenza, la imprigionò con la sua conoscenza e la fece sua attraverso le esigenze della croce. Conoscendolo, lo amò; amandolo, si abbandonò perdutamente in Lui.

Ancora bambina comprese che l'amore si dimostra con i fatti più che con le parole, per questo lo tradusse in ogni azione della sua vita, cominciando dalla radice. Si guardò con occhi sinceri e saggi e capì che per essere di Dio era necessario morire a se stessa e a tutto quello che non fosse Lui.

La sua natura era totalmente contraria all'esigenza evangelica: orgogliosa, egoista, ostinata, con tutti i difetti che ciò suppone. Come succede a tutti. Ma quello che ella fece, a differenza di noi, fu dichiarare accanita battaglia contro qualsiasi impulso che non nascesse dall'amore.

A 10 anni era una creatura nuova. Il motivo immediato era stata la preparazione alla prima Comunione che stava per ricevere. Sapendo che proprio Dio andava ad abitare in lei, s'impegnò per acquistare tutte le virtù che l'avrebbero fatta meno indegna di questa grazia, giungendo in brevissimo tempo a trasformare completamente il suo carattere.

Nel ricevere il sacramento dell'Eucaristia ebbe da Dio grazie mistiche di locuzioni interiori che poi si mantennero durante la sua vita. L'inclinazione naturale verso Dio, da questo giorno si trasformò in amicizia, in vita di orazione.

Quattro anni dopo, ebbe l'intima rivelazione che determinò l'orientamento della sua vita: Gesù le disse che la voleva carmelitana e che la sua meta doveva essere la santità.

Con l'abbondante grazia di Dio e con la generosità di giovane innamorata si dette all'orazione, all'acquisto delle virtù e alla pratica della vita evangelica, in modo tale che in pochi anni raggiunse un alto grado di unione con Dio.

Cristo fu il suo ideale, il suo unico ideale. Si innamorò di Lui e fu coerente fino a crocifiggersi ogni minuto per Lui. L'amore sponsale la invase e, di conseguenza, il desiderio di unirsi pienamente a Colui che l'aveva catturata. Così, a 15 anni fece voto di verginità per 9 giorni, e lo rinnovò poi di continuo.

La santità della sua vita brillò negli atti di ogni giorno negli ambienti dove visse: la famiglia, il collegio, le amiche, i contadini con i quali divideva le sue vacanze e quanti con zelo apostolico catechizzò ed aiutò.

Pur essendo una giovane uguale alle sue amiche, queste la ritenevano differente. La presero per modello, appoggio e consigliera. Juanita soffrì e godé intensamente, in Dio, tutte le pene e le gioie che l'uomo incontra.

Gioviale, allegra, simpatica, attraente, sportiva, comunicativa. Negli anni della sua adolescenza raggiunse il perfetto equilibrio psichico e spirituale, frutto della sua ascesi e della sua orazione. La serenità del suo volto era il riflesso di Colui che viveva in lei.

La sua vita di monaca dal 7 maggio 1919 fino alla morte fu l'ultimo gradino della sua ascesa alla vetta della santità. Soltanto 11 mesi furono sufficienti per consumare la sua vita divenuta interamente di Cristo.

Molto presto la comunità scoprì in lei un passaggio di Dio nella sua storia. Nello stile carmelitano-teresiano di vita la giovane incontrò pienamente il canale per spandere più efficacemente il torrente di vita che desiderava dare alla Chiesa di Cristo. Era lo stile di vita che, a suo modo, aveva vissuto tra i suoi, e per il quale era nata. L'Ordine della Vergine Maria del Monte Carmelo riempì i desideri di Juanita, quando verificò che la Madre di Dio, che fin da piccola aveva tanto amato, l'aveva attirata a farne parte.

È stata beatificata a Santiago del Cile da Sua Santità Giovanni Paolo 11, il 3 aprile 1987. 1 suoi resti sono venerati nel Santuario di Auco-Rinconada de Los Andes da migliaia di pellegrini che cercano e trovano in lei consolazione, luce e via sicura verso Dio.

Santa Teresa di Gesù de Los Andes è la prima Santa cilena, la prima Santa carmelitana scalza fuori le frontiere d'Europa e la quarta Santa Teresa del Carmelo dopo le Sante Terese di Avila, di Firenze e di Lisieux.

 

LETTURE DELLA SANTA MESSA

PRIMA LETTURA

At 4, 23-31

 

Dagli Atti degli Apostoli.

In quei giorni, rimessi in libertà, Pietro e Giovanni andarono dai loro fratelli e riferirono quanto avevano detto loro i capi dei sacerdoti e gli anziani.

Quando udirono questo, tutti insieme innalzarono la loro voce a Dio dicendo: «Signore, tu che hai creato il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che in essi si trovano, tu che, per mezzo dello Spirito Santo, dicesti per bocca del nostro padre, il tuo servo Davide: “Perché le nazioni si agitarono e i popoli tramarono cose vane? Si sollevarono i re della terra e i prìncipi si allearono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo”; davvero in questa città Erode e Ponzio Pilato, con le nazioni e i popoli d’Israele, si sono alleati contro il tuo santo servo Gesù, che tu hai consacrato, per compiere ciò che la tua mano e la tua volontà avevano deciso che avvenisse. E ora, Signore, volgi lo sguardo alle loro minacce e concedi ai tuoi servi di proclamare con tutta franchezza la tua parola, stendendo la tua mano affinché si compiano guarigioni, segni e prodigi nel nome del tuo santo servo Gesù».

Quand’ebbero terminato la preghiera, il luogo in cui erano radunati tremò e tutti furono colmati di Spirito Santo e proclamavano la parola di Dio con franchezza.

 

SALMO RESPONSORIALE

Sal.2

 

RIT: Beato chi si rifugia in te, Signore.

 

Perché le genti sono in tumulto

e i popoli cospirano invano?

Insorgono i re della terra

e i prìncipi congiurano insieme

contro il Signore e il suo consacrato:

«Spezziamo le loro catene,

gettiamo via da noi il loro giogo!».

 

Ride colui che sta nei cieli,

il Signore si fa beffe di loro.

Egli parla nella sua ira,

li spaventa con la sua collera:

«Io stesso ho stabilito il mio sovrano

sul Sion, mia santa montagna».

 

Voglio annunciare il decreto del Signore.

Egli mi ha detto: «Tu sei mio figlio,

io oggi ti ho generato.

Chiedimi e ti darò in eredità le genti

e in tuo dominio le terre più lontane.

Le spezzerai con scettro di ferro,

come vaso di argilla le frantumerai».

 

VANGELO

Gv 3, 1-8

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

+ Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».

Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».

 

COMMENTO

Nascere da acqua e da Spirito

 

        Il giorno di Pentecoste, il Signore mandò solennemente lo Spirito Santo con un rombo di tempesta... Questa grazia folgorante dello Spirito Santo è stata conferita a noi tutti, fedeli di Cristo, nel sacramento del battesimo. Essa è stata sigillata dalla cresima, l'unzione fatta con il sacro crisma sulle membra principali del nostro corpo... Si dice : « Il sigillo del dono dello Spirito ». Ora, dove apponiamo i nostri sigilli, se non sui recipienti il cui contenuto è particolarmente prezioso ? E cosa c'è di più prezioso al mondo, e di più sacro, dei doni dello Spirito Santo mandati dall'alto durante il sacramento del battesimo ?

Questa grazia battesimale è così grande, così importante, così vivificante per l'uomo, da non poter essergli tolta, anche se  diventasse eretico, fino alla morte, cioè al termine della sua prova temporanea fissata dalla Provvidenza affinché egli abbia una possibilità di raddrizzarsi... Quando un peccatore, ricondotto alla vita dalla sapienza divina sempre in cerca della nostra salvezza, si è deciso di volgersi verso Dio per sfuggire alla perdizione, deve seguire la via del pentimento... e sforzarsi, operando nel nome di Cristo, di acquistare lo Spirito Santo, il quale, dentro di noi, prepara il Regno di Dio.

 

San Serafino di Sarov

 

LODI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

Inno

Sfolgora il sole di Pasqua,

risuona il cielo di canti,

esulta di gioia la terra.

 

Dagli abissi della morte

Cristo ascende vittorioso

insieme agli antichi padri.

 

Accanto al sepolcro vuoto

invano veglia il custode:

il Signore è risorto.

 

O Gesù, re immortale,

unisci alla tua vittoria

i rinati nel battesimo.

 

Irradia sulla tua Chiesa,

pegno d'amore e di pace,

la luce della tua Pasqua.

 

Sia gloria e onore a Cristo,

al Padre e al Santo Spirito

ora e nei secoli eterni. Amen.

 

1^ Antifona

Come una cerva anela ai corsi d'acqua,

così l'anima mia anela a te, o Dio, alleluia.

 

SALMO 41   Desiderio del Signore e del suo tempio

Chi ha sete venga: chi vuole attinga gratuitamente l'acqua della vita (Ap 22, 17).

 

Come la cerva anela ai corsi d'acqua, *

così l'anima mia anela a te, o Dio.

L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: *

quando verrò e vedrò il volto di Dio?

 

Le lacrime sono mio pane giorno e notte, *

mentre mi dicono sempre: «Dov'è il tuo Dio?».

 

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge: †

attraverso la folla avanzavo tra i primi *

fino alla casa di Dio,

 

in mezzo ai canti di gioia *

di una moltitudine in festa.

 

Perché ti rattristi, anima mia, *

perché su di me gemi?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *

lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

 

In me si abbatte l'anima mia; †

perciò di te mi ricordo *

dal paese del Giordano e dell'Ermon,

dal monte Mizar.

 

Un abisso chiama l'abisso

al fragore delle tue cascate; *

tutti i tuoi flutti e le tue onde

sopra di me sono passati.

 

Di giorno il Signore mi dona la sua grazia, †

di notte per lui innalzo il mio canto: *

la mia preghiera al Dio vivente.

 

Dirò a Dio, mia difesa: †

«Perché mi hai dimenticato? *

Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».

 

Per l'insulto dei miei avversari

sono infrante le mie ossa; *

essi dicono a me tutto il giorno:

«Dov'è il tuo Dio?».

 

Perché ti rattristi, anima mia, *

perché su di me gemi?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, *

lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Come una cerva anela ai corsi d'acqua,

così l'anima mia anela a te, o Dio, alleluia.

 

2^ Antifona

Fa' conoscere, o Dio, le tue gesta

e canteremo le tue meraviglie, alleluia.

 

CANTICO Sir 36, 1-5. 10-13   Preghiera per il popolo santo di Dio

Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo (Gv 17, 3)

 

Abbi pietà di noi,

Signore Dio dell’universo e guarda, *

infondi il tuo timore su tutte le nazioni.

 

Alza la tua mano sulle nazioni straniere, *

perché vedano la tua potenza.

 

Come ai loro occhi ti sei mostrato santo

in mezzo a noi, *

così ai nostri occhi mostrati grande fra di loro.

 

Ti riconoscano, come noi abbiamo riconosciuto *

che non c'è un Dio fuori di te, Signore.

Rinnova i segni e compi altri prodigi, *

glorifica la tua mano e il tuo braccio destro.

 

Raduna tutte le tribù di Giacobbe, *

rendi loro il possesso come era al principio.

 

Abbi pietà, Signore,

del popolo chiamato con il tuo nome, *

di Israele che hai trattato come un primogenito.

 

Abbi pietà della città tua santa, *

di Gerusalemme tua dimora.

Riempi Sion del tuo splendore, *

il tuo popolo della tua gloria

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Manifesta, Signore,

la luce del tuo perdono.

 

3^ Antifona

Sulla santa città splende la gloria di Dio:

sua luce è l'Agnello, alleluia.

 

SALMO 18 A    Inno al Dio creatore

Ci ha visitati dall'alto un sole che sorge... a dirigere i nostri passi sulla via della pace (Lc 1, 78.79)

 

I cieli narrano la gloria di Dio, *

e l'opera delle sue mani annunzia il firmamento.

Il giorno al giorno ne affida il messaggio *

e la notte alla notte ne trasmette notizia.

 

Non è linguaggio e non sono parole *

di cui non si oda il suono.

Per tutta la terra si diffonde la loro voce *

e ai confini del mondo la loro parola.

 

Là pose una tenda per il sole †

che esce come sposo dalla stanza nuziale, *

esulta come prode che percorre la via.

 

Egli sorge da un estremo del cielo †

e la sua corsa raggiunge l'altro estremo: *

nulla si sottrae al suo calore.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre, *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Sulla santa città splende la gloria di Dio:

sua luce è l'Agnello, alleluia.

 

Lettura Breve   At, 22-24

Ascoltate queste parole: Gesù di Nazaret — uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso operò fra di voi per opera sua, come voi ben sapete — dopo che, secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, fu consegnato a voi, voi l'avete inchiodato sulla croce per mano di empi e l'avete ucciso. Ma Dio lo ha risuscitato, sciogliendolo dalle angosce della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere.

 

Responsorio Breve

R. Cristo è risalito dagli abissi della terra, * alleluia, alleluia.

Cristo è risalito dagli abissi della terra, alleluia, alleluia.

V. Ha provato l'angoscia e la morte.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Cristo è risalito dagli abissi della terra, alleluia, alleluia.

 

Antifona al Benedictus

Chi non rinasce dall'alto,

non può vedere il regno di Dio, alleluia.

 

CANTICO DI ZACCARIA   Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

 

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

 

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

 

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

 

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

 

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

 

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

 

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

 

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

 

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *

per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

 

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell'ombra della morte

 

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Benedictus

Chi non rinasce dall'alto,

non può vedere il regno di Dio, alleluia.

 

Invocazioni

La gloria di Dio risplende nella morte e risurrezione di Cristo. Nel suo nome innalziamo al Padre la nostra preghiera:

Illumina la nostra vita, Signore.

 

O Dio, Padre della luce, che hai rischiarato il mondo con la gloria del Cristo risorto,

- guidaci in questo giorno nella luce della fede.

 

Tu che ci hai aperto in Cristo le porte della vita eterna,

- fa' che il nostro impegno nel mondo sia animato dalla speranza cristiana.

 

Tu che per mezzo del tuo Figlio ci hai donato lo Spirito Santo,

- rendici testimoni della tua carità.

 

Per i meriti del tuo Figlio, morto e risorto per liberare il mondo,

- dona a tutti gli uomini pace e salvezza.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

 

ORA MEDIA

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

Inno

Glorioso e potente Signore,

che alterni i ritmi del tempo,

irradi di luce il mattino

e accendi di fuochi il meriggio,

 

tu placa le tristi contese,

estingui la fiamma dell'ira,

infondi vigore alle membra,

ai cuori concedi la pace.

 

Sia gloria al Padre ed al Figlio,

sia onore al Santo Spirito,

all'unico e trino Signore

sia lode nei secoli eterni. Amen

 

Oppure:

L'ora sesta c'invita

al servizio divino:

inneggiamo al Signore

con fervore di spirito.

 

In quest'ora sul Golgota,

vero agnello pasquale,

Cristo paga il riscatto

per la nostra salvezza.

 

Dinanzi alla sua gloria

anche il sole si oscura:

risplenda la sua grazia

nell'intimo dei cuori.

 

Sia lode al Padre e al Figlio,

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

  

Antifona

Alleluia, alleluia, alleluia.

 

SALMO 118, 41-48   VI (Vau)

Venga a me, Signore, la tua grazia, *

la tua salvezza secondo la tua promessa;

a chi mi insulta darò una risposta, *

perché ho fiducia nella tua parola.

 

Non togliere mai dalla mia bocca la parola vera, *

perché confido nei tuoi giudizi.

Custodirò la tua legge per sempre, *

nei secoli, in eterno.

 

Sarò sicuro nel mio cammino, *

perché ho ricercato i tuoi voleri.

Davanti ai re parlerò della tua alleanza *

senza temere la vergogna.

 

Gioirò per i tuoi comandi *

che ho amati.

Alzerò le mani ai tuoi precetti che amo, *

mediterò le tue leggi.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 39, 2-9   (I) Ringraziamento e domanda di aiuto

Entrando nel mondo Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta, un corpo invece mi hai preparato (Eb 10,5).

 

Ho sperato: ho sperato nel Signore †

ed egli su di me si è chinato, *

ha dato ascolto al mio grido.

 

Mi ha tratto dalla fossa della morte, *

dal fango della palude;

i miei piedi ha stabilito sulla roccia, *

ha reso sicuri i miei passi.

 

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo, *

lode al nostro Dio.

 

Molti vedranno e avranno timore *

e confideranno nel Signore.

 

Beato l'uomo che spera nel Signore †

e non si mette dalla parte dei superbi, *

né si volge a chi segue la menzogna.

 

Quanti prodigi tu hai fatto, Signore Dio mio, †

quali disegni in nostro favore! *

Nessuno a te si può paragonare.

 

Se li voglio annunziare e proclamare *

sono troppi per essere contati.

 

Sacrificio e offerta non gradisci, *

gli orecchi mi hai aperto.

Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. *

Allora ho detto: «Ecco, io vengo.

 

Sul rotolo del libro, di me è scritto *

di compiere il tuo volere.

Mio Dio, questo io desidero, *

la tua legge è nel profondo del mio cuore».

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 39, 10-4. 17-18   (II) Ringraziamento e domanda di aiuto

Entrando nel mondo Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio, né offerta, un corpo invece mi hai preparato (Eb 10,5).

 

Ho annunziato la tua giustizia

nella grande assemblea; *

vedi, non tengo chiuse le labbra, Signore, tu lo sai.

 

Non ho nascosto la tua giustizia in fondo al cuore, *

la tua fedeltà e la tua salvezza ho proclamato.

 

Non ho nascosto la tua grazia *

e la tua fedeltà alla grande assemblea.

 

Non rifiutarmi, Signore, la tua misericordia, *

la tua fedeltà e la tua grazia

mi proteggano sempre,

 

poiché mi circondano mali senza numero, †

le mie colpe mi opprimono *

e non posso più vedere.

 

Sono più dei capelli del mio capo, *

il mio cuore viene meno.

 

Dégnati, Signore, di liberarmi; *

accorri, Signore, in mio aiuto.

 

Esultino e gioiscano in te quanti ti cercano, †

dicano sempre: «Il Signore è grande» *

quelli che bramano la tua salvezza.

 

Io sono povero e infelice; *

di me ha cura il Signore.

Tu, mio aiuto e mia liberazione, *

mio Dio, non tardare.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona

Alleluia, alleluia, alleluia.

 

Lettura Breve   Col 2, 9. 10a. 12

E' in Cristo che abita corporalmente tutta la pienezza della divinità, e voi avete in lui parte alla sua pienezza.

Con lui infatti siete stati sepolti insieme nel battesimo, in lui anche siete stati insieme risuscitati per la fede nella potenza di Dio, che lo ha risuscitato dai morti.

 

V. I discepoli videro il Signore, alleluia,

R. e furono pieni di gioia, alleluia.

 

Orazione

O Padre, che ci hai donato il Salvatore e lo Spirito Santo, guarda con benevolenza i tuoi figli di adozione, perché a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eterna. Per il nostro Signore.

R. Amen.

 

Benediciamo il Signore.

R. Rendiamo grazie a Dio.

 

VESPRI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. 

 

Inno

Alla cena dell'Agnello,

avvolti in bianche vesti,

attraversato il Mar Rosso,

cantiamo a Cristo Signore.

 

Il suo corpo arso d'amore

sulla mensa è pane vivo;

il suo sangue sull'altare

calice del nuovo patto.

 

In questo vespro mirabile

tornan gli antichi prodigi:

un braccio potente ci salva

dall'angelo distruttore.

 

Mite agnello immolato,

Cristo è la nostra Pasqua;

il suo corpo adorabile

è il vero pane azzimo.

 

Irradia sulla tua Chiesa

la gioia pasquale, o Signore;

unisci alla tua vittoria

i rinati nel battesimo.

 

Sia lode e onore a Cristo,

vincitore della morte,

al Padre e al Santo Spirito

ora e nei secoli eterni. Amen.

 

1^ Antifona

Benedetto colui che viene

nel nome del Signore, alleluia.

 

SALMO 44, 2-10   (I)  Le nozze del Re

A mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo: andategli incontro (Mt 25, 6).

 

Effonde il mio cuore liete parole, †

io canto al re il mio poema. *

La mia lingua è stilo di scriba veloce.

 

Tu sei il più bello tra i figli dell'uomo, †

sulle tue labbra è diffusa la grazia, *

ti ha benedetto Dio per sempre.

 

Cingi, prode, la spada al tuo fianco, †

nello splendore della tua maestà ti arrida la sorte, *

avanza per la verità, la mitezza e la giustizia.

 

La tua destra ti mostri prodigi: †

le tue frecce acute

colpiscono al cuore i tuoi nemici; *

sotto di te cadono i popoli.

 

Il tuo trono, Dio, dura per sempre; *

è scettro giusto lo scettro del tuo regno.

 

Ami la giustizia e l'empietà detesti: †

Dio, il tuo Dio ti ha consacrato *

con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali.

 

Le tue vesti son tutte mirra, aloè e cassia, *

dai palazzi d'avorio ti allietano le cetre.

Figlie di re stanno tra le tue predilette; *

alla tua destra la regina in ori di Ofir.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Benedetto colui che viene

nel nome del Signore, alleluia.

 

2^ Antifona

Beati gli invitati

al banchetto di nozze dell'Agnello, alleluia.

 

SALMO 44, 11-18  (II)   La Regina e la Sposa

Vidi la nuova Gerusalemme... pronta come una sposa adorna per il suo sposo (Ap 21, 2).

 

Ascolta, figlia, guarda, porgi l'orecchio, *

dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;

al re piacerà la tua bellezza. *

Egli è il tuo Signore: pròstrati a lui.

 

Da Tiro vengono portando doni, *

i più ricchi del popolo cercano il tuo volto.

 

La figlia del re è tutta splendore, *

gemme e tessuto d'oro è il suo vestito.

 

E' presentata al re in preziosi ricami; *

con lei le vergini compagne a te sono condotte;

guidate in gioia ed esultanza, *

entrano insieme nel palazzo regale.

 

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli; *

li farai capi di tutta la terra.

 

Farò ricordare il tuo nome

per tutte le generazioni, *

e i popoli ti loderanno

in eterno, per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Beati gli invitati

al banchetto di nozze dell'Agnello, alleluia.

 

3^ Antifona

Dalla ricchezza di Cristo

tutti abbiamo ricevuto,

grazia su grazia, alleluia.

 

CANTICO Ef 1, 3-10    Dio salvatore

Benedetto sia Dio,

Padre del Signore nostro Gesù Cristo, *

che ci ha benedetti

con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.

 

In lui ci ha scelti *

prima della creazione del mondo,

per trovarci, al suo cospetto, *

santi e immacolati nell'amore.

 

Ci ha predestinati *

a essere suoi figli adottivi

per opera di Gesù Cristo, *

secondo il beneplacito del suo volere,

 

a lode e gloria

della sua grazia, *

che ci ha dato

nel suo Figlio diletto.

 

In lui abbiamo la redenzione

mediante il suo sangue, * 

la remissione dei peccati

secondo la ricchezza della sua grazia.

 

Dio l'ha abbondantemente riversata su di noi

con ogni sapienza e intelligenza, *

poiché egli ci ha fatto conoscere

il mistero del suo volere,

 

il disegno di ricapitolare in Cristo

tutte le cose, *

quelle del cielo

come quelle della terra.

 

Nella sua benevolenza

lo aveva in lui prestabilito *

per realizzarlo

nella pienezza dei tempi.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Dalla ricchezza di Cristo

tutti abbiamo ricevuto,

grazia su grazia, alleluia.

 

Lettura breve   Eb 12, 1b-3

Corriamo con perseveranza nella corsa, tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio (Sal 109, 1). Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi d'animo.

 

Responsorio Breve

R. Il Signore regna, si è vestito di splendore, * alleluia, alleluia.

Il Signore regna, si è vestito di splendore, alleluia, alleluia.

V. Saldo è il suo trono nei secoli.

Alleluia, alleluia.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Il Signore regna, si è vestito di splendore, alleluia, alleluia.

 

Antifona al Magnificat

Quello che nasce dall'uomo è carne;

quello che rinasce dallo Spirito è spirito,

alleluia.

 

CANTICO DELLA BEATA VERGINE (Lc 1, 46-55)

Esultanza dell'anima nel Signore

 

L'anima mia magnifica il Signore *

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *

e Santo è il suo nome:

 

di generazione in generazione la sua misericordia *

si stende su quelli che lo temono.

 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;

 

ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

 

Ha soccorso Israele, suo servo, *

ricordandosi della sua misericordia,

 

come aveva promesso ai nostri padri, *

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Magnificat

Quello che nasce dall'uomo è carne;

quello che rinasce dallo Spirito è spirito,

alleluia.

 

Intercessioni

Invochiamo Cristo che ha illuminato il mondo con la gloria della sua risurrezione:

Cristo, vita nostra, ascoltaci.

 

Signore Gesù Cristo, che ti sei affiancato ai tuoi discepoli sulla via di Emmaus,

- assisti la tua Chiesa pellegrina sulla terra.

 

Non permettere che i cristiani siano chiusi all'ascolto della tua parola,

- fa' che rendano buona testimonianza alla tua vittoria sulla morte.

 

Guarda con bontà coloro che non ti hanno ancora riconosciuto nel cammino della vita,

- fa' che ti accolgano presto come salvatore.

 

Tu che, mediante il sacrificio della croce, hai riconciliato tutti gli uomini,

- dona pace e unità al mondo intero.

 

Tu che sei il giudice dei vivi e dei morti,

- accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti che hanno creduto in te.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

Dio onnipotente ed eterno, che ci dai il privilegio di chiamarti Padre, fa' crescere in noi lo spirito di figli adottivi, perché possiamo entrare nell'eredità che ci hai promesso. Per il nostro Signore.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

 

COMPIETA

V O Dio, vieni a salvarmi.

R Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amen. (T. P. Alleluia).

 

ESAME DI COSCIENZA

 Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

R Amen.

 

INNO: uno dei seguenti a scelta.

 

Al termine del giorno,

o sommo Creatore,

veglia sul nostro riposo

con amore di Padre.

 

Dona salute al corpo

e fervore allo spirito,

la tua luce rischiari

le ombre della notte.

 

Nel sonno delle membra

resti fedele il cuore,

e al ritorno dell'alba

intoni la tua lode.

 

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

 Oppure:

 

Gesù, luce da luce,

sole senza tramonto,

tu rischiari le tenebre

nella notte del mondo.

 

In te, santo Signore,

noi cerchiamo il riposo

dall'umana fatica,

al termine del giorno.

 

Se i nostri occhi si chiudono,

veglia in te il nostro cuore;

la tua mano protegga

coloro che in te sperano.

 

Difendi, o Salvatore,

dalle insidie del male

i figli che hai redenti

col tuo sangue prezioso.

 

A te sia gloria, o Cristo,

nato da Maria vergine,

al Padre e allo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant.  Alleluia, alleluia, alleluia.

 

SALMO 85  Preghiera a Dio nell'afflizione

Sia benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione (2Cor 1,3. 4).

 

Signore, tendi l'orecchio, rispondimi, *

perché io sono povero e infelice

Custodiscimi perché sono fedele; *

tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te spera.

 

Pietà di me, Signore, *

a te grido tutto il giorno.

Rallegra la vita del tuo servo, *

perché a te, Signore, innalzo l'anima mia.

 

Tu sei buono, Signore, e perdoni *

sei pieno di misericordia con chi ti invoca.

Porgi l'orecchio, Signore alla mia preghiera *

e sii attento alla voce della mia supplica.

 

Nel giorno dell'angoscia alzo a te il mio grido *

e tu mi esaudirai.

 

Fra gli dèi nessuno è come te Signore, *

e non c'è nulla che uguagli le tue opere.

 

Tutti i popoli che hai creato verranno †

e si prostreranno davanti a te, o Signore, *

per dare gloria al tuo nome;

 

grande tu sei e compi meraviglie: *

tu solo sei Dio.

 

Mostrami, Signore, la tua via, *

perché nella tua verità io cammini;

donami un cuore semplice *

che tema il tuo nome.

 

Ti loderò, Signore, Dio mio, con tutto il cuore *

e darò gloria al tuo nome sempre,

perché grande con me è la tua misericordia: *

dal profondo degli inferi mi hai strappato.

 

Mio Dio, mi assalgono gli arroganti, †

una schiera di violenti attenta alla mia vita, *

non pongono te davanti ai loro occhi.

 

Ma tu, Signore, Dio di pietà, compassionevole, *

lento all'ira e pieno di amore, Dio fedele,

 

volgiti a me e abbi misericordia: *

dona al tuo servo la tua forza,

salva il figlio della tua ancella.

 

Dammi un segno di benevolenza; †

vedano e siano confusi i miei nemici, *

perché tu, Signore,

mi hai soccorso e consolato.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant.  Alleluia, alleluia, alleluia.

 

LETTURA BREVE    1Ts 5,9-10

Dio ci ha destinati all'acquisto della salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.

 

RESPONSORIO BREVE

R.   Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. * Alleluia, alleluia.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Alleluia, alleluia.

V.   Dio di verità, tu mi hai redento:

Alleluia, alleluia.

       Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Alleluia, alleluia.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace (T. P. alleluia).

 

CANTICO di SIMEONE   Lc 2,29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

 

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

 

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

 

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace (T. P. alleluia).

 

ORAZIONE

Donaci, o Padre, un sonno ristoratore e fa' che i germi di bene, seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe abbondante. Per Cristo nostro Signore.

 

BENEDIZIONE FINALE

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.

R Amen. 

 


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