08 aprile 2010

 

Letture e liturgia delle ore

 

Indice

Santo del giorno

Letture della S. Messa

Commento

Liturgia delle ore - Lodi

Liturgia delle ore - Ora Media

Liturgia delle ore - Vespro

Liturgia delle ore - Compieta

 

SANTO DEL GIORNO

Beato Domenico (Iturrate Zubero) del SS. Sacramento Sacerdote Trinitario

Dima (Vizcaya), Bilbao, 11 maggio 1901 – Belmonte (Cuenca), Spagna, 8 aprile 1927

Tre mesi prima della morte, padre Domenico del SS. Sacramento, così si esprimeva in una lettera inviata ad un suo esimio confratello: “Alcuni, il Signore li vuole con sé nel fior degli anni, ad altri riserva grandi opere e perciò stesso grandi meriti. Quel che importa e attuare i disegni di Dio e che in tutto si compia la sua volontà”. Quando morì aveva solo 26 anni.

Domenico Iturrate Zubero era nato l’11 maggio 1901 nella borgata Biteriño di Dima (Vizcaya) vicino Bilbao in Spagna. I genitori Simone Iturrate e Maria Zubero erano ferventi cristiani e diedero a Domenico una salda educazione religiosa e morale.

Fece la Prima Comunione sui 10 anni, ma già da tre anni aveva l’abitudine di confessarsi ogni mese, secondo l’usanza del tempo, senza aspettare la Prima Comunione. Crebbe ubbidiente ai genitori, frequentando la scuola del paese e aiutando nei lavori domestici e nei campi; interessato particolarmente al catechismo, ebbe dal parroco l’incarico d’insegnarlo ai più piccoli.

I suoi biografi sottolineano che aveva un carattere sensibile, ma con inclinazione all’ira, come i baschi della sua Regione. Divenne chierichetto nella sua parrocchia, partecipava alla Messa non solo nei festivi, ma anche durante i giorni feriali.

Avvertita dentro di sé la chiamata alla vita religiosa, trovò la madre consenziente, mentre il padre che aveva riposto su di lui le sue speranze, perché per tradizione, essendo il primogenito, era il suo appoggio ed erede della proprietà familiare.

Ma essendo Domenico fermo nella sua scelta, alla fine anche il padre acconsentì e dopo aver ricevuto la cresima il 26 agosto 1913; entrò nel Collegio-aspirantato dei Padri Trinitari di Algorta (Vizcaya), Cantabria, il 30 settembre 1914, per intraprendere gli appositi studi.

L’11 dicembre 1917 vestì l’abito dei Trinitari, iniziando il noviziato nel convento-santuario della “Virgen Bien Aparecida”.

L’Ordine dei Trinitari o della Santissima Trinità, fu fondato da s. Giovanni di Matha (1160-1213) e da s. Felice di Valois (1127-1212), a Cerfroid (Meaux), e approvato da papa Innocenzo III nel 1198, allo scopo di riscattare i cristiani fatti schiavi dai musulmani.

La loro benemerita opera diede la libertà a ca. 900.000 cristiani; ma l’Ordine dei Trinitari dopo aver raggiunto un grande splendore nel XV secolo, declinò poi rapidamente. Nel 1578 papa Gregorio XIII approvò la riforma attuata dal trinitario s. Giovanni Battista della Concezione († 1613), per riportare l’Ordine all’austerità primitiva e i trinitari si divisero così nelle due Famiglie degli ‘Scalzi’ (riformati) e dei ‘Calzati’.

Nel 1609 l’Ordine diventò mendicante, e dopo aver subito i colpi della Riforma Protestante e della Rivoluzione Francese, con molte soppressioni di Case e Conventi, prese a rifiorire lentamente solo sul finire del sec. XIX. Oggi è dedito all’apostolato fra i fedeli e alle missioni.

Il novizio Domenico del SS. Sacramento, questo il nome che aveva assunto, si impegnò con tutte le forze nella sua formazione spirituale; e da una sua confidenza, si seppe che nell’anno di noviziato e negli anni precedenti, aveva sofferto la cosiddetta “notte oscura dello spirito”, che l’aveva sprofondato nel dubbio sulla sua vocazione, portandogli aridità di spirito, mancanza di soddisfazione delle sue azioni, paure, amarezze ed angosce.

Ma con l’aiuto della Madonna alla quale si era affidato, quando il 14 dicembre 1918 fece la professione semplice, ritrovò la sua tranquillità interiore e la serenità dello spirito.

Dopo aver compiuto il primo anno di filosofia, nell’ottobre 1919 fu inviato a Roma, dove continuò gli studi filosofici alla Pontificia Università Gregoriana; conseguì la laurea in filosofia il 3 luglio 1922.

Il successivo 23 ottobre fece i suoi voti perpetui, nel convento romano di S. Carlo alle Quattro Fontane, dove era alloggiato. Continuò gli studi in teologia, laureandosi anche in questa scienza il 26 luglio 1926.

Nel frattempo era stato ordinato sacerdote nella Basilica dei Dodici Apostoli il 9 agosto 1925, celebrando la Prima Messa il 15 dello stesso mese. Nel Seminario aveva il compito di “assistente” del padre Maestro, per l’osservanza della disciplina.

Desideroso di essere un missionario in terre pagane, espose al Padre Provinciale l’idea di aprire una missione dell’Ordine in Africa o in America Latina, offrendosi personalmente per tale opera.. Ma i suoi superiori valutando le sue ottime qualità di formatore, nel Capitolo Generale del 1926, lo nominarono Maestro degli studenti trinitari.

Ai primi di giugno, però padre Domenico avvertì i primi sintomi della tubercolosi polmonare, così diffusa in quei tempi; fu mandato nella vicina Rocca di Papa, con la speranza che l’aria pura dei monti gli potesse giovare, ma il male purtroppo era già in uno stato troppo avanzato.

Dopo sette anni di permanenza a Roma, fu trasferito con urgenza ad Algorta in Spagna, dove arrivò il 6 settembre 1926, dopo essersi fermato prima a Lourdes per pregare la Madonna.

Dopo aver consultati vari medici, fu portato al convento di Belmonte (Cuenca); ormai aveva compreso che tutti i suoi progetti sacerdotali e di missionario, non si sarebbero più realizzati, ma accettò la volontà di Dio senza ribellione.

Morì l’8 aprile del 1927 nello stesso convento di Belmonte; il giovane sacerdote trinitario godé subito della fama di santità, basti pensare che per la Causa di beatificazione, furono presentati circa 2500 relazioni per guarigioni attribuite alla sua intercessione.

Nel 1974 i suoi resti furono traslati ad Algorta, dove riposano nella parrocchia del Redentore dei religiosi Trinitari. Padre Domenico del SS. Sacramento Iturrate, è stato beatificato il 30 ottobre 1983 da papa Giovanni Paolo II.

 

LETTURE DELLA SANTA MESSA

PRIMA LETTURA

At 3, 11-26

 

Dagli Atti degli Apostoli.

In quei giorni, mentre lo storpio guarito tratteneva Pietro e Giovanni, tutto il popolo, fuori di sé per lo stupore, accorse verso di loro al portico detto di Salomone.

Vedendo ciò, Pietro disse al popolo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi.

Ora, fratelli, io so che voi avete agito per ignoranza, come pure i vostri capi. Ma Dio ha così compiuto ciò che aveva preannunciato per bocca di tutti i profeti, che cioè il suo Cristo doveva soffrire. Convertitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi colui che vi aveva destinato come Cristo, cioè Gesù. Bisogna che il cielo lo accolga fino ai tempi della ricostituzione di tutte le cose, delle quali Dio ha parlato per bocca dei suoi santi profeti fin dall’antichità. Mosè infatti disse: “Il Signore vostro Dio farà sorgere per voi, dai vostri fratelli, un profeta come me; voi lo ascolterete in tutto quello che egli vi dirà. E avverrà: chiunque non ascolterà quel profeta, sarà estirpato di mezzo al popolo”. E tutti i profeti, a cominciare da Samuèle e da quanti parlarono in seguito, annunciarono anch’essi questi giorni.

Voi siete i figli dei profeti e dell’alleanza che Dio stabilì con i vostri padri, quando disse ad Abramo: “Nella tua discendenza saranno benedette tutte le nazioni della terra”. Dio, dopo aver risuscitato il suo servo, l’ha mandato prima di tutto a voi per portarvi la benedizione, perché ciascuno di voi si allontani dalle sue iniquità».

 

SALMO RESPONSORIALE

Sal.8

 

RIT: O Signore, Signore nostro,

quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

 

O Signore, Signore nostro,

quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,

il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

 

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,

di gloria e di onore lo hai coronato.

Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,

tutto hai posto sotto i suoi piedi.

 

Tutte le greggi e gli armenti

e anche le bestie della campagna,

gli uccelli del cielo e i pesci del mare,

ogni essere che percorre le vie dei mari.

 

VANGELO

Lc 24, 35-48

Dal Vangelo secondo Luca

 

+ In quel tempo, [i due discepoli che erano ritornati da Èmmaus] narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona stette in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Sconvolti e pieni di paura, credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse loro: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa, come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi.

Ma poiché per la gioia non credevano ancora ed erano pieni di stupore, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro.

Poi disse: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente per comprendere le Scritture e disse loro: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni».

 

COMMENTO

Guardate le mie mani, toccatemi

 

Nei momenti di difficoltà, quando il peso supera le nostre forze, viene spontaneo rivolgersi al vicino, all’amico, al fratello per chiedergli: dammi una mano! Il Signore Gesù appare ai suoi per confermare la testimonianza dei due discepoli, illuminati sulla via di Èmmaus, mostrando loro le mani con, ancora evidenti, i segni dei chiodi.

Sono le mani di Cristo, le mani del Dio vivente, le mani del Crocifisso, che ora, glorioso, vengono mostrate agli Apostoli, perché comprendano il prezzo della pace e godano della gioia del risorto. Da fori di quelle mani sgorga energia divina, sgorga l’augurio della pace e la certezza che Cristo è risorto. Vuole così fugare ogni dubbio, rimuovere il naturale turbamento che assale gli apostoli dinanzi a quella celestiale ed umanissima visione.

Nell’ultima cena Gesù aveva detto ai suoi commensali «Prendete e mangiate… Prendete e bevetene tutti» ora esorta i suoi apostoli dicendo: «Toccatemi e guardate…». Poi ad ulteriore conferma, per fugare ancora le ultime loro perplessità, per garantire loro che non hanno a che fare con un fantasma, ma con una persona viva, risorta dalla morte, affinché la gioia di cui stanno godendo, non risulti effimera, chiede loro: «Avete qui qualche cosa da mangiare?».

Infine la certezza che illumina e genera la fede piena, Gesù la trae ancora dalle scritture sacre, dalla parola rivelata: «Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno». La piena apertura della mente scaturisce solo dalla fede, la virtù che ci rende certi che in Cristo si adempiono tutte le promesse di Dio, che in lui scopriamo l’indefettibile fedeltà del nostro Padre celeste, che il piano divino di salvezza universale si è avverato nel Risorto.

Rigenerati dalla fede e poi confermati dallo Spirito Santo, gli Apostoli e i loro successori potranno adempiere il mandato, che lo stesso Cristo già sta scandendo per loro e per tutti i credenti: «Nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme» e aggiunge, «Di questo voi siete testimoni».

 

LODI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

Inno

Sfolgora il sole di Pasqua,

risuona il cielo di canti,

esulta di gioia la terra.

 

Dagli abissi della morte

Cristo ascende vittorioso

insieme agli antichi padri.

 

Accanto al sepolcro vuoto

invano veglia il custode:

il Signore è risorto.

 

O Gesù, re immortale,

unisci alla tua vittoria

i rinati nel battesimo.

 

Irradia sulla tua Chiesa,

pegno d'amore e di pace,

la luce della tua Pasqua.

 

Sia gloria e onore a Cristo,

al Padre e al Santo Spirito

ora e nei secoli eterni. Amen.

 

1^ Antifona

Cristo risorto ha illuminato il suo popolo,

redento dal suo sangue, alleluia.

 

SALMO 62, 2-9   L'anima assetata del Signore

La Chiesa ha sete del suo Salvatore, bramando di dissetarsi alla fonte dell'acqua viva che zampilla per la vita eterna (cfr. Cassiodoro).

 

O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, *

di te ha sete l'anima mia,

a te anela la mia carne, *

come terra deserta, arida, senz'acqua.

 

Così nel santuario ti ho cercato, *

per contemplare la tua potenza e la tua gloria.

Poiché la tua grazia vale più della vita, *

le mie labbra diranno la tua lode.

 

Così ti benedirò finché io viva, *

nel tuo nome alzerò le mie mani.

Mi sazierò come a lauto convito, *

e con voci di gioia ti loderà la mia bocca.

 

Nel mio giaciglio di te mi ricordo, *

e penso a te nelle veglie notturne,

tu sei stato il mio aiuto; *

esulto di gioia all'ombra delle tue ali.

 

A te si stringe *

l'anima mia.

La forza della tua destra *

mi sostiene.

 

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Cristo risorto ha illuminato il suo popolo,

redento dal suo sangue, alleluia.

 

2^ Antifona

Il nostro Redentore è risorto dai morti:

cantiamo inni al Signore nostro Dio, alleluia.

 

CANTICO Dn 3, 57-88.56   Ogni creatura lodi il Signore

Lodate il nostro Dio, voi tutti, suoi servi (Ap 19, 5).

 

Benedite, opere tutte del Signore, il Signore, *

lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

Benedite, angeli del Signore, il Signore, *

benedite, cieli, il Signore.

 

Benedite, acque tutte, che siete sopra i cieli, il Signore, *

benedite, potenze tutte del Signore, il Signore.

Benedite, sole e luna, il Signore, *

benedite, stelle del cielo, il Signore.

 

Benedite, piogge e rugiade, il Signore. *

benedite, o venti tutti, il Signore.

Benedite, fuoco e calore, il Signore, *

benedite, freddo e caldo, il Signore.

 

Benedite, rugiada e brina, il Signore, *

benedite, gelo e freddo, il Signore.

Benedite, ghiacci e nevi, il Signore, *

benedite, notti e giorni, il Signore.

 

Benedite, luce e tenebre, il Signore, *

benedite, folgori e nubi, il Signore.

Benedica la terra il Signore, *

lo lodi e lo esalti nei secoli.

 

Benedite, monti e colline, il Signore, *

benedite, creature tutte che germinate sulla terra, il Signore.

Benedite, sorgenti, il Signore, *

benedite, mari e fiumi, il Signore.

 

Benedite, mostri marini

e quanto si muove nell'acqua, il Signore, *

benedite, uccelli tutti dell'aria, il Signore.

Benedite, animali tutti, selvaggi e domestici, il Signore, *

benedite, figli dell'uomo, il Signore.

 

Benedica Israele il Signore, *

lo lodi e lo esalti nei secoli.

Benedite, sacerdoti del Signore, il Signore, *

benedite, o servi del Signore, il Signore.

 

Benedite, spiriti e anime dei giusti, il Signore, *

benedite, pii e umili di cuore, il Signore.

Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il Signore, *

lodatelo ed esaltatelo nei secoli.

 

Benediciamo il Padre e il Figlio con lo Spirito Santo, *

lodiamolo ed esaltiamolo nei secoli.

Benedetto sei tu, Signore, nel firmamento del cielo, *

degno di lode e di gloria nei secoli.

 

2^ Antifona

Il nostro Redentore è risorto dai morti:

cantiamo inni al Signore nostro Dio, alleluia.

 

3^ Antifona

Alleluia, il Signore è risorto,

come aveva predetto, alleluia.

 

SALMO 149   Festa degli amici di Dio

I figli della Chiesa, i figli del nuovo popolo esultino nel loro re, Cristo (Esichio).

 

Cantate al Signore un canto nuovo; *

la sua lode nell'assemblea dei fedeli.

Gioisca Israele nel suo Creatore, *

esultino nel loro Re i figli di Sion.

 

Lodino il suo nome con danze, *

con timpani e cetre gli cantino inni.

Il Signore ama il suo popolo, *

incorona gli umili di vittoria.

 

Esultino i fedeli nella gloria, *

sorgano lieti dai loro giacigli.

Le lodi di Dio sulla loro bocca *

e la spada a due tagli nelle loro mani,

 

per compiere la vendetta tra i popoli *

e punire le genti;

per stringere in catene i loro capi, *

i loro nobili in ceppi di ferro;

 

per eseguire su di essi *

il giudizio già scritto:

questa è la gloria *

per tutti i suoi fedeli.

 

Gloria al Padre e al Figlio, *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Alleluia, il Signore è risorto,

come aveva predetto, alleluia.

 

Lettura Breve   Rm 8, 10-11

Se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustificazione. E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.

 

Invece del Responsorio Breve si dice l'antifona:

Questo è il giorno, che ha fatto il Signore,

alleluia:

rallegriamoci ed esultiamo,

alleluia.

 

Antifona al Benedictus

Gesù compare in mezzo ai suoi discepoli e dice:

Pace a voi, alleluia.

 

CANTICO DI ZACCARIA   Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

 

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

 

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

 

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

 

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

 

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

 

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

 

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

 

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

 

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *

per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

 

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell'ombra della morte

 

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Benedictus

Gesù compare in mezzo ai suoi discepoli e dice:

Pace a voi, alleluia.

 

Invocazioni

Cristo risorto è sempre presente nella sua Chiesa.

Uniti nella lode del mattino rivolgiamo a lui la nostra supplica:

Resta con noi, Signore.

 

Signore Gesù, vincitore del peccato e della morte,

- fa' ardere il nostro cuore con la tua presenza e la tua parola.

 

Vieni a noi con la tua potenza invincibile,

- e fa' sentire ai nostri spiriti la bontà infinita di Dio.

 

Tu che sei la fonte della nostra pace,

- salva il mondo dalla violenza e dalla discordia.

 

Ritempra la nostra fede nella vittoria finale,

- e confermaci nell'attesa della beata speranza e della gloria.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

O Dio, che da ogni parte della terra hai riunito i popoli per lodare il tuo nome, concedi che tutti i tuoi figli, nati a nuova vita nelle acque del battesimo e animati dall'unica fede, esprimano nelle opere l'unico amore. Per il nostro Signore.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

 

ORA MEDIA

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia. 

 

Inno

Glorioso e potente Signore,

che alterni i ritmi del tempo,

irradi di luce il mattino

e accendi di fuochi il meriggio,

 

tu placa le tristi contese,

estingui la fiamma dell'ira,

infondi vigore alle membra,

ai cuori concedi la pace.

 

Sia gloria al Padre ed al Figlio,

sia onore al Santo Spirito,

all'unico e trino Signore

sia lode nei secoli eterni. Amen.

 

Oppure:

L'ora sesta c'invita

al servizio divino:

inneggiamo al Signore

con fervore di spirito.

 

In quest'ora sul Golgota,

vero agnello pasquale,

Cristo paga il riscatto

per la nostra salvezza.

 

Dinanzi alla sua gloria

anche il sole si oscura:

risplenda la sua grazia

nell'intimo dei cuori.

 

Sia lode al Padre e al Figlio,

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

Oppure:

Veníte, servi, súpplices,

et mente et ore extóllite

dignis beátum láudibus

nomen Dei cum cántico.

 

Hoc namque tempus illud est

quo sæculórum iúdicem

iniústa morti trádidit

mortálium senténtia.

 

Et nos amóre débito,

timóre iusto súbditi,

advérsus omnes ímpetus

quos sævus hostis íncutit,

 

Unum rogémus et Patrem

Deum regémque Fílium

simúlque Sanctum Spíritum,

in Trinitáte Dóminum. Amen.

 

Antifona

Cristo, dato alla morte per i nostri peccati,

è risorto, per renderci giusti, alleluia.

 

SALMO 118, 17-24   III (Ghimel)

Sii buono con il tuo servo e avrò la vita, *

custodirò la tua parola.

Aprimi gli occhi perché io veda, *

le meraviglie della tua legge.

 

Io sono straniero sulla terra, *

non nascondermi i tuoi comandi.

Io mi consumo nel desiderio dei tuoi precetti *

in ogni tempo.

 

Tu minacci gli orgogliosi; *

maledetto chi devia dai tuoi decreti.

Allontana da me vergogna e disprezzo, *

perché ho osservato le tue leggi.

 

Siedono i potenti, mi calunniano, *

ma il tuo servo medita i tuoi decreti.

Anche i tuoi ordini sono la mia gioia, *

miei consiglieri i tuoi precetti.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 29, 2-6  (I)  

Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato *

e su di me non hai lasciato esultare i nemici.

Signore Dio mio, *

a te ho gridato e mi hai guarito.

 

Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi, *

mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba.

 

Cantate inni al Signore, o suoi fedeli, *

rendete grazie al suo santo nome,

perché la sua collera dura un istante, *

la sua bontà per tutta la vita.

 

Alla sera sopraggiunge il pianto *

e al mattino, ecco la gioia.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 29, 7-13  (II)  

Nella mia prosperità ho detto: *

«Nulla mi farà vacillare!».

 

Nella tua bontà, o Signore, *

mi hai posto su un monte sicuro;

ma quando hai nascosto il tuo volto, *

io sono stato turbato.

 

A te grido, Signore, *

chiedo aiuto al mio Dio.

 

Quale vantaggio dalla mia morte, *

dalla mia discesa nella tomba?

Ti potrà forse lodare la polvere *

e proclamare la tua fedeltà nell'amore?

 

Ascolta, Signore, abbi misericordia, *

Signore, vieni in mio aiuto.

 

Hai mutato il mio lamento in danza, *

la mia veste di sacco in abito di gioia,

perché io possa cantare senza posa. *

Signore, mio Dio, ti loderò per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona

Cristo, dato alla morte per i nostri peccati,

è risorto, per renderci giusti, alleluia.

 

Lettura Breve   Tt 3, 5b-7

Dio ci ha salvati mediante un lavacro di rigenerazione e di rinnovamento nello Spirito Santo, effuso da lui su di noi abbondantemente per mezzo di Gesù Cristo, salvatore nostro, perché giustificati dalla sua grazia diventassimo eredi, secondo la speranza, della vita eterna.

 

V. Questo è il giorno che ha fatto il Signore, alleluia:

R. rallegriamoci ed esultiamo, alleluia.

 

Orazione

O Dio, che da ogni parte della terra hai riunito i popoli per lodare il tuo nome, concedi che tutti i tuoi figli, nati a nuova vita nelle acque del battesimo e animati dall'unica fede, esprimano nelle opere l'unico amore. Per Cristo nostro Signore.

R. Amen.

 

Benediciamo il Signore.

R. Rendiamo grazie a Dio.

 

VESPRI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.

 

Inno

Alla cena dell'Agnello,

avvolti in bianche vesti,

attraversato il Mar Rosso,

cantiamo a Cristo Signore.

 

Il suo corpo arso d'amore

sulla mensa è pane vivo;

il suo sangue sull'altare

calice del nuovo patto.

 

In questo vespro mirabile

tornan gli antichi prodigi:

un braccio potente ci salva

dall'angelo distruttore.

 

Mite agnello immolato,

Cristo è la nostra Pasqua;

il suo corpo adorabile

è il vero pane azzimo.

 

Irradia sulla tua Chiesa

la gioia pasquale, o Signore;

unisci alla tua vittoria

i rinati nel battesimo.

 

Sia lode e onore a Cristo,

vincitore della morte,

al Padre e al Santo Spirito

ora e nei secoli eterni. Amen.

 

 

 

Oppure:

Ad cenam Agni próvidi,

stolis salútis cándidi,

post tránsitum maris Rubri

Christo canámus príncipi.

 

Cuius corpus sanctíssimum

in ara crucis tórridum,

sed et cruórem róseum

gustándo, Dei vívimus.

 

Protécti paschæ véspero

a devastánte ángelo,

de Pharaónis áspero

sumus erépti império.

 

 

Iam pascha nostrum Christus est,

agnus occísus ínnocens;

sinceritátis ázyma

qui carnem suam óbtulit.

 

O vera, digna hóstia,

per quam frangúntur tártara,

captíva plebs redímitur,

reddúntur vitæ præmia!

 

Consúrgit Christus túmulo,

victor redit de bárathro,

tyránnum trudens vínculo

et paradísum réserans.

 

Esto perénne méntibus

paschále, Iesu, gáudium

et nos renátos grátiæ

tuis triúmphis ággrega.

 

Iesu, tibi sit glória,

qui morte victa prænites,

cum Patre et almo Spíritu,

in sempitérna sæcula. Amen.

 

 

1^ Antifona

Maria Maddalena e l'altra Maria

vanno alla tomba,

per onorare il corpo sepolto,

ma non trovano il Signore, alleluia.

 

SALMO 109, 1-5. 7   Il Messia, re e sacerdote

Bisogna che egli regni finché non abbia posto tutti i suoi nemici sotto i suoi piedi  (1 Cor 15, 25).

 

Oracolo del Signore al mio Signore: *

«Siedi alla mia destra,

finché io ponga i tuoi nemici *

a sgabello dei tuoi piedi».

 

Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: *

«Domina in mezzo ai tuoi nemici.

 

A te il principato nel giorno della tua potenza *

tra santi splendori;

dal seno dell'aurora, *

come rugiada, io ti ho generato».

 

Il Signore ha giurato e non si pente: *

«Tu sei sacerdote per sempre

al modo di Melchisedek».

 

Il Signore è alla tua destra, *

annienterà i re nel giorno della sua ira.

Lungo il cammino si disseta al torrente *

e solleva alta la testa.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Maria Maddalena e l'altra Maria

vanno alla tomba,

per onorare il corpo sepolto,

ma non trovano il Signore, alleluia.

 

2^ Antifona

Venite, vedete

dove era deposto il Signore, alleluia.

 

SALMO 113 A   Meraviglie dell'esodo dall'Egitto

Quanti avete rinunziato al mondo del male, avete compiuto anche voi il vostro esodo (cfr. sant'Agostino).

 

Quando Israele uscì dall'Egitto, *

la casa di Giacobbe da un popolo barbaro,

Giuda divenne il suo santuario, *

Israele il suo dominio.

 

Il mare vide e si ritrasse, *

il Giordano si volse indietro,

i monti saltellarono come arieti, *

le colline come agnelli di un gregge.

 

Che hai tu, mare, per fuggire, *

e tu, Giordano, perché torni indietro?

Perché voi monti saltellate come arieti *

e voi colline come agnelli di un gregge?

 

Trema, o terra, davanti al Signore, *

davanti al Dio di Giacobbe,

che muta la rupe in un lago, *

la roccia in sorgenti d'acqua.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Venite, vedete

dove era deposto il Signore, alleluia.

 

3^ Antifona

Dice il Signore: Non temete;

annunziate ai miei fratelli

di tornare in Galilea:

là mi vedranno, alleluia.

 

CANTICO Ap 19, 1-7   Le nozze dell'Agnello

Alleluia

Salvezza, gloria e potenza sono del nostro Dio; *

veri e giusti sono i suoi giudizi.

 

Alleluia

Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servi, *

voi che lo temete, piccoli e grandi.

 

Alleluia

Ha preso possesso del suo regno il Signore, *

il nostro Dio, l'Onnipotente.

 

Alleluia

Rallegriamoci ed esultiamo, *

rendiamo a lui gloria.

 

Alleluia

Sono giunte le nozze dell'Agnello; *

la sua sposa è pronta.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Dice il Signore: Non temete;

annunziate ai miei fratelli

di tornare in Galilea:

là mi vedranno, alleluia.

 

Lettura breve   1 Pt 3, 18. 22

Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito.

Egli è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.

 

Invece del Responsorio Breve si dice l'antifona:

Questo è il giorno, che ha fatto il Signore,

alleluia:

rallegriamoci ed esultiamo,

alleluia.

 

Antifona al Magnificat

Guardate le mie mani,

guardate i miei piedi:

sono io, il Signore, alleluia.

 

CANTICO DELLA BEATA VERGINE (Lc 1, 46-55)

Esultanza dell'anima nel Signore

 

L'anima mia magnifica il Signore *

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *

e Santo è il suo nome:

 

di generazione in generazione la sua misericordia *

si stende su quelli che lo temono.

 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;

 

ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

 

Ha soccorso Israele, suo servo, *

ricordandosi della sua misericordia,

 

come aveva promesso ai nostri padri, *

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Magnificat

Guardate le mie mani,

guardate i miei piedi:

sono io, il Signore, alleluia.

 

Intercessioni

Pieni di fede preghiamo Cristo, primizia di coloro che risorgono dai morti:

Cristo che sei risuscitato dai morti, ascoltaci.

 

Signore, ricordati della tua Chiesa santa edificata sul fondamento degli apostoli e diffusa nel mondo intero,

- benedici tutti coloro che invocano il tuo nome.

 

Tu che sei medico dei corpi e delle anime,

- salvaci con la forza del tuo amore.

 

Solleva e conforta i malati,

- liberali da tutte le loro sofferenze.

 

Aiuta coloro che sono affaticati e oppressi,

- soccorri i poveri e i sofferenti.

 

Tu che con la morte e la risurrezione hai aperto la via dell'immortalità,

- ricevi nella tua pace i morti a causa della violenza e dell'odio.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

O Dio, che da ogni parte della terra hai riunito i popoli per lodare il tuo nome, concedi che tutti i tuoi figli, nati a nuova vita nelle acque del battesimo e animati dall'unica fede, esprimano nelle opere l'unico amore. Per il nostro Signore.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

 

COMPIETA

V O Dio, vieni a salvarmi.

R Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amen. (T. P. Alleluia).

 

ESAME DI COSCIENZA

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

R Amen.

 

INNO: uno dei seguenti a scelta.

 

Gesù, luce da luce,

sole senza tramonto,

tu rischiari le tenebre

nella notte del mondo.

 

In te, santo Signore,

noi cerchiamo il riposo

dall'umana fatica,

al termine del giorno.

 

Se i nostri occhi si chiudono,

veglia in te il nostro cuore;

la tua mano protegga

coloro che in te sperano.

 

Difendi, o Salvatore,

dalle insidie del male

i figli che hai redenti

col tuo sangue prezioso.

 

A te sia gloria, o Cristo,

nato da Maria vergine,

al Padre e allo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Oppure:

 

Al termine del giorno,

o sommo Creatore,

veglia sul nostro riposo

con amore di Padre.

 

Dona salute al corpo

e fervore allo spirito,

la tua luce rischiari

le ombre della notte.

 

Nel sonno delle membra

resti fedele il cuore,

e al ritorno dell'alba

intoni la tua lode.

 

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

 

 

 

 

 

 

Ant.  Alleluia, alleluia, alleluia.

 

SALMO 90  Beato chi si pone sotto la protezione dell'Altissimo

Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni (Lc 10,19).

 

Tu che abiti al riparo dell'Altissimo *

e dimori all'ombra dell'Onnipotente,

di' al Signore: « Mio rifugio e mia fortezza, *

mio Dio, in cui confido ».

 

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, *

dalla peste che distrugge.

Ti coprirà con le sue penne, *

sotto le sue ali troverai rifugio.

 

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; *

non temerai i terrori della notte,

 

né la freccia che vola di giorno, †

la peste che vaga nelle tenebre, *

lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

 

Mille cadranno al tuo fianco †

e diecimila alla tua destra; *

ma nulla ti potrà colpire.

 

Solo che tu guardi, con i tuoi occhi *

vedrai il castigo degli empi.

Poiché tuo rifugio è il Signore *

e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,

 

non ti potrà colpire la sventura, *

nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

Egli darà ordine ai suoi angeli *

di custodirti in tutti i tuoi passi.

 

Sulle loro mani ti porteranno *

perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

 

Camminerai su aspidi e vipere, *

schiaccerai leoni e draghi.

 

Lo salverò, perché a me si è affidato; *

lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

 

Mi invocherà e gli darò risposta; †

presso di lui sarò nella sventura, *

lo salverò e lo renderò glorioso.

 

Lo sazierò di lunghi giorni *

e gli mostrerò la mia salvezza.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant.  Alleluia, alleluia, alleluia.

 

LETTURA BREVE    Ap 22,4-5

Gli eletti vedranno la faccia del Signore e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, (Is 60, 20), perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli (Dn 7, 18. 27).

 

Ant.  Questo è il giorno che ha fatto il Signore,

         alleluia:

         rallegriamoci ed esultiamo,

         alleluia.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace (T. P. alleluia).

 

CANTICO di SIMEONE   Lc 2,29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

 

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

 

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

 

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace (T. P. alleluia).

 

ORAZIONE

Salga a te, o Padre, la nostra preghiera al termine di questo giorno memoriale della risurrezione del Signore: la tua grazia ci conceda di riposare in pace sicuri da ogni male, e di risvegliarci nella gioia, per cantare la tua lode. Per Cristo nostro Signore.

 

BENEDIZIONE FINALE

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.

R Amen.

 


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