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SANTO DEL GIORNO |
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San Gregorio Nazianzeno Vescovo
e dottore della Chiesa
Nazianzo, attuale Nemisi in Turchia,
330 – 25 gennaio 389/390
Il calendario liturgico latino fa oggi
memoria di due Padri e Dottori della Chiesa, San Basilio
Magno e San Gregorio Nazianzeno, intimi amici, che
parteciparono alla medesima ansia di santità, ebbero
un'analoga formazione culturale e nutrirono entrambi
l'aspirazione alla vita monastica.
La presente scheda agiografica vuole
soffermarsi in particolar modo sul secondo, San Gregorio.
Questi fa parte del celebre manipolo dei “luminari di
Cappadocia” insieme con Sant'Anfìlochio d'Iconio, suo
cugino, San Basilio Magno e San Gregorio di Nissa, fratello
di quest'ultimo. Gregorio “Nazianzeno” nacque verso il 330
ad Arianzo, borgata nei pressi di Nazianzo, dal cui nome
deriva il celebre appellativo del santo. Fu consacrato a Dio
sin dalla più tenera infanzia dalla sua piissima madre,
Santa Nonna, ed entrambi i genitori gli impartirono
un'ottima educazione. Fu inviato a scuola presso Cesarea di
Palestina, poi ad Alessandria d'Egitto ed infine ad Atene,
dove legò un'intima amicizia con il suo conterraneo San
Basilio Magno.
Gregorio rimase per dieci anni nella
capitale ellenica, allora centro della cultura pagana, dove
pare diede anche lezioni di eloquenza. Fece ritorno verso il
359 in Cappadocia e ricevette il battesimo, come
consuetudine a quel tempo, all'età di trent'anni. Da quel
giorno divise i suoi giorni tra l'ascesi e lo studio in
compagnia dell'amico Basilio nella solitudine della valle
dell'Iris, presso Neocesarea. Ben presto però, in seguito
alle numerose richieste dei fedeli, fu suo malgrado
richiamato per ricevere l'ordinazione presbiterale
direttamente dalle mani di suo padre, San Gregorio di
Nazianzo il Vecchio, che nel frattempo si era convertito
dalla setta giudeo-pagana degli adoratori di Zeus Hypsistos
al cristianesimo ed era stato insediato sulla sede
episcopale di Nazianzo. Turbato per la pressione subita ed
innamorato sempre più della vita solitaria, il giovane
sacerdote tornò con San Basilio nella regione del Ponto.
Dovette tuttavia accorrere nuovamente a Nazianzo per aiutare
suo padre nel governo della diocesi e domarvi uno scisma
imperversante. Il vecchio pastore aveva sottoscritto, per
debolezza o per inavvertenza, la formula semiariana coniata
dal concilio di Rimini, e parte dei fedeli si era ribellata.
San Gregorio seppe sapientemente persuadere allora suo padre
a fare una solenne professione di fede cattolica, facendo
così rifiorire la calma e la concordia.
Nel 371, in seguito alla divisione
della Cappadocia in due province ecclesiastiche, San
Basilio, volendo creare un nuovo vescovado a Sàsima per
opporsi alle intrusioni di Antimo, arcivescovo di Tiana,
capitale della Seconda Cappadocia, fece appello al suo amico
nominandolo a tale sede. Questo triste borgo, polveroso e
chiassoso, edificato attorno ad una stazione postale sulla
via di Cilicia, non poteva certo essere l'ambiente adatto
per una vita da filosofo e da teologo. San Gregorio, dopo
essersi lasciato imporre le mani di malavoglia, anziché
prendere possesso della sua diocesi, fuggì segretamente
nella solitudine. Fece poi ritorno a Nazianzo soltanto in
seguito alle suppliche del vecchio padre, che in età
avanzata non riusciva più a portare tutto il peso della sua
carica. Quando nel 374 morì, col cuore affranto e la salute
malferma il figlio si rifugiò non appena possibile nel
monastero di Santa Teda, a Seleucia, nell'Isauria.
Era però volontà divina che non potesse
nuovamente godere del sospirato riposo. All'inizio del 379,
infatti, i cattolici di Costantinopoli, ai quali
l'imperatore Valente aveva sottratto tutte le chiese,
approfittarono dell'avvento al trono di San Teodosio I il
Grande per convincerlo a ristabilire la fede nicena nella
capitale dell'oriente, nominando Gregorio quale nuovo
patriarca, con il naturale appoggio dell'amico San Basilio.
A Gregorio non restò che accettare di trasferirsi nella
metropoli constantinopolitana, ove aprì nella casa di un suo
parente una cappella che denominò “Anàstasis” (cioè
Risurrezione) e con la sua eloquenza riuscì a raccogliere
attorno a sé i pochi ortodossi superstiti e senza pastore.
Ebbe così occasione di pronunciare le sue più celebri
omelie, i cinque Discorsi sulla Trinità che gli valsero la
fama di teologo. Accorse dalla Siria ad ascoltare le sue
parole perfino San Girolamo, che divenne suo discepolo.
Il compito del nuovo pastore si rivelò
presto assai difficoltoso, non solo a causa degli ariani, ma
ancor di più quando un certo Massimo, figura equivoca di
filosofo cinico e di asceta, forte dell'appoggio di Pietro,
vescovo di Alessandria, tentò di farsi proclamare vescovo di
Costantinopoli. Tra cotante insidie e violenze, tra cui il
rischio di lapidazione, San Gregorio avrebbe preferito
ancora una volta tornare a vita solitaria, se non fosse
stato tormentato dal bizzarro pensiero che “insieme con lui
sarebbe partita da Costantinopoli anche la Trinità”. Nel
mese di novembre del 380, con l'ingresso dell'imperatore
Teodosio nella capitale, le chiese furono finalmente
sottratte agli ariani e riconsegnate ai legittimi detentori.
San Gregorio, dietro all'imperatore e
scortato dall'esercito, fu condotto in processione nella
celeberrima cattedrale di Santa Sofia ed acclamato dal clero
e dal popolo vescovo della città. Il saggio pastore non si
accontentò però di quella intronizzazione e preferì farsi
anche riconoscere nel maggio 381 dal V concilio ecumenico
aperto a Costantinopoli sotto la presidenza di Melezio,
vescovo di Antiochia. Questi però morì e Gregorio fu
chiamato a presiedere l'assemblea al suo posto. Propose
allora di nominare a successore del defunto nella sede
antiochiena Paolino, che era stato vescovo di quella città
durante lo scisma, ma i meleziani, che formavano la
maggioranza, gli contrapposero Flaviano. Quando poi al
concilio giunsero i vescovi egiziani e macedoni, presero a
contestare l'elezione di Gregorio, perché in qualità di
vescovo di Sàsima, in forza del canone di Antiochia, non
avrebbe potuto essere trasferito ad altra sede. Il santo
patriarca, che in realtà non aveva mai preso possesso della
diocesi suddetta, amareggiato da tante ambizioni e intrighi,
con pronta decisione rinunciò alla chiesa di Costantinopoli
che governava da appena un biennio, stanco dei “più giovani
che cinguettavano come uno stormo di gazze e si accanivano
come uno sciame di vespe”, mentre “i vecchi si guardavano
bene dal moderare gli altri”. Si ritirò allora nuovamente
nella nativa Nazianzo, che nel frattempo era rimasta priva
di pastore, ed amministro tale Chiesa locale per altri due
anni, quando riuscì a far eleggere in sua sostituzione a
vescovo della diocesi suo cugino Eulalio. Fatto ciò, si
ritirò nella sua proprietà di Arianzo, dove morì il 25
gennaio del 389 o del 390, dopo sei anni dedicati alla
contemplazione ed a studi ininterrotti.
San Gregorio, di costituzione debole e
di delicata sensibilità, nella sua vita non fu mai un uomo
d'azione, quanto piuttosto di meditazione, e neppure un
teologo speculativo, semmai un mistico. E' unanimemente
considerato un buon testimone della tradizione della Chiesa
nelle questioni trinitarie e cristologiche. Durante la sua
vita si sentì talvolta condannato piuttosto che chiamato
all'attività apostolica. Tuttavia, quando non poté fuggire
dall'azione, si dedicò sempre al bene delle anime affidate
alla sua cura con grandissimo senso di responsabilità.
Oratore perfetto, fu a buon ragione soprannominato il
“Demostene cristiano”. Ci sono pervenuti ben 45 suoi
discorsi, 244 lettere e molte poesie teologiche e storiche,
scritte in una lingua ricca, armoniosa e pura.
San Gregorio Nazianzeno è commemorato
dal Martyrologium Romanum al 25 gennaio, anniversario della
sua nascita al cielo, mentre il giorno seguente si celebre
la sua memoria liturgica comunemente con il suo amico San
Basilio Magno.
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LETTURE DELLA
SANTA MESSA |
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PRIMA LETTURA
1 Gv 2, 22-28
Dalla prima lettera di san Giovanni
apostolo.
Figlioli, chi è il bugiardo se non
colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui
che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non
possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel
Figlio possiede anche il Padre.
Quanto a voi, quello che avete udito da
principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete
udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel
Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita
eterna.
Questo vi ho scritto riguardo a coloro
che cercano di ingannarvi. E quanto a voi, l’unzione che
avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che
qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna
ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete
in lui come essa vi ha istruito.
E ora, figlioli, rimanete in lui,
perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e
non veniamo da lui svergognati alla sua venuta.
SALMO RESPONSORIALE
Sal 97
RIT: Tutta la terra ha veduto la
salvezza del Signore.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
Il Signore ha fatto conoscere la sua
salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la
sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele.
Tutti i confini della terra hanno
veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
VANGELO
Gv 1, 19-28
Dal Vangelo secondo Giovanni
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Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli
inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo:
«Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non
sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei
tu Elìa?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No»,
rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare
una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di
te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel
deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il
profeta Isaìa».
Quelli che erano stati inviati venivano
dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché
dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elìa, né il
profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua.
In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che
viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il
laccio del sandalo».
Questo avvenne in Betània, al di là del
Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
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COMMENTO |
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Voce di uno che grida nel deserto.
La voce nel deserto è il grido,
l’annuncio di un solitario che costata che le sue parole si
perdono inascoltate nelle dune. La voce che proclama una
presenza e d’intorno il silenzio muto o il chiasso dei
lontani. Accade ancora perché il frastuono è grande e
soffocano le voci autentiche, anche quelle di chi umilmente
parla nel nome del Signore.
Le voci cadono nel deserto anche quando
si ammassano le folle se queste sono affette da sordità
spirituale. Non si ascolta e non si riconoscono i profeti.
«Chi sei tu?» - chiedono a Giovanni Battista. L’identità del
profeta è riposta unicamente nella sua missione; per mandato
divino egli parla e quanto proclama va accolto con la fede.
Il profeta non parla di se, non ha un
messaggio proprio da proporre né verità personali da
scandire: parla la Parola di Dio, è un intermediario tra
cielo e terra, tra Dio e gli uomini. Il Battista ha una
missione davvero speciale: egli deve additare al mondo
l’Agnello di Dio che viene a cancellare il peccato del
mondo. Invita alla conversione, rifiuta le false
identificazioni che alcuni fanno sulla sua persona,
ribadisce che egli sta preparando la strada a colui al quale
non è degno di sciogliere il legaccio del sandalo.
Egli è il testimone del Cristo già
presente nel mondo e che sta per iniziare la sua missione.
Egli afferma che la vera adesione non
deve essere rivolta alla sua persona, ma al Messia, al
salvatore del mondo.
Ai nostri giorni non mancano profeti,
sono pochi gli ascoltatori attenti.
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LODI |
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V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Cristo, Verbo del Padre
re glorioso fra i santi,
luce e salvezza del mondo,
in te crediamo.
Cibo e bevanda di vita,
balsamo, veste, dimora,
forza, rifugio, conforto,
in te speriamo.
Illumina col tuo Spirito
l'oscura notte del male
orienta il nostro cammino
incontro al Padre. Amen.
1^ Antifona
I miei occhi precedono l'aurora, o Dio,
per meditare la tua parola.
SALMO 118, 145-152 XIX (Cof) Promessa
di osservare la legge di Dio
In questo consiste l'amore di Dio,
nell'osservare i suoi comandamenti (1 Gv 5, 3).
T'invoco con tutto il cuore, Signore,
rispondimi; *
custodirò i tuoi precetti.
Io ti chiamo, salvami, *
e seguirò i tuoi insegnamenti.
Precedo l'aurora e grido aiuto, *
spero sulla tua parola.
I miei occhi prevengono le veglie della
notte *
per meditare sulle tue promesse.
Ascolta la mia voce, secondo la tua
grazia; *
Signore, fammi vivere secondo il tuo
giudizio.
A tradimento mi assediano i miei
persecutori, *
sono lontani dalla tua legge.
Ma tu, Signore, sei vicino, *
tutti i tuoi precetti sono veri.
Da tempo conosco le tue testimonianze *
che hai stabilite per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
*
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
I miei occhi precedono l'aurora, o Dio,
per meditare la tua parola.
2^ Antifona
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli mi ha salvato.
CANTICO Es 15, 1-4a. 8-13. 17-18
Inno di vittoria per il passaggio del
Mare Rosso
Coloro che avevano vinto la bestia
cantavano il cantico di Mosè, servo di Dio (cfr. Ap 15,
2-3).
Voglio cantare in onore del Signore: †
perché ha mirabilmente trionfato, *
ha gettato in mare cavallo e cavaliere.
Mia forza e mio canto è il Signore, *
egli mi ha salvato.
E' il mio Dio e lo voglio lodare, *
è il Dio di mio padre e lo voglio
esaltare!
Dio è prode in guerra, *
si chiama Signore.
I carri del faraone e il suo esercito *
li ha gettati in mare.
Al soffio della tua ira si accumularono
le acque, †
si alzarono le onde come un argine, *
si rappresero gli abissi in fondo al
mare.
Il nemico aveva detto: *
Inseguirò, raggiungerò, spartirò il
bottino, *
se ne sazierà la mia brama, *
sfodererò la spada, li conquisterà la
mia mano!
Soffiasti con il tuo alito: li coprì il
mare, *
sprofondarono come piombo in acque
profonde.
Chi è come te fra gli dèi, *
chi è come te, maestoso in santità,
Signore?
Chi è come te tremendo nelle imprese, *
operatore di prodigi?
Stendesti la destra: *
li inghiottì la terra.
Guidasti con il tuo favore questo
popolo
che hai riscattato, *
lo conducesti con forza alla tua santa
dimora.
Lo fai entrare *
e lo pianti sul monte della tua
promessa,
luogo che per tua sede, Signore, hai
preparato, *
santuario che le tue mani, Signore,
hanno fondato.
Il Signore regna *
in eterno e per sempre!
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
*
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Mia forza e mio canto è il Signore,
egli mi ha salvato.
3^ Antifona
Lodate il Signore,
popoli tutti. †
SALMO 116 Invito a lodare Dio per il
suo amore
Questo io dico: Le nazioni pagane
glorificano Dio per la sua misericordia (cfr. Rm 15, 8. 9).
Lodate il Signore, popoli tutti, *
† voi tutte, nazioni, dategli gloria;
perché forte è il suo amore per noi *
e la fedeltà del Signore dura in
eterno.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
*
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Lodate il Signore,
popoli tutti.
Lettura Breve Sap 7, 13-14
Senza frode imparai la sapienza e senza
invidia la dono, non nascondo le sue ricchezze. Essa è un
tesoro inesauribile per gli uomini; quanti se lo procurano
si attirano l'amicizia di Dio, sono a lui raccomandati per i
doni del suo insegnamento.
Responsorio Breve
R. La tua Chiesa, o Dio, * canta la
sapienza dei santi.
La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza
dei santi.
V. L'assemblea ne proclama le lodi,
canta la sapienza dei santi.
Gloria al Padre e al Figlio e allo
Spirito Santo.
La tua Chiesa, o Dio, canta la sapienza
dei santi.
Antifona al Benedictus
I saggi splenderanno come il
firmamento;
i maestri di sapienza saranno come
stelle nel cielo.
CANTICO DI ZACCARIA Lc 1, 68-79
Il Messia e il suo Precursore
Benedetto il Signore Dio d'Israele, *
perché ha visitato e redento il suo
popolo,
e ha suscitato per noi una salvezza
potente *
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva promesso *
per bocca dei suoi santi profeti d'un
tempo:
salvezza dai nostri nemici, *
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai
nostri padri *
e si è ricordato della sua santa
alleanza,
del giuramento fatto ad Abramo, nostro
padre, *
di concederci, liberati dalle mani dei
nemici,
di servirlo senza timore, in santità e
giustizia *
al suo cospetto, per tutti i nostri
giorni.
E tu, bambino, sarai chiamato profeta
dell'Altissimo *
perché andrai innanzi al Signore a
preparargli le strade,
per dare al suo popolo la conoscenza
della salvezza *
nella remissione dei suoi peccati,
grazie alla bontà misericordiosa del
nostro Dio, *
per cui verrà a visitarci dall'alto un
sole che sorge,
per rischiarare quelli che stanno nelle
tenebre *
e nell'ombra della morte
e dirigere i nostri passi *
sulla via della pace.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
*
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona al Benedictus
I saggi splenderanno come il
firmamento;
i maestri di sapienza saranno come
stelle nel cielo.
Invocazioni
A Cristo, buon pastore, che ha dato la
vita per le sue pecorelle, innalziamo con fiducia la nostra
preghiera:
O Signore, guida il tuo popolo ai
pascoli della vita eterna.
Cristo, che nei santi pastori Basilio
Magno e Gregorio Nazianzeno ci hai dato un'immagine viva del
tuo amore misericordioso,
- fa' che sperimentiamo in coloro che
ci guidano la dolcezza della tua carità.
Tu, che nei tuoi vicari continui a
svolgere la missione di maestro e di pastore,
- non cessare mai di governarci tu
stesso nella persona dei tuoi ministri.
Tu, che nei santi pastori, posti al
servizio del tuo popolo, ti sei fatto medico delle anime e
dei corpi,
- fa' che non venga mai meno la tua
presenza mediante ministri santi e santificatori.
Tu, che hai animato i fedeli con la
sapienza e la carità dei santi Basilio Magno e Gregorio
Nazianzeno,
- fa' che i predicatori del Vangelo ci
aiutino a conoscerti e ad amarti come vuoi tu.
Padre nostro.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri
debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Orazione
O Dio, che hai illuminato la tua Chiesa
con l'insegnamento e l'esempio dei santi Basilio e Gregorio
Nazianzeno, donaci uno spirito umile e ardente, per
conoscere la tua verità e attuarla con un coraggioso
programma di vita. Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da
ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
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ORA MEDIA |
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V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
TERZA Inno
O Spirito Paraclito,
uno col Padre e il Figlio,
discendi a noi benigno
nell'intimo dei cuori.
Voce e mente si accordino
nel ritmo della lode,
il tuo fuoco ci unisca
in un'anima sola.
O luce di sapienza,
rivelaci il mistero
del Dio trino ed unico,
fonte d'eterno amore. Amen.
Oppure:
L'ora terza risuona
nel servizio di lode:
con cuore puro e ardente
preghiamo il Dio glorioso.
Venga su noi, Signore,
il dono dello Spirito,
che in quest'ora discese
sulla Chiesa nascente.
Si rinnovi il prodigio
di quella Pentecoste,
che rivelò alle genti
la luce del tuo regno.
Sia lode al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino e unico,
nei secoli sia gloria. Amen.
SESTA Inno
Glorioso e potente Signore,
che alterni i ritmi del tempo,
irradi di luce il mattino
e accendi di fuochi il meriggio,
tu placa le tristi contese,
estingui la fiamma dell'ira,
infondi vigore alle membra,
ai cuori concedi la pace.
Sia gloria al Padre ed al Figlio,
sia onore al Santo Spirito,
all'unico e trino Signore
sia lode nei secoli eterni. Amen
Oppure:
L'ora sesta c'invita
al servizio divino:
inneggiamo al Signore
con fervore di spirito.
In quest'ora sul Golgota,
vero agnello pasquale,
Cristo paga il riscatto
per la nostra salvezza.
Dinanzi alla sua gloria
anche il sole si oscura:
risplenda la sua grazia
nell'intimo dei cuori.
Sia lode al Padre e al Figlio,
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
NONA Inno
Signore, forza degli esseri,
Dio immutabile, eterno,
tu segni i ritmi del mondo:
i giorni, i secoli, il tempo.
Irradia di luce la sera,
fa' sorgere oltre la morte,
nello splendore dei cieli,
il giorno senza tramonto.
Sia lode al Padre altissimo,
al Figlio e al Santo Spirito,
com'era nel principio,
ora e nei secoli eterni. Amen.
Oppure:
L'ora nona ci chiama
alla lode di Dio:
adoriamo cantando
l'uno e trino Signore.
San Pietro che in quest'ora
salì al tempio a pregare,
rafforzi i nostri passi
sulla via della fede.
Uniamoci agli apostoli
nella lode perenne
e camminiamo insieme
sulle orme di Cristo.
Ascolta, Padre altissimo,
tu che regni in eterno,
con il Figlio e lo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
TERZA Antifona
Giuseppe e Maria, la madre di Gesù,
erano pieni di meraviglia
per quello che si diceva di lui.
SESTA Antifona
Maria meditava nel suo cuore
gli eventi meravigliosi del suo Figlio.
NONA Antifona
I miei occhi hanno visto la salvezza
che hai preparato di fronte a tutti i
popoli.
SALMO 118, 33-40 V (He)
Indicami, Signore, la via dei tuoi
precetti *
e la seguirò sino alla fine.
Dammi intelligenza, perché io osservi
la tua legge *
e la custodisca con tutto il cuore.
Dirigimi sul sentiero dei tuoi comandi,
*
perché in esso è la mia gioia.
Piega il mio cuore verso i tuoi
insegnamenti *
e non verso la sete del guadagno.
Distogli i miei occhi dalle cose vane,
*
fammi vivere sulla tua via.
Con il tuo servo sii fedele alla parola
*
che hai data, perché ti si tema.
Allontana l'insulto che mi sgomenta, *
poiché i tuoi giudizi sono buoni.
Ecco, desidero i tuoi comandamenti; *
per la tua giustizia fammi vivere.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
*
nei secoli dei secoli. Amen.
SALMO 33, 1-11 (I) Il Signore è la
salvezza dei giusti
Avete gustato come è buono il Signore
(1 Pt 2, 3).
Benedirò il Signore in ogni tempo, *
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore, *
ascoltino gli umili e si rallegrino.
Celebrate con me il Signore, *
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore e mi ha risposto
*
e da ogni timore mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti, *
non saranno confusi i vostri volti.
Questo povero grida e il Signore lo
ascolta, *
lo libera da tutte le sue angosce.
L'angelo del Signore si accampa *
attorno a quelli che lo temono e li
salva.
Gustate e vedete quanto è buono il
Signore; *
beato l'uomo che in lui si rifugia.
Temete il Signore, suoi santi, *
nulla manca a coloro che lo temono.
I ricchi impoveriscono e hanno fame, *
ma chi cerca il Signore non manca di
nulla.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
*
nei secoli dei secoli. Amen.
SALMO 33, 12-23 (II) Il Signore è la
salvezza dei giusti
Avete gustato come è buono il Signore
(1 Pt 2, 3).
Venite, figli, ascoltatemi; *
v'insegnerò il timore del Signore.
C'è qualcuno che desidera la vita *
e brama lunghi giorni per gustare il
bene?
Preserva la lingua dal male, *
le labbra da parole bugiarde.
Sta' lontano dal male e fa' il bene, *
cerca la pace e perseguila.
Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i
malfattori, *
per cancellarne dalla terra il ricordo.
Gridano e il Signore li ascolta, *
li salva da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore
ferito, *
egli salva gli spiriti affranti.
Molte sono le sventure del giusto, *
ma lo libera da tutte il Signore.
Preserva tutte le sue ossa, *
neppure uno sarà spezzato.
La malizia uccide l'empio *
e chi odia il giusto sarà punito.
Il Signore riscatta la vita dei suoi
servi, *
chi in lui si rifugia non sarà
condannato.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre,
*
nei secoli dei secoli. Amen.
TERZA Antifona
Giuseppe e Maria, la madre di Gesù,
erano pieni di meraviglia
per quello che si diceva di lui.
SESTA Antifona
Maria meditava nel suo cuore
gli eventi meravigliosi del suo Figlio.
NONA Antifona
I miei occhi hanno visto la salvezza
che hai preparato di fronte a tutti i
popoli.
TERZA Lettura Breve 1 Tm 1, 15
Questa parola è sicura e degna di
essere da tutti accolta: Cristo Gesù è venuto nel mondo per
salvare i peccatori.
V. Il Signore si è ricordato del suo
amore, alleluia,
R. della sua fedeltà alla casa di
Israele, alleluia.
SESTA Lettura Breve Ap 21, 23-24
La città non ha bisogno della luce del
sole, né della luce della luna perché la gloria di Dio la
illumina e la sua lampada è l'Agnello. Le nazioni
cammineranno alla sua luce e i re della terra a lei
porteranno la loro magnificenza (Is 60, 3. 5).
V. I confini della terra hanno veduto,
alleluia,
R. la salvezza del nostro Dio,
alleluia.
NONA Lettura Breve 1 Gv 1, 5
Questo è il messaggio che abbiamo udito
da lui e che ora vi annunziamo: Dio è luce e in lui non ci
sono tenebre.
V. Amore e fedeltà s'incontrano,
alleluia,
R. pace e giustizia si abbracciano,
alleluia.
Orazione
Rafforza la fede del tuo popolo,
Signore, perché creda e proclami il Cristo tuo unico Figlio,
vero Dio, eterno con te nella gloria, e vero uomo nato dalla
Vergine Madre; in questa fede confermaci nella vita presente
e guidaci alla gioia senza fine. Per il nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo il Signore.
R. Rendiamo grazie a Dio.
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VESPRO |
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V. O Dio, vieni a salvarmi.
R. Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O Gesù salvatore,
immagine del Padre,
re immortale dei secoli,
luce d'eterna luce,
speranza inestinguibile,
ascolta la preghiera.
Tu che da Maria Vergine
prendi forma mortale,
ricordati di noi!
Nel gaudio del Natale
ti salutiamo, Cristo,
redentore del mondo.
La terra, il cielo, il mare
acclamano il tuo avvento,
o Figlio dell'Altissimo.
Redenti dal tuo sangue,
adoriamo il tuo nome,
cantiamo un canto nuovo.
A te sia gloria, o Cristo,
al Padre e al Santo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
Oppure:
Christe, redémptor ómnium,
ex Patre, Patris Unice,
solus ante
princípium
natus ineffabíliter,
Tu lumen, tu splendor Patris,
tu spes perénnis
ómnium,
inténde quas fundunt
preces
tui per orbem sérvuli.
Salútis auctor, récole
quod nostri quondam córporis,
ex illibáta Virgine
nascéndo, formam
súmpseris.
Hic præsens testátur
dies,
currens per anni círculum,
quod solus a sede Patris
mundi salus
advéneris;
Hunc cælum, terra,
hunc mare,
hunc omne quod in
eis est,
auctórem advéntus
tui
laudai, exsúltans
cántico.
Nos quoque, qui sancto tuo
redémpti sumus sánguine,
ob diem natális tui
hymnum novum
concínimus.
Iesu, tibi sit glória,
qui natus es de Vírgine,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sæcula. Amen.
1^ Antifona
In virtù della parola
la vergine Maria concepisce;
sempre intatta nella sua gloria
verginale,
genera il Re dell'universo.
SALMO 118, 105-112 XIV (Num)
Promessa di osservare i comandamenti di
Dio
Questo è il mio comandamento: che vi
amiate gli uni gli altri come io vi ho amati (Gv 15, 12)
Lampada per i miei passi è la tua
parola, *
luce sul mio cammino.
Ho giurato, e lo confermo, *
di custodire i tuoi precetti di
giustizia.
Sono stanco di soffrire, Signore, *
dammi vita secondo la tua parola.
Signore, gradisci le offerte delle mie
labbra, *
insegnami i tuoi giudizi.
La mia vita è sempre in pericolo, *
ma non dimentico la tua legge.
Gli empi mi hanno teso i loro lacci, *
ma non ho deviato dai tuoi precetti.
Mia eredità per sempre sono i tuoi
insegnamenti, *
sono essi la gioia del mio cuore.
Ho piegato il mio cuore ai tuoi
comandamenti, *
in essi è la mia ricompensa per sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
1^ Antifona
In virtù della parola
la vergine Maria concepisce;
sempre intatta nella sua gloria
verginale,
genera il Re dell'universo.
2^ Antifona
Rallegratevi con Gerusalemme:
su di lei il Signore ha riversato,
come un fiume, la pace.
SALMO 15 Il Signore è mia eredità
Dio ha resuscitato Gesù, sciogliendolo
dalle angosce della morte (At 2, 24).
Proteggimi, o Dio: *
in te mi rifugio.
Ho detto a Dio: «Sei tu il mio Signore,
*
senza di te non ho alcun bene».
Per i santi, che sono sulla terra,
uomini nobili, *
è tutto il mio amore.
Si affrettino altri a costruire idoli:
†
io non spanderò le loro libazioni di
sangue, *
né pronunzierò con le mie labbra i loro
nomi.
Il Signore è mia parte di eredità e mio
calice: *
nelle tue mani è la mia vita.
Per me la sorte è caduta su luoghi
deliziosi, *
la mia eredità è magnifica.
Benedico il Signore che mi ha dato
consiglio; *
anche di notte il mio cuore mi
istruisce.
Io pongo sempre innanzi a me il
Signore, *
sta alla mia destra, non posso
vacillare.
Di questo gioisce il mio cuore, †
esulta la mia anima; *
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita nel
sepolcro, *
né lascerai che il tuo santo veda la
corruzione.
Mi indicherai il sentiero della vita, †
gioia piena nella tua presenza, *
dolcezza senza fine alla tua destra.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Rallegratevi con Gerusalemme:
su di lei il Signore ha riversato,
come un fiume, la pace.
3^ Antifona
Per noi è nato nel tempo
colui che era nel principio,
Dio da Dio, luce da luce.
CANTICO Fil 2, 6-11 Cristo servo di
Dio
Cristo Gesù, pur essendo di natura
divina, *
non considerò un tesoro geloso
la sua uguaglianza con Dio;
ma spogliò se stesso, †
assumendo la condizione di servo *
e divenendo simile agli uomini;
apparso in forma umana, umiliò se
stesso †
facendosi obbediente fino alla morte *
e alla morte di croce.
Per questo Dio l'ha esaltato *
e gli ha dato il nome
che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio
si pieghi †
nei cieli, sulla terra *
e sotto terra;
e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, *
a gloria di Dio Padre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era principio e ora e sempre *
nei secoli dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Per noi è nato nel tempo
colui che era nel principio,
Dio da Dio, luce da luce.
Lettura Breve 1 Gv 5, 20
Sappiamo che il Figlio di Dio è venuto
e ci ha dato l'intelligenza per conoscere il vero Dio. E noi
siamo nel vero Dio e nel Figlio suo Gesù Cristo: egli è il
vero Dio e la vita eterna.
Responsorio Breve
R. Il Verbo di Dio si è fatto carne *
alleluia, alleluia.
Il Verbo di Dio si è fatto carne,
alleluia, alleluia.
V. E' venuto ad abitare in mezzo a noi.
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo
Spirito Santo.
Il Verbo di Dio si è fatto carne,
alleluia, alleluia.
Antifona al Magnificat
Nel seno della Vergine
entra la grazia del cielo:
il grembo di una donna
porta il divino mistero.
CANTICO DELLA BEATA VERGINE (Lc 1,
46-55)
Esultanza dell'anima nel Signore
L'anima mia magnifica il Signore *
e il mio spirito esulta in Dio, mio
salvatore,
perché ha guardato l'umiltà della sua
serva. *
D'ora in poi tutte le generazioni mi
chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto in me
l'Onnipotente *
e Santo è il suo nome:
di generazione in generazione la sua
misericordia *
si stende su quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
*
ha disperso i superbi nei pensieri del
loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni, *
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati, *
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e alla sua discendenza, per
sempre.
Gloria al Padre e al Figlio *
e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
*
nei secoli dei secoli. Amen.
Antifona al Magnificat
Nel seno della Vergine
entra la grazia del cielo:
il grembo di una donna
porta il divino mistero.
Intercessioni
Adoriamo Cristo, che umiliò se stesso,
assumendo la condizione di servo, e divenne simile a noi in
tutto, fuorché nel peccato. A lui s'innalzi la nostra
preghiera:
Per il mistero della tua nascita,
salvaci, o Signore.
Tu, che, entrando nella storia, hai
aperto la nuova era predetta dai profeti,
- fa' che la Chiesa rifiorisca in
giovinezza perenne.
Hai voluto rivestire la nostra
condizione mortale,
- sii luce ai ciechi, vigore ai deboli,
conforto ai sofferenti.
Sei nato nell'umiltà del presepe,
- guarda ai poveri del mondo e dona
loro prosperità e pace.
Hai portato agli uomini il lieto
annunzio della salvezza,
- fa' risplendere agli occhi dei
morenti la speranza della nuova nascita nel tuo regno.
Sei disceso sulla terra per farci
salire al cielo,
- riunisci con te nella gloria i nostri
fratelli defunti.
Padre nostro.
Padre nostro, che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri
debitori,
e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Orazione
O Dio onnipotente ed eterno, luce dei
credenti, riempi della tua gloria il mondo intero, e
rivélati a tutti i popoli nello splendore della tua verità.
Per il nostro Signore.
Il Signore ci benedica, ci preservi da
ogni male e ci conduca alla vita eterna.
R. Amen.
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COMPIETA |
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V O Dio, vieni a salvarmi.
R Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
ESAME DI COSCIENZA
Confesso a Dio onnipotente e a voi,
fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e
omissioni, per mia colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E
supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi
e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.
Dio onnipotente abbia misericordia di
noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
R Amen.
INNO: uno dei seguenti a scelta.
Al termine del giorno,
o sommo Creatore,
veglia sul nostro riposo
con amore di Padre.
Dona salute al corpo
e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari
le ombre della notte.
Nel sonno delle membra
resti fedele il cuore,
e al ritorno dell'alba
intoni la tua lode.
Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.
Oppure:
Gesù, luce da luce,
sole senza tramonto,
tu rischiari le tenebre
nella notte del mondo.
In te, santo Signore,
noi cerchiamo il riposo
dall'umana fatica,
al termine del giorno.
Se i nostri occhi si chiudono,
veglia in te il nostro cuore;
la tua mano protegga
coloro che in te sperano.
Difendi, o Salvatore,
dalle insidie del male
i figli che hai redenti
col tuo sangue prezioso.
A te sia gloria, o Cristo,
nato da Maria vergine,
al Padre e allo Spirito
nei secoli dei secoli. Amen.
1 Ant. Pietà di me, Signore:
ascolta la mia preghiera.
Oppure:
In te confido, Signore,
e in pace mi addormento.
SALMO 4 Rendimento di grazie
E Dio che disse: "Rifulga la luce dalle
tenebre", rifulse nei nostri cuori per far risplendere la
conoscenza della gloria divina, che rifulge sul volto di
Cristo (2Cor 4,6).
Quando ti invoco, rispondimi, Dio, mia
giustizia: †
dalle angosce mi hai liberato; *
pietà di me, ascolta la mia preghiera.
Fino a quando, o uomini, sarete duri di
cuore? *
Perché amate cose vane e cercate la
menzogna?
Sappiate che il Signore fa prodigi per
il suo fedele: *
il Signore mi ascolta quando lo invoco.
Tremate e non peccate, *
sul vostro giaciglio riflettete e
placatevi.
Offrite sacrifici di giustizia *
e confidate nel Signore.
Molti dicono: « Chi ci farà vedere il
bene? » . *
Risplenda su di noi, Signore, la luce
del tuo volto.
Hai messo più gioia nel mio cuore *
di quando abbondano vino e frumento.
In pace mi corico e subito mi
addormento: *
tu solo, Signore, al sicuro mi fai
riposare.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
1 Ant. Pietà di me, Signore:
ascolta la mia preghiera.
Oppure:
In te confido, Signore,
e in pace mi addormento.
2 Ant. Nella notte, benedite il
Signore.
SALMO 133 Orazione notturna nel tempio
Lodate il nostro Dio, voi suoi servi,
voi che lo temete, piccoli e grandi (Ap 19,5).
Ecco, benedite il Signore, *
voi tutti, servi del Signore;
voi che state nella casa del Signore *
durante le notti.
Alzate le mani verso il tempio *
e benedite il Signore.
Da Sion ti benedica il Signore, *
che ha fatto cielo e terra.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
2 Ant. Nella notte, benedite il
Signore.
LETTURA BREVE Dt 6,4-7
Ascolta, Israele: il Signore è il
nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo
Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le
forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel
cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai
seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti
coricherai e quando ti alzerai.
RESPONSORIO BREVE
R. Signore, * nelle tue mani affido il
mio spirito.
Signore, nelle tue mani affido il mio
spirito.
V. Dio di verità, tu mi hai redento:
nelle tue mani affido il mio spirito.
Gloria al Padre e al Figlio e allo
Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio
spirito.
Ant. Nella veglia salvaci, Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace.
CANTICO di SIMEONE Lc 2,29-32
Cristo, luce delle genti e gloria di
Israele
Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
*
vada in pace secondo la tua parola;
perché i miei occhi han visto la tua
salvezza *
preparata da te davanti a tutti i
popoli,
luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.
Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo. *
Come era nel principio, e ora e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Ant. Nella veglia salvaci, Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace.
ORAZIONE
Veglia su di noi in questa notte, o
Signore: la tua mano ci ridesti al nuovo giorno perché
possiamo celebrare con gioia la risurrezione del tuo Figlio,
che vive e regna nei secoli dei secoli.
Oppure, nelle solennità che ricorrono
fuori della domenica:
Visita, o Padre, la nostra casa e tieni
lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a
custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre
con noi. Per Cristo nostro Signore.
BENEDIZIONE FINALE
Il Signore ci conceda una notte serena
e un riposo tranquillo.
R Amen. |
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