01 aprile 2010

GIOVEDI' SANTO

Letture e liturgia delle ore

 

Indice

Santo del giorno

Letture della S. Messa

Commento

Liturgia delle ore - Lodi

Liturgia delle ore - Ora Media

Liturgia delle ore - Vespro

Liturgia delle ore - Compieta

 

SANTO DEL GIORNO

Giovedì Santo - Cena del Signore

Il giorno del Giovedì Santo è riservato a due distinte celebrazioni liturgiche, al mattino nelle Cattedrali, il vescovo con solenne cerimonia consacra il sacro crisma, cioè l’olio benedetto da usare per tutto l’anno per i Sacramenti del Battesimo, Cresima e Ordine Sacro e gli altri tre oli usati per il Battesimo, Unzione degli Infermi e per ungere i Catecumeni.

A tale cerimonia partecipano i sacerdoti e i diaconi, che si radunano attorno al loro vescovo, quale visibile conferma della Chiesa e del sacerdozio fondato da Cristo; accingendosi a partecipare poi nelle singole chiese e parrocchie, con la liturgia propria, alla celebrazione delle ultime fasi della vita di Gesù con la Passione, morte e Resurrezione.

Nel tardo pomeriggio c’è la celebrazione della Messa in “Cena Domini”, cioè la ‘Cena del Signore’. Non è una cena qualsiasi, è l’Ultima Cena che Gesù tenne insieme ai suoi Apostoli, importantissima per le sue parole e per gli atti scaturiti; tutti e quattro i Vangeli riferiscono che Gesù, avvicinandosi la festa degli ‘Azzimi’, chiamata Pasqua ebraica, mandò alcuni discepoli a preparare la tavola per la rituale cena, in casa di un loro seguace.

La Pasqua è la più solenne festa ebraica e viene celebrata con un preciso rituale, che rievoca le meraviglie compiute da Dio nella liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana (Esodo 12); e la sua celebrazione si protrae dal 14 al 21 del mese di Nisan (marzo-aprile).

In quella notte si consuma l’agnello, precedentemente sgozzato, durante un pasto (la ‘cena pasquale’) di cui è stabilito ogni gesto; in tale periodo è permesso mangiare solo pane senza lievito (in greco, azymos), da cui il termine ‘Azzimi’.

Gesù con gli Apostoli non mangiarono solo secondo le tradizioni, ma il Maestro per l’ultima volta aveva con sé tutti i dodici discepoli da lui scelti e a loro parlò molto, con parole che erano di commiato, di profezia, di direttiva, di promessa, di consacrazione.

Il Vangelo di Giovanni, il più giovane degli Apostoli, racconta che avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine, e mentre il diavolo già aveva messo nel cuore di Giuda Iscariota, il seme del tradimento, Gesù si alzò da tavola, depose le vesti e preso un asciugatoio se lo cinse attorno alla vita, versò dell’acqua nel catino e con un gesto inaudito, perché riservato agli schiavi ed ai servi, si mise a lavare i piedi degli Apostoli, asciugandoli poi con l’asciugatoio di cui era cinto.

Si ricorda che a quell’epoca si camminava a piedi su strade polverose e fangose, magari sporche di escrementi di animali, che rendevano i piedi, calzati da soli sandali, in condizioni immaginabili a fine giornata. La lavanda dei piedi era una caratteristica dell’ospitalità nel mondo antico, era un dovere dello schiavo verso il padrone, della moglie verso il marito, del figlio verso il padre e veniva effettuata con un catino apposito e con un “lention” (asciugatoio) che alla fine era divenuto una specie di divisa di chi serviva a tavola.

Quando fu il turno di Simon Pietro, questi si oppose al gesto di Gesù: “Signore tu lavi i piedi a me?” e Gesù rispose: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai dopo”; allora Pietro che non comprendeva il simbolismo e l’esempio di tale atto, insisté: “Non mi laverai mai i piedi”. Allora Gesù rispose di nuovo: “Se non ti laverò, non avrai parte con me” e allora Pietro con la sua solita impulsività rispose: “Signore, non solo i piedi, ma anche le mani e il capo!”.

Questa lavanda è una delle più grandi lezioni che Gesù dà ai suoi discepoli, perché dovranno seguirlo sulla via della generosità totale nel donarsi, non solo verso le abituali figure, fino allora preminenti del padrone, del marito, del padre, ma anche verso tutti i fratelli nell’umanità, anche se considerati inferiori nei propri confronti.

Dopo la lavanda Gesù si rivestì e tornò a sedere fra i dodici apostoli e instaurò con loro un colloquio di alta suggestione, accennando varie volte al tradimento che avverrà da parte di uno di loro, facendo scendere un velo di tristezza e incredulità in quel rituale convivio.

“In verità, in verità vi dico: uno di voi mi tradirà”, gli Apostoli erano sgomenti e in varie tonalità gli domandarono chi fosse, lo stesso Giovanni il discepolo prediletto, poggiandosi con il capo sul suo petto, in un gesto di confidenza, domandò: “Signore, chi è?”. E Gesù commosso rispose: “È colui per il quale intingerò un boccone e glielo darò” e intinto un boccone lo porse a Giuda Iscariota, dicendogli: “quello che devi fare, fallo al più presto”; fra lo stupore dei presenti che continuarono a non capire, mentre Giuda, preso il boccone si alzò, ed uscì nell’oscurità della notte.

Questa scena del Cenacolo è stata in tutti i secoli soggetto privilegiato di tanti artisti, che l’hanno efficacemente raffigurata, generalmente con Gesù al centro e gli Apostoli seduti divisi ai due lati, con Giovanni appoggiato col capo sul petto e con il solo Giuda seduto al di là del tavolo, di fronte a Gesù, che intinge il pane nello stesso piatto. L’atteggiamento di Gesù e degli Apostoli è sacerdotale, ma con i volti che tradiscono il dramma che si sta vivendo.

Dopo l’uscita di Giuda, il quale pur ricevendo con il gesto cordiale e affettuoso il boccone intinto nel piatto, che in Oriente era segno di grande distinzione, non seppe capire, ormai in preda all’opera del demonio, l’ultimo richiamo che il Maestro gli faceva, facendogli comprendere che lui sapeva del tradimento ordito d’accordo con i sacerdoti e del compenso pattuito dei trenta denari; Gesù rimasto con gli undici discepoli riprese a colloquiare con loro.

I discorsi che fece, nel Vangelo di S. Giovanni, occupano i capitoli dal 13 al 17, con argomenti distinti ed articolati, dagli studiosi definiti ad ‘ondate’ perché essi sono ripresi più volte e in forme sempre nuove; ne accenneremo i più importanti.

“Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho già detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri”.

E a Pietro che insisteva di volerlo seguire, assicurandogli che era disposto a dare la sua vita per lui, Gesù rispose: “Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non mi abbia rinnegato tre volte”.

Il discorso di Gesù prosegue con una promessa “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Io vado a prepararvi un posto; ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”.

Il concetto del ‘posto’ o della casa che ci aspetta, risente dell’antica concezione che si aveva dell’aldilà, come una abitazione dove i defunti prendevano posto. Così nell’Apocalisse, il cielo era immaginato come una casa al cui centro stava il trono di Dio, circondato dalla corte celeste e dalle dimore dei giusti e dei santi. Anche nei testi rabbinici si legge che le anime saranno introdotte nell’aldilà, in sette dimore distinte per i giusti e sette per gli empi.

A Tommaso che gli chiede: “Se non sappiamo dove vai, come possiamo conoscere la via?”, Gesù risponde con un’altra grande rivelazione: “Io sono la Via, la Verità, la Vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”. E a Filippo che chiede di mostrare loro il Padre, Gesù ribadisce la profonda unità e intimità fra lui e Dio Padre.

Le sue parole e le sue opere di salvezza sono animate e sostenute dal Padre, che parla e opera nel Figlio. A questo punto Gesù, per la prima delle cinque volte che pronuncerà nei suoi discorsi di quella sera, nomina il ‘Consolatore’ traduzione del termine greco “paraklitos” (Paraclito), che solo nel Vangelo di Giovanni designa lo Spirito Santo; cioè il dono dello Spirito che sostiene nella lotta contro il male e che rivela la volontà divina; riservato ai credenti e che continuerà l’opera di Gesù dopo la sua Risurrezione.

“Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi. Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace. Non come la dà il mondo, io la dò. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi…”.

I Vangeli di Matteo, Marco e Luca dicono poi che “Gesù mentre mangiava con loro, prese il pane e pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo distribuì agli apostoli dicendo: “Prendete questo è il mio corpo”, poi prese il calice con il vino, rese grazie, lo diede loro dicendo: “Questo è il mio sangue, il sangue dell’alleanza versato per molti”.

Gesto strano, inusuale, forse non subito capito dagli Apostoli, ma che conteneva il dono più prezioso che avesse potuto fare all’umanità: sé stesso nel Sacramento dell’Eucaristia e con il completamento della frase: “fate questo in memoria di me”, riportata da Luca 22,19, egli istituiva il sacerdozio cristiano, che perpetuerà nei secoli futuri il sacrificio cruento di Gesù, nel sacrificio incruento celebrato ogni giorno ed in ogni angolo della Terra, con la celebrazione della Messa.

Inoltre rivolto a Pietro, ancora una volta lo indica come capo della futura Chiesa e primo fra gli Apostoli: “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano, ma io ho pregato per te, perché non venga meno la tua fede; e tu una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli”, cioè di essere da sostegno agli altri nella fede; con ciò Gesù è sempre con lo sguardo rivolto oltre la sua morte e delinea il futuro della Chiesa.

Nel prosieguo del suo discorso, Gesù ammaestra gli Apostoli con altra similitudine, quella della vite e dei tralci: “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto lo pota, perché porti più frutto…. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da sé stesso se non rimane nella vite, così neppure voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla…”.

Poi preannuncia le persecuzioni e le sofferenze che saranno loro inflitte per causa sua: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me… Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono Colui che mi ha mandato”. “ Vi scacceranno dalle sinagoghe, anzi verrà l’ora in cui chiunque vi ucciderà, crederà di rendere culto a Dio”.

Infine dopo altre frasi di consolazione e rassicurazione dell’aiuto del Padre attraverso di Lui, Gesù conclude la lunga cena, con quella che nel capitolo 17 del Vangelo di S. Giovanni, è stata chiamata da s. Cirillo di Alessandria “la preghiera sacerdotale”, vertice del testamento spirituale, racchiuso nei ‘discorsi d’addio’ fatti quella sera.

È una bellissima invocazione al Padre per raccomandargli quegli uomini, capostipiti di una nuova Chiesa, che hanno creduto in lui, tranne uno, perché veramente Figlio di Dio, della stessa sostanza del Padre, e lo hanno seguito lungo quegli anni, assimilato i suoi insegnamenti, disposti con l’aiuto dello Spirito, a proseguire il suo messaggio di salvezza.

Ecco perché la Chiesa celebra oltre l’Istituzione dell’Eucaristia, anche l’Istituzione dell’Ordine Sacro; è la “festa del sacerdozio cristiano” e della fondazione della Chiesa.

Per concludere queste note sul Giovedì Santo, ricordiamo che Gesù dopo la cena, si ritirò nell’Orto degli Ulivi, luogo abituale delle sue preghiere a Gerusalemme, in compagnia degli Apostoli, i quali però stanchi della giornata, delle forti emozioni, della cena, dell’ora tarda, si addormentarono; più volte furono svegliati da Gesù, che interrompeva la sua preghiera: “La mia anima è triste fino alla morte. Restate qui e vegliate”; “Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; lo spirito è pronto, ma la carne è debole”; “Basta, è venuta l’ora: ecco il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani dei peccatori: alzatevi e andiamo! Ecco, colui che mi tradisce è vicino”.

Era cominciata la ‘Passione’ che la Chiesa ricorda il Venerdì Santo; i riti liturgici del Giovedì Santo si concludono con la reposizione dell’Eucaristia in un cappella laterale delle chiese, addobbata a festa per ricordare l’Istituzione del Sacramento; cappella che sarà meta di devozione e adorazione, per la rimanente sera e per tutto il giorno dopo, finché non iniziano i riti del pomeriggio del Venerdì Santo.

Tutto il resto del tempio viene oscurato, in segno di dolore perché è iniziata la Passione di Gesù; le campane tacciono, l’altare diventa disadorno, il tabernacolo vuoto con la porticina aperta, i Crocifissi coperti.

Nella devozione popolare dei miei tempi di ragazzo, le madri raccomandavano ai figli di non giocare, di non correre o saltare, perché Gesù stava a terra nel “sepolcro”, nome erroneamente scaturito al tempo del Barocco e indicante l’”altare della reposizione”, dove è posta in adorazione l’Eucaristia.

 

LETTURE DELLA SANTA MESSA

PRIMA LETTURA

Es 12, 1-8. 11-14

 

Dal libro dell’Esodo.

In quei giorni, il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto:

«Questo mese sarà per voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno. Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa. Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.

Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto. Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle case nelle quali lo mangeranno. In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno con àzzimi e con erbe amare. Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!

In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto. Io sono il Signore! Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io colpirò la terra d’Egitto. Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne”».

 

SALMO RESPONSORIALE

Sal.115

 

RIT: Il tuo calice, Signore, è dono di salvezza.

 

Che cosa renderò al Signore,

per tutti i benefici che mi ha fatto?

Alzerò il calice della salvezza

e invocherò il nome del Signore.

 

Agli occhi del Signore è preziosa

la morte dei suoi fedeli.

Io sono tuo servo, figlio della tua schiava:

tu hai spezzato le mie catene.

 

A te offrirò un sacrificio di ringraziamento

e invocherò il nome del Signore.

Adempirò i miei voti al Signore

davanti a tutto il suo popolo.

 

SECONDA LETTURA

1 Cor 11, 23-26

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi.

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».

Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».

Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

 

VANGELO

Gv 13, 1-15

Dal Vangelo secondo Giovanni

 

+ Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine.

Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto.

Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri».

Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi».

 

COMMENTO

Eucaristia e Sacerdozio.

 

 È un giorno solenne e santo quello che celebriamo oggi. Diventiamo i commensali di Dio, ci viene dato come bevanda e come cibo il suo sangue e la sua carne. È il sangue e la carne dell’uomo Dio, prima martirizzato nella crudeltà di una orribile passione, poi racchiusa in un calice e in piccole ostie per assumerli come germe di vita nuova.

Così siamo rigenerati nel corpo e nello spirito, diventiamo nuove creature, riscopriamo la nostra fratellanza, diventiamo uno in Cristo, diventiamo templi sacri, in cui inibita la divinità. Non più schiavi ma liberi, con una somiglianza soprannaturale con il nostro creatore e signore. La sfida che satana lanciò sin dal principio ai nostri progenitori «sarete come Dio», ora trova il suo vero compimento. Accadde in un’ultima cena, mentre si celebrava la nuova Pasqua. Gesù è prostrato come uno schiavo dinanzi ai suoi, vuole loro lavare i piedi. Vuole dare loro una lezione di umiltà, vuole dire loro che l’amore vero esige l’immolazione volontaria per gli altri, vuole spegnere ogni benché minima ombra di potere, vuole dire agli apostoli e ai futuri ministri dell’Eucaristia che per ripetere validamente quell’eterno sacrificio, devono mettere a disposizione di tutti la propria vita, diventare vittime con la Vittima.

Solo così quel sacrificio potrà diventare un memoriale, potrà ripetersi nei secoli sugli altari del mondo per sfamare gli affamati di ogni tempo e dissetare le brame dei viventi. «Fate questo in memoria di me» non significa soltanto ricevere una dignità e un mandato, significa soprattutto assimilarsi a Cristo, assumerne le sembianze, ripeterne i suoi gesti e le sue parole, offrirsi ogni giorno come vittima, essere il cibo di tutti, lasciarsi dilaniare nella carne e nello spirito, essere sacerdoti del Dio altissimo, capaci di generare Cristo con un limpido amore alla Madre sua e nostra. Così eucaristia e sacerdozio si fondono nel mistero, si realizzano e si perpetuano nella storia. Così il Vivente entra nel mondo, si dona, si lascia divorare, s’immola, guarisce, risana, redime e salva.

Oggi è le festa dei sacerdoti, oggi più che mai contempliamo l’amore di Dio, la grande missione che ci ha affidato, la potenza che egli ha voluto conferire alle nostre parole, ma ci troviamo anche prostrati nella consapevolezza dei limiti e delle debolezze, che ci accompagnano anche quando saliamo tremanti sui pulpiti e sugli altari.

È lì che guardandoci allo specchio ci convinciamo che i primi affamati siamo noi, è lì che verrebbe la voglia di scendere e di smettere le nostre messe, ma è ancora lì che troviamo i motivi veri di una interiore e totale purificazione: ci purifica lo sguardo misericordioso di Dio e quello altrettanto benevolo dei fratelli; così ci troviamo accomunati a sperimentare il nostro sacerdozio: «il mio e vostro sacrificio».

 

LODI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. 

 

Inno

O Gesù redentore,

immagine del Padre,

luce d'eterna luce,

accogli il nostro canto.

 

Per radunare i popoli

nel patto dell'amore,

distendi le tue braccia

sul legno della croce.

 

Dal tuo fianco squarciato

effondi sull'altare

i misteri pasquali

della nostra salvezza.

 

A te sia lode, o Cristo,

speranza delle genti,

al Padre e al Santo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Oppure:

 

En acétum, fel, arúndo,

sputa, clavi, láncea:

mite corpus perforátur,

sanguis, unda prófluit

terra, pontus, astra, mundus,

quo lavántur flúmine!

 

Crux fidélis, inter omnes

arbor una nóbilis!

Nulla talem silva profert,

flore, fronde, germine.

Dulce lignum, dulci clavo,

dulce pondus sústinens!

 

Flecte ramos, arbor alta,

tensa laxa víscera,

et rigor lentéscat ille,

quem dedit natívitas,

ut supérni membra regis

miti tendas stípite.

 

Sola digna tu fuísti

ferre sæculi prétium,

atque portum præparáre

nauta mundo náufrago,

quem sacer cruor perúnxit,

fusus Agni córpore.

 

Æqua Patri Filióque,

inclito Paráclito,

sempitérna sit beátæ

Trinitáti glória,

cuius alma nos redémit

atque servat grátia. Amen.

 

1^ Antifona

Guarda, Signore, vedi la mia angoscia;

rispondimi, fa' presto.

 

SALMO 79   Visita, o Signore, la tua vigna

Vieni, Signore, Gesù (Ap 22, 20).

 

Tu, pastore d'Israele, ascolta, *

tu che guidi Giuseppe come un gregge.

Assiso sui cherubini rifulgi *

davanti a Efraim, Beniamino e Manasse.

 

Risveglia la tua potenza *

e vieni in nostro soccorso.

 

Rialzaci, Signore, nostro Dio, *

fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

 

Signore, Dio degli eserciti, †

fino a quando fremerai di sdegno *

contro le preghiere del tuo popolo?

 

Tu ci nutri con pane di lacrime, *

ci fai bere lacrime in abbondanza.

Ci hai fatto motivo di contesa per i vicini, *

e i nostri nemici ridono di noi.

 

Rialzaci, Dio degli eserciti, *

fa’ risplendere il tuo volto e noi saremo salvi.

 

Hai divelto una vite dall'Egitto, *

per trapiantarla hai espulso i popoli.

Le hai preparato il terreno, *

hai affondato le sue radici e ha riempito la terra.

 

La sua ombra copriva le montagne *

e i suoi rami i più alti cedri.

 

Ha esteso i suoi tralci fino al mare *

e arrivavano al fiume i suoi germogli.

 

Perché hai abbattuto la sua cinta *

e ogni viandante ne fa vendemmia?

La devasta il cinghiale del bosco *

e se ne pasce l'animale selvatico.

 

Dio degli eserciti, volgiti, *

guarda dal cielo e vedi e visita questa vigna,

proteggi il ceppo che la tua destra ha piantato, *

il germoglio che ti sei coltivato.

 

Quelli che l'arsero col fuoco e la recisero *

periranno alla minaccia del tuo volto.

Sia la tua mano sull'uomo della tua destra, *

sul figlio dell'uomo che per te hai reso forte.

 

Da te più non ci allontaneremo, *

ci farai vivere e invocheremo il tuo nome.

 

Rialzaci Signore, Dio degli eserciti, *

fa’ splendere il tuo volto e noi saremo salvi.

 

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Guarda, Signore, vedi la mia angoscia;

rispondimi, fa' presto.

 

2^ Antifona

Ecco, Dio è la mia salvezza:

ho fiducia, non ho paura.

 

CANTICO Is 12, 1-6    Esultanza del popolo redento

Chi ha sete venga a me e beva (Gv 7, 37).

 

Ti ringrazio, Signore; †

tu eri con me adirato, *

ma la tua collera si è calmata e tu mi hai consolato.

 

Ecco, Dio è la mia salvezza; *

io confiderò, non avrò mai timore,

perché mia forza e mio canto è il Signore; *

egli è stato la mia salvezza.

 

Attingerete acqua con gioia *

alle sorgenti della salvezza.

 

In quel giorno direte: *

«Lodate il Signore, invocate il suo nome;

manifestate tra i popoli le sue meraviglie, *

proclamate che il suo nome è sublime.

 

Cantate inni al Signore,

perché ha fatto opere grandi, *

ciò sia noto in tutta la terra.

 

Gridate giulivi ed esultate, abitanti di Sion, *

perché grande in mezzo a voi è il Santo di Israele».

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Ecco, Dio è la mia salvezza:

ho fiducia, non ho paura.

 

3^ Antifona

Ci nutri, Signore, con fiore di frumento,

ci sfami con miele dalla roccia.

 

SALMO 80   Solenne rinnovazione dell'alleanza

Guardate, fratelli, che non si trovi in nessuno di voi un cuore perverso e senza fede (Eb 3, 12).

 

Esultate in Dio, nostra forza, *

† acclamate al Dio di Giacobbe.

Intonate il canto e suonate il timpano, *

la cetra melodiosa con l'arpa.

 

Suonate la tromba nel plenilunio, *

nostro giorno di festa.

Questa è una legge per Israele, *

un decreto del Dio di Giacobbe.

 

Lo ha dato come testimonianza a Giuseppe, *

quando usciva dal paese d'Egitto.

 

Un linguaggio mai inteso io sento: †

«Ho liberato dal peso la sua spalla, *

le sue mani hanno deposto la cesta.

 

Hai gridato a me nell'angoscia e io ti ho liberato, †

avvolto nella nube ti ho dato risposta, *

ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.

 

Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire; *

Israele, se tu mi ascoltassi!

Non ci sia in mezzo a te un altro dio *

e non prostrarti a un dio straniero.

 

Sono io il Signore tuo Dio, †

che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto; *

apri la tua bocca, la voglio riempire.

 

Ma il mio popolo non ha ascoltato la mia voce, *

Israele non mi ha obbedito.

L'ho abbandonato alla durezza del suo cuore, *

che seguisse il proprio consiglio.

 

Se il mio popolo mi ascoltasse, *

se Israele camminasse per le mie vie!

Subito piegherei i suoi nemici *

e contro i suoi avversari porterei la mia mano.

 

I nemici del Signore gli sarebbero sottomessi *

e la loro sorte sarebbe segnata per sempre;

li nutrirei con fiore di frumento, *

li sazierei con miele di roccia».

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

Ci nutri, Signore, con fiore di frumento,

ci sfami con miele dalla roccia.

 

Lettura Breve   Eb 2, 9b-10

Vediamo Gesù coronato di gloria e di onore a causa della morte che ha sofferto, perché per la grazia di Dio egli provasse la morte a vantaggio di tutti.

Ed era ben giusto che colui, per il quale e del quale sono tutte le cose, volendo portare molti figli alla gloria, rendesse perfetto mediante la sofferenza il capo che li ha guidati alla salvezza.

 

Responsorio Breve

R. Di gloria e di onore * hai coronato il tuo Cristo.

Di gloria e di onore hai coronato il tuo Cristo.

V. Tutto hai posto ai suoi piedi:

hai coronato il tuo Cristo.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito santo.

Di gloria e di onore hai coronato il tuo Cristo.

 

Antifona al Benedictus

Quanto ho desiderato

mangiare questa Pasqua con voi,

prima di patire!

 

CANTICO DI ZACCARIA   Lc 1, 68-79

Il Messia e il suo Precursore

 

Benedetto il Signore Dio d'Israele, *

perché ha visitato e redento il suo popolo,

 

e ha suscitato per noi una salvezza potente *

nella casa di Davide, suo servo,

 

come aveva promesso *

per bocca dei suoi santi profeti d'un tempo:

 

salvezza dai nostri nemici, *

e dalle mani di quanti ci odiano.

 

Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri *

e si è ricordato della sua santa alleanza,

 

del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *

di concederci, liberati dalle mani dei nemici,

 

di servirlo senza timore, in santità e giustizia *

al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.

 

E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *

perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,

 

per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza *

nella remissione dei suoi peccati,

 

grazie alla bontà misericordiosa del nostro Dio, *

per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,

 

per rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *

e nell'ombra della morte

 

e dirigere i nostri passi *

sulla via della pace.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Benedictus

Quanto ho desiderato

mangiare questa Pasqua con voi,

prima di patire!

 

Invocazioni

Cristo è il sacerdote eterno, consacrato dal Padre con il crisma dello Spirito per comunicare agli uomini le ricchezze della sua casa. Con animo lieto acclamiamo:

Noi ti ringraziamo, Signore.

 

Mediante il battesimo ci hai uniti a te nella morte, sepoltura e risurrezione,

- noi ti ringraziamo, Signore.

 

Con l'unzione spirituale ci hai resi partecipi della tua dignità regale, sacerdotale e profetica,

- noi ti ringraziamo, Signore.

 

Fai scendere su di noi l'olio della letizia, della pace e della salvezza,

- noi ti ringraziamo, Signore.

 

Ti incontri con noi nei sacramenti per offrirci l'abbondanza dello Spirito,

- noi ti ringraziamo, Signore.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

O Dio, vita e salvezza di chi ti ama, rendici ricchi dei tuoi doni: compi in noi ciò che speriamo per la morte del Figlio tuo, e fa' che partecipiamo alla gloria della sua risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo, per tutti i secoli dei secoli.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

ORA MEDIA

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. 

 

Inno

Glorioso e potente Signore,

che alterni i ritmi del tempo,

irradi di luce il mattino

e accendi di fuochi il meriggio,

 

tu placa le tristi contese,

estingui la fiamma dell'ira,

infondi vigore alle membra,

ai cuori concedi la pace.

 

Sia gloria al Padre ed al Figlio,

sia onore al Santo Spirito,

all'unico e trino Signore

sia lode nei secoli eterni. Amen

 

Oppure:

L'ora sesta c'invita

al servizio divino:

inneggiamo al Signore

con fervore di spirito.

 

In quest'ora sul Golgota,

vero agnello pasquale,

Cristo paga il riscatto

per la nostra salvezza.

 

Dinanzi alla sua gloria

anche il sole si oscura:

risplenda la sua grazia

nell'intimo dei cuori.

 

Sia lode al Padre e al Figlio,

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

Oppure:

 

Qua Christus hora sítiit

crucem vel in qua súbiit,

quos præstat in hac psállere

ditet siti iustítiæ.

 

Simul sit his esúries,

quam ipse de se sátiet,

crimen sit ut fastídium

virtúsque desidérium.

 

Charísma Sancti Spíritus

sic ínfluat psalléntibus,

ut carnis æstus frígeat

et mentis algor férveat.

 

Christum rogámus et Patrem,

Christi Patrísque Spíritum;

unum potens per ómnia,

fove precántes, Trínitas. Amen.

 

Antifona

Come il Padre mi conosce, io conosco il Padre;

per il mio gregge do la mia vita.

 

SALMO 118, 65-72   IX (Tet)

Hai fatto il bene al tuo servo, Signore, *

secondo la tua parola.

Insegnami il senno e la saggezza, *

perché ho fiducia nei tuoi comandamenti.

 

Prima di essere umiliato andavo errando, *

ma ora osservo la tua parola.

Tu sei buono e fai il bene, *

insegnami i tuoi decreti.

 

Mi hanno calunniato gli insolenti, *

ma io con tutto il cuore osservo i tuoi precetti.

Torpido come il grasso è il loro cuore, *

ma io mi diletto della tua legge.

 

Bene per me se sono stato umiliato, *

perché impari ad obbedirti.

La legge della tua bocca mi è preziosa *

più di mille pezzi d'oro e d'argento.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 55, 2-7b. 9-14   Fiducia nella parola di Dio

Si descrive Cristo nella passione (san Girolamo).

 

Pietà di me, o Dio, perché l'uomo mi calpesta, *

un aggressore sempre mi opprime.

Mi calpestano sempre i miei nemici, *

molti sono quelli che mi combattono.

 

Nell'ora della paura, io in te confido: *

In Dio, di cui lodo la parola.

In Dio confido, non avrò timore: *

che cosa potrà farmi un uomo?

 

Travisano sempre le mie parole, *

non pensano che a farmi del male.

 

Suscitano contese e tendono insidie, †

osservano i miei passi, *

per attentare alla mia vita.

 

I passi del mio vagare tu li hai contati, †

le mie lacrime nell'otre tuo raccogli; *

non sono forse scritte nel tuo libro?

 

Allora ripiegheranno i miei nemici, †

quando ti avrò invocato: *

so che Dio è in mio favore.

 

Lodo la parola di Dio, *

lodo la parola del Signore,

in Dio confido, non avrò timore: *

che cosa potrà farmi un uomo?

 

Su di me, o Dio, i voti che ti ho fatto: †

ti renderò azioni di grazie, *

perché mi hai liberato dalla morte.

 

Hai preservato i miei piedi dalla caduta, †

perché io cammini alla tua presenza *

nella luce dei viventi, o Dio.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

SALMO 56   Preghiera del mattino nella sofferenza

Questo salmo si riferisce alla passione del Signore (sant'Agostino).

 

Pietà di me, pietà di me, o Dio, *

in te mi rifugio;

mi rifugio all'ombra delle tue ali *

finché sia passato il pericolo.

 

Invocherò Dio, l'Altissimo, *

Dio che mi fa il bene.

 

Mandi dal cielo a salvarmi †

dalla mano dei miei persecutori, *

Dio mandi la sua fedeltà e la sua grazia.

 

Io sono come in mezzo a leoni, *

che divorano gli uomini;

i loro denti sono lance e frecce, *

la loro lingua spada affilata.

 

Innalzati sopra il cielo, o Dio, *

su tutta la terra la tua gloria.

 

Hanno teso una rete ai miei piedi, *

mi hanno piegato,

hanno scavato davanti a me una fossa *

e vi sono caduti.

 

Saldo è il mio cuore, o Dio, *

saldo è il mio cuore.

 

Voglio cantare, a te voglio inneggiare: *

svegliati, mio cuore,

svegliatevi arpa, cetra, *

voglio svegliare l'aurora. 

 

Ti loderò tra i popoli, Signore, *

a te canterò inni tra le genti,

perché la tua bontà è grande fino ai cieli, *

e la tua fedeltà fino alle nubi.

 

Innalzati sopra il cielo, o Dio, *

su tutta la terra la tua gloria.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona

Come il Padre mi conosce, io conosco il Padre;

per il mio gregge do la mia vita.

 

Lettura Breve   Eb 7, 26-27

Tale era il sommo sacerdote che ci occorreva: santo, innocente, senza macchia, separato dai peccatori ed elevato sopra i cieli; che non ha bisogno ogni giorno, come gli altri sommi sacerdoti, di offrire sacrifici prima per i propri peccati e poi per quelli del popolo, poiché ha fatto questo una volta per tutte, offrendo se stesso, il Signore nostro Gesù Cristo.

 

V. Egli ha portato la nostra debolezza,

R. si è addossato la nostra iniquità.

 

Orazione

O Dio, vita e salvezza di chi ti ama, rendici ricchi dei tuoi doni: compi in noi ciò che speriamo per la morte del Figlio tuo, e fa' che partecipiamo alla gloria della sua risurrezione. Egli è Dio, e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.

R. Amen.

 

Benediciamo il Signore.

R. Rendiamo grazie a Dio.

 

VESPRI

V. O Dio, vieni a salvarmi.

R. Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre

nei secoli dei secoli. Amen. 

 

Inno

O pane vivo, memoriale

della passione del Signore,

fa' ch'io gusti quanto è soave

di te vivere, in te sperare.

 

Nell'onda pura del tuo sangue

immergimi, o mio redentore:

una goccia sola è un battesimo

che rinnova il mondo intero.

 

Fa' ch'io contempli il tuo volto

nella patria beata del cielo

con il Padre e lo Spirito santo

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Oppure:

 

O memoriále mortis Dómini!

panis vivus, vitam præstans hómini!

præsta meæ menti de te vívere

et te illi semper dulce sápere.

 

Pie pellicáne, Iesu Dómine,

me immúndum munda tuo sánguine;

cuius una stilla salvum fácere

totum mundum quit ab omni scélere.

 

Te cum reveláta cernam fácie,

visu tandem lætus tuæ glóriæ;

Patri, tibi laudes et Spirítui,

dicam beatórum iunctus cœtui. Amen.

 

1^ Antifona

Ha fatto di noi un regno per il Padre

lui, il primogenito dei morti,

il re dei re della terra.

 

SALMO 71, 1-11  (I) Il potere regale del Messia

Aperti i loro scrigni, gli offrirono in dono oro, incenso e mirra (Mt 2, 11).

 

Dio, dà al re il tuo giudizio, *

al figlio del re la tua giustizia;

regga con giustizia il tuo popolo *

e i tuoi poveri con rettitudine.

 

Le montagne portino pace al popolo *

e le colline giustizia.

 

Ai miseri del suo popolo renderà giustizia, †

salverà i figli dei poveri *

e abbatterà l'oppressore.

 

Il suo regno durerà quanto il sole, *

quanto la luna, per tutti i secoli.

Scenderà come pioggia sull'erba, *

come acqua che irrora la terra.

 

Nei suoi giorni fiorirà la giustizia †

e abbonderà la pace, *

finché non si spenga la luna.

 

E dominerà da mare a mare, *

dal fiume sino ai confini della terra.

A lui si piegheranno gli abitanti del deserto, *

lambiranno la polvere i suoi nemici.

 

I re di Tarsis e delle isole porteranno offerte, *

i re degli Arabi e di Saba offriranno tributi.

A lui tutti i re si prostreranno, *

lo serviranno tutte le nazioni.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

1^ Antifona

Ha fatto di noi un regno per il Padre

lui, il primogenito dei morti,

il re dei re della terra.

 

2^ Antifona

Il Signore libera il povero che grida

e il misero che non trova aiuto.

 

SALMO 71, 12-19 (II) Regno di pace e di benedizione

Andate in tutto il mondo a predicare il vangelo (Mc 15, 15).

 

Egli libererà il povero che invoca *

e il misero che non trova aiuto,

avrà pietà del debole e del povero *

e salverà la vita dei suoi miseri.

 

Li riscatterà dalla violenza e dal sopruso, *

sarà prezioso ai suoi occhi il loro sangue.

 

Vivrà e gli sarà dato oro di Arabia; †

si pregherà per lui ogni giorno, *

sarà benedetto per sempre.

 

Abbonderà il frumento nel paese, *

ondeggerà sulle cime dei monti;

il suo frutto fiorirà come il Libano, *

la sua messe come l'erba della terra.

 

Il suo nome duri in eterno, *

davanti al sole persista il suo nome.

In lui saranno benedette tutte le stirpi della terra *

e tutti i popoli lo diranno beato.

 

Benedetto il Signore, Dio di Israele, *

egli solo compie prodigi.

 

E benedetto il suo nome glorioso per sempre, †

della sua gloria sia piena tutta la terra. *

Amen, amen.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

2^ Antifona

Il Signore libera il povero che grida

e il misero che non trova aiuto.

 

3^ Antifona

I santi hanno vinto con il sangue dell'Agnello

e con la parola del loro martirio.

 

CANTICO Ap 11, 17-18; 12, 10b-12a   Il giudizio di Dio

Noi ti rendiamo grazie,

Signore Dio onnipotente, *

che sei e che eri,

 

perché hai messo mano

alla tua grande potenza, *

e hai instaurato il tuo regno.

 

Le genti ne fremettero, †

ma è giunta l'ora della tua ira, *

il tempo di giudicare i morti,

 

di dare la ricompensa ai tuoi servi, †

ai profeti e ai santi *

e a quanti temono il tuo nome, piccoli e grandi.

 

Ora si è compiuta la salvezza,

la forza e il regno del nostro Dio *

e la potenza del suo Cristo,

 

poiché è stato precipitato l'Accusatore; †

colui che accusava i nostri fratelli, *

davanti al nostro Dio giorno e notte.

 

Essi lo hanno vinto per il sangue dell'Agnello †

e la testimonianza del loro martirio, *

perché hanno disprezzato la vita fino a morire.

 

Esultate, dunque, o cieli, *

rallegratevi e gioite,

voi tutti che abitate in essi.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

3^ Antifona

I santi hanno vinto con il sangue dell'Agnello

e con la parola del loro martirio.

 

Lettura Breve  Eb 13, 12-15

Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, patì fuori della porta della città. Usciamo dunque verso di lui fuori dall'accampamento e andiamo in cerca di lui, portando il suo obbrobrio, perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma cerchiamo quella futura. Per mezzo di lui dunque offriamo a Dio continuamente un sacrificio di lode, cioè il frutto di labbra che confessano il suo nome.

 

Invece del Responsorio  Breve si dice l'antifona:

Cristo per noi si è fatto obbediente sino alla morte.

 

Antifona al Magnificat

Nell'ultima cena

Gesù prese il pane,

lo benedisse, lo spezzo

e lo diede ai suoi discepoli.

 

CANTICO DELLA BEATA VERGINE (Lc 1, 46-55)

Esultanza dell'anima nel Signore

 

L'anima mia magnifica il Signore *

e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,

 

perché ha guardato l'umiltà della sua serva. *

D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.

 

Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente *

e Santo è il suo nome:

 

di generazione in generazione la sua misericordia *

si stende su quelli che lo temono.

 

Ha spiegato la potenza del suo braccio, *

ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;

 

ha rovesciato i potenti dai troni, *

ha innalzato gli umili;

 

ha ricolmato di beni gli affamati, *

ha rimandato i ricchi a mani vuote.

 

Ha soccorso Israele, suo servo, *

ricordandosi della sua misericordia,

 

come aveva promesso ai nostri padri, *

ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

 

Gloria al Padre e al Figlio *

e allo Spirito Santo.

 

Come era nel principio, e ora e sempre *

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Antifona al Magnificat

Nell'ultima cena

Gesù prese il pane,

lo benedisse, lo spezzo

e lo diede ai suoi discepoli.

 

Intercessioni

Nella notte in cui fu tradito, il nostro Salvatore celebrò l'ultima Cena e affidò alla Chiesa il memoriale della sua morte e risurrezione, perché lo celebrasse perennemente fino alla sua venuta. Nella luce di questo grande mistero, rivolgiamo al Cristo, la nostra preghiera:

Santifica il popolo, che hai redento con il tuo sangue, Signore.

 

Hai partecipato il tuo sacerdozio alla Chiesa,

- si senta sempre unita a te nel sacrificio della lode.

 

Ti offri al popolo redento, pane di vita disceso dal cielo,

- suscita nei fedeli una santa fame di te.

 

Ci porgi il calice dell'alleanza nel tuo sangue,

- bevano tutti con gioia a questa fonte di salvezza.

 

Ci hai lasciato il comandamento nuovo,

- fa' che gli uomini sperimentino la forza rinnovatrice della carità.

 

Hai mangiato la Pasqua con i tuoi discepoli, quale annunzio del suo compimento nel regno di Dio,

- ammettici al convito eterno insieme ai fratelli che ci hanno preceduto.

 

Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli,

sia santificato il tuo nome,

venga il tuo regno,

sia fatta la tua volontà,

come in cielo così in terra.

 

Dacci oggi il nostro pane quotidiano,

e rimetti a noi i nostri debiti

come noi li rimettiamo ai nostri debitori,

e non ci indurre in tentazione,

ma liberaci dal male.

 

Orazione

O Dio, che per la tua gloria e per la nostra salvezza, hai costruito sommo ed eterno sacerdote il Cristo tuo Figlio, concedi a noi, divenuti tuo popolo mediante il suo Sangue, di sperimentare, nella partecipazione al sacrificio eucaristico, la forza redentrice della croce e della risurrezione. Per il nostro Signore.

 

Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna.

R. Amen.

 

 

COMPIETA

V O Dio, vieni a salvarmi.

R Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli dei secoli.

Amen.

 

ESAME DI COSCIENZA

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di pregare per me il Signore Dio nostro.

 

Dio onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.

R Amen.

 

INNO: uno dei seguenti a scelta.

 

Gesù, luce da luce,

sole senza tramonto,

tu rischiari le tenebre

nella notte del mondo.

 

In te, santo Signore,

noi cerchiamo il riposo

dall'umana fatica,

al termine del giorno.

 

Se i nostri occhi si chiudono,

veglia in te il nostro cuore;

la tua mano protegga

coloro che in te sperano.

 

Difendi, o Salvatore,

dalle insidie del male

i figli che hai redenti

col tuo sangue prezioso.

 

A te sia gloria, o Cristo,

nato da Maria vergine,

al Padre e allo Spirito

nei secoli dei secoli. Amen.

  Oppure:

 

Al termine del giorno,

o sommo Creatore,

veglia sul nostro riposo

con amore di Padre.

 

Dona salute al corpo

e fervore allo spirito,

la tua luce rischiari

le ombre della notte.

 

Nel sonno delle membra

resti fedele il cuore,

e al ritorno dell'alba

intoni la tua lode.

 

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen.

 

 Ant. Dimora all'ombra dell'Onnipotente:

         troverai rifugio dalle insidie del male.

 

SALMO 90  Beato chi si pone sotto la protezione dell'Altissimo

Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni (Lc 10,19).

 

Tu che abiti al riparo dell'Altissimo *

e dimori all'ombra dell'Onnipotente,

di' al Signore: « Mio rifugio e mia fortezza, *

mio Dio, in cui confido ».

 

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, *

dalla peste che distrugge.

Ti coprirà con le sue penne, *

sotto le sue ali troverai rifugio.

 

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; *

non temerai i terrori della notte,

 

né la freccia che vola di giorno, †

la peste che vaga nelle tenebre, *

lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

 

Mille cadranno al tuo fianco †

e diecimila alla tua destra; *

ma nulla ti potrà colpire.

 

Solo che tu guardi, con i tuoi occhi *

vedrai il castigo degli empi.

Poiché tuo rifugio è il Signore *

e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,

 

non ti potrà colpire la sventura, *

nessun colpo cadrà sulla tua tenda.

Egli darà ordine ai suoi angeli *

di custodirti in tutti i tuoi passi.

 

Sulle loro mani ti porteranno *

perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

 

Camminerai su aspidi e vipere, *

schiaccerai leoni e draghi.

 

Lo salverò, perché a me si è affidato; *

lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

 

Mi invocherà e gli darò risposta; †

presso di lui sarò nella sventura, *

lo salverò e lo renderò glorioso.

 

Lo sazierò di lunghi giorni *

e gli mostrerò la mia salvezza.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant.  Dimora all'ombra dell'Onnipotente:

         troverai rifugio dalle insidie del male.

 

LETTURA BREVE    Ap 22,4-5

Gli eletti vedranno la faccia del Signore e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, (Is 60, 20), perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli (Dn 7, 18. 27).

 

Ant.  Cristo per noi si è fatto obbediente

         sino alla morte.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace.

 

CANTICO di SIMEONE   Lc 2,29-32

Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

 

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *

vada in pace secondo la tua parola;

 

perché i miei occhi han visto la tua salvezza *

preparata da te davanti a tutti i popoli,

 

luce per illuminare le genti *

e gloria del tuo popolo Israele.

 

Gloria al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo. *

Come era nel principio, e ora e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

 

Ant. Nella veglia salvaci, Signore,

         nel sonno non ci abbandonare:

         il cuore vegli con Cristo

         e il corpo riposi nella pace.

 

ORAZIONE

 

Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo nostro Signore.

 

BENEDIZIONE FINALE

Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.

R Amen.


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