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SANTO DEL GIORNO |
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Beata Anna (Giovanna
Francesca) Michelotti Fondatrice
Annecy, Savoia, 29 agosto 1843
- Torino, 1 febbraio 1888
"Ho pregato tanto e parmi sia questa la volontà di Dio: vi è
in me un ardente desiderio di consacrarmi tutta a Gesù,
nell’assistenza ai malati poveri". Questo pensiero, tra i
pochi scritti che per umiltà ci ha trasmesso direttamente
Anna Michelotti, indica una missione nata tra mille
problemi, che proprio grazie ad una volontà straordinaria è
ancora fiorente e feconda all’interno della Chiesa.
Anna nacque nell’Alta Savoia (all’epoca territorio del Regno
di Sardegna), ad Annecy, il 29 agosto 1843. Il padre,
originario di Almese (Torino), morì giovane, lasciando la
famiglia nella completa miseria. La piissima madre trasmise
ai due figli una grande fede: il giorno della prima
comunione visitò con Annetta, a domicilio, un povero malato.
Quel giorno nacque un carisma.
La famiglia si recò ad Almese per la prima volta quando la
giovane aveva quattordici anni, ospite dello zio canonico
Michelotti. Stabilitasi a Lione, qualche anno dopo, Anna
entrò nell’Istituto delle Suore di S. Carlo prima come
educanda, poi come novizia. Insegnare però non era la sua
missione.
Nel giro di pochi anni morirono la madre e il fratello
Antonio, novizio dei Fratelli delle Scuole Cristiane:
restava sola al mondo. Per mantenersi fece da istitutrice
alle figlie di un architetto, ma era già “la signorina dei
malati poveri”, perché appena poteva li cercava e si metteva
al loro servizio. Ad Annecy incontrò una certa Suor
Caterina, ex-novizia dell'Istituto di S. Giuseppe, che
nutriva i medesimi sentimenti: insieme diedero inizio, a
Lione, a un’opera privata di assistenza dei malati poveri a
domicilio. Col permesso dell'arcivescovo vestirono l'abito
religioso e fecero la professione temporanea dei voti. La
nascente congregazione ebbe però vita breve a causa della
guerra tra Francia e Prussia e nel 1870 la beata, vestita da
suora, ritornò ad Annecy e poi ad Almese, da cui si portava
spesso a Torino. Passata la bufera Suor Caterina le chiese
di tornare a Lione, obbligandola a ricominciare come
postulante. Anna accettò umilmente, ma poi lasciò l’istituto
per motivi di salute. In quei giorni, pregando sulle tombe
di S. Francesco di Sales e S. Giovanna Francesca di Chantal,
sentì che la sua opera sarebbe nata al di là delle Alpi.
Tornò ad Almese a dorso di un mulo, proseguendo poi per
Torino (settembre 1871). Alloggiata a Moncalieri presso le
signorine Lupis, per un anno, munita di scopa, si recò tutti
i giorni a piedi in città alla ricerca di malati in
difficoltà da servire. Affittò poi una cameretta,
confezionando guanti per sostentarsi, mentre alcune ragazze
cominciarono ad aiutarla nel suo apostolato. L’Arcivescovo
Gastaldi, al principio del 1874, accordò che vestissero
l’abito religioso nella chiesa di Santa Maria di Piazza:
nasceva l'Istituto delle Piccole Serve del S. Cuore di Gesù
che oltre ai tre voti ordinari prevedeva l’assistenza
domiciliare gratuita agli ammalati poveri. La fondatrice
prendeva il nome di Madre Giovanna Francesca in onore dei
fondatori dell'Ordine della Visitazione.
Gli inizi furono difficilissimi, contraddistinti da estrema
povertà, abbandoni e decessi frequenti di suore. Il
superiore ecclesiastico e il medico della comunità
consigliavano di chiudere l’istituto ma a incoraggiare la
Madre ci fu l’oratoriano P. Felice Carpignano, di venerata
memoria. La Madre più di una volta fu udita esclamare, tra
le lacrime, nell’appartamento affittato in Piazza Corpus
Domini, a pochi passi dal luogo in cui nacque l’opera del
Cottolengo: "Sono disposta, o mio caro Signore, a
ricominciare l'opera tua anche cinquanta volte se fa
bisogno, ma aiutami!". Il Signore l’ascoltò. Nel 1879
Antonia Sismonda, venuta a conoscenza delle misere
condizioni in cui vivevano le Piccole Serve, le ospitò in
una villa della collina torinese. In seguito, nel 1882,
riuscirono ad acquistarne una propria a Valsalice.
Madre Giovanna Francesca era la Regola vivente. Donna di
intensa preghiera, mortificava il suo corpo dormendo a terra
o sopra un sacco di paglia, mescolando cenere alla minestra.
In congregazione voleva suore generose, diceva: "Se
sbagliate, discendete di un gradino, se vi umiliate,
ascendete di tre". Nel riprendere le religiose era a volte
un po' forte ma queste l’amavano perché, anche in mezzo alle
difficoltà, infondeva fiducia. Leggeva e meditava con loro
la S. Scrittura, raccomandando di "essere prudenti, zelanti
e piene di carità”, cercando nei poveri Gesù Cristo.
Dovevano assisterli materialmente e spiritualmente,
favorendo, se possibile, l’accostamento ai Sacramenti. Prima
di prendere una decisione importante chiedeva consiglio ai
confessori e tra questi vi era Don Bosco. La beata non si
sottrasse alla questua, recandosi nei pubblici esercizi in
cui, a volte, veniva insultata. Avrebbe voluto istituire un
gruppo di suore adoratrici, ma poiché il superiore non lo
permise, dispose che ogni suora facesse quotidiana e
profonda adorazione al SS. Sacramento. Quando chiedeva una
grazia particolare pregava con le braccia in croce, in
ginocchio, allungando la mano verso il tabernacolo. Dalla
Francia aveva portato una statuetta della Madonna che fece
benedire da Mons. Gastaldi. Ogni tanto, tenendola tra le
braccia, in processione per il giardino con le suore,
pregava cantando le litanie. Esortava alla recita del
rosario e dell'ufficio della Madonna. Trasmise una profonda
devozione alla Passione del Signore: il Venerdì Santo
pranzava in piedi o in ginocchio, baciava i piedi alle
religiose, prima di sedersi a mensa con un tozzo di pane.
Negli ultimi anni di vita l’asma bronchiale costrinse
sovente la Madre a letto. Ritenuta inadatta a governare
l'Istituto, in costante sviluppo soprattutto in Lombardia,
ma ancor più perché i suoi modi risoluti non piacevano a un
gruppo di suore anziane, il 26 dicembre 1887 fu esonerata
dalla carica di superiora generale. Accettò l'umiliazione,
sottomettendosi per prima alla nuova superiora che lei
stessa aveva suggerito. Da quel giorno i dolori aumentarono,
ma sorridendo diceva: "Per Gesù ogni sacrificio è piccola
cosa", "Io sto per morire, ma voi non temete. Io continuerò
ad aiutare e a dirigere le Piccole Serve del S. Cuore di
Gesù e degli infermi poveri".
Anna Michelotti morì il 1° febbraio 1888, il giorno dopo Don
Bosco. Poche ore prima della morte permise, cedendo alle
ripetute insistenze delle suore, di farsi fotografare. Colei
che per tutta la vita, dimentica di se stessa, aveva servito
i più indifesi, fu sepolta, con ai fianchi il cingolo
francescano, in una poverissima bara, nella terra bagnata
dalla pioggia di un piccolo cimitero. “Il chicco di grano”
era morto ma una luce di amore avrebbe continuato a brillare
attraverso le sue figlie, oggi attive anche in terra di
missione.
Le sue reliquie sono venerate a Torino nella casa madre di
Valsalice. Paolo VI l’ha beatificata nella solennità di
Tutti i Santi del 1975.
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LETTURE DELLA
SANTA MESSA |
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PRIMA LETTURA
2
Sam 15, 13-14. 30; 16, 5-13
Dal
secondo libro di Samuele.
In
quei giorni, arrivò un informatore da Davide e
disse: «Il cuore degli Israeliti è con Assalonne».
Allora Davide disse a tutti i suoi servi che erano
con lui a Gerusalemme: «Alzatevi, fuggiamo;
altrimenti nessuno di noi scamperà dalle mani di
Assalonne. Partite in fretta, perché non si affretti
lui a raggiungerci e faccia cadere su di noi la
rovina e passi la città a fil di spada».
Davide saliva l’erta degli Ulivi, saliva piangendo e
camminava con il capo coperto e a piedi scalzi;
tutta la gente che era con lui aveva il capo coperto
e, salendo, piangeva.
Quando poi il re Davide fu giunto a Bacurìm, ecco
uscire di là un uomo della famiglia della casa di
Saul, chiamato Simei, figlio di Ghera. Egli usciva
imprecando e gettava sassi contro Davide e contro
tutti i servi del re Davide, mentre tutto il popolo
e tutti i prodi stavano alla sua destra e alla sua
sinistra. Così diceva Simei, maledicendo Davide:
«Vattene, vattene, sanguinario, malvagio! Il Signore
ha fatto ricadere sul tuo capo tutto il sangue della
casa di Saul, al posto del quale regni; il Signore
ha messo il regno nelle mani di Assalonne, tuo
figlio, ed eccoti nella tua rovina, perché sei un
sanguinario».
Allora Abisài, figlio di Seruià, disse al re:
«Perché questo cane morto dovrà maledire il re, mio
signore? Lascia che io vada e gli tagli la testa!».
Ma il re rispose: «Che ho io in comune con voi,
figli di Seruià? Se maledice, è perché il Signore
gli ha detto: “Maledici Davide!”. E chi potrà dire:
“Perché fai così?”».
Poi
Davide disse ad Abisài e a tutti i suoi servi:
«Ecco, il figlio uscito dalle mie viscere cerca di
togliermi la vita: e allora, questo Beniaminita,
lasciatelo maledire, poiché glielo ha ordinato il
Signore. Forse il Signore guarderà la mia afflizione
e mi renderà il bene in cambio della maledizione di
oggi».
Davide e la sua gente continuarono il cammino.
SALMO RESPONSORIALE
Sal
3
RIT: Sorgi, Signore! Salvami, Dio mio!
Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.
Molti dicono della mia vita:
«Per lui non c’è salvezza in Dio!».
Ma
tu sei mio scudo, Signore,
sei
la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A
gran voce grido al Signore
ed
egli mi risponde dalla sua santa montagna.
Io
mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il
Signore mi sostiene.
Non
temo la folla numerosa
che
intorno a me si è accampata.
VANGELO
Mc
5, 1-20
Dal
Vangelo secondo Marco
+ In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli
giunsero all’altra riva del mare, nel paese dei
Gerasèni. Sceso dalla barca, subito dai sepolcri gli
venne incontro un uomo posseduto da uno spirito
impuro.
Costui aveva la sua dimora fra le tombe e nessuno
riusciva a tenerlo legato, neanche con catene,
perché più volte era stato legato con ceppi e
catene, ma aveva spezzato le catene e spaccato i
ceppi, e nessuno riusciva più a domarlo.
Continuamente, notte e giorno, fra le tombe e sui
monti, gridava e si percuoteva con pietre.
Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai
piedi e, urlando a gran voce, disse: «Che vuoi da
me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in
nome di Dio, non tormentarmi!». Gli diceva infatti:
«Esci, spirito impuro, da quest’uomo!». E gli
domandò: «Qual è il tuo nome?». «Il mio nome è
Legione – gli rispose – perché siamo in molti». E lo
scongiurava con insistenza perché non li cacciasse
fuori dal paese.
C’era là, sul monte, una numerosa mandria di porci
al pascolo. E lo scongiurarono: «Mandaci da quei
porci, perché entriamo in essi». Glielo permise. E
gli spiriti impuri, dopo essere usciti, entrarono
nei porci e la mandria si precipitò giù dalla rupe
nel mare; erano circa duemila e affogarono nel mare.
I
loro mandriani allora fuggirono, portarono la
notizia nella città e nelle campagne e la gente
venne a vedere che cosa fosse accaduto. Giunsero da
Gesù, videro l’indemoniato seduto, vestito e sano di
mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed
ebbero paura. Quelli che avevano visto, spiegarono
loro che cosa era accaduto all’indemoniato e il
fatto dei porci. Ed essi si misero a pregarlo di
andarsene dal loro territorio.
Mentre risaliva nella barca, colui che era stato
indemoniato lo supplicava di poter restare con lui.
Non glielo permise, ma gli disse: «Va’ nella tua
casa, dai tuoi, annuncia loro ciò che il Signore ti
ha fatto e la misericordia che ha avuto per te».
Egli se ne andò e si mise a proclamare per la
Decàpoli quello che Gesù aveva fatto per lui e tutti
erano meravigliati.
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COMMENTO |
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Esci,
spirito immondo, da quest'uomo!
Quindi il
fatto del potere del male nel cuore umano e nella storia
umana è innegabile. La questione è: come si spiega questo
male?... La fede ci dice che non ci sono due principi, uno
buono e uno cattivo, ma c'è un solo principio, il Dio
creatore, e questo principio è buono, solo buono, senza
ombra di male. E perciò anche l'essere non è un misto di
bene e male; l'essere come tale è buono e perciò è bene
essere, è bene vivere. Questo è il lieto annuncio della
fede: c'è solo una fonte buona, il Creatore...
Poi segue
un mistero di buio, di notte. Il male non viene dalla fonte
dell'essere stesso, non è ugualmente originario. Il male
viene da una libertà creata, da una libertà abusata. Come è
stato possibile, come è successo? Questo rimane oscuro. Il
male non è logico. Solo Dio e il bene sono logici, sono
luce. Il male rimane misterioso... Possiamo indovinare, non
spiegare; neppure possiamo raccontarlo come un fatto accanto
all'altro, perché è una realtà più profonda. Rimane un
mistero di buio, di notte.
Ma si
aggiunge subito un mistero di luce. Il male viene da una
fonte subordinata. Dio con la sua luce è più forte. E perciò
il male può essere superato. Perciò la creatura, l'uomo, è
sanabile. Le visioni dualiste, anche il monismo
dell'evoluzionismo, non possono dire che l'uomo sia
sanabile; ma se il male viene solo da una fonte subordinata,
rimane vero che l'uomo è sanabile... E finalmente, ultimo
punto, l'uomo non è solo sanabile, è sanato di fatto. Dio ha
introdotto la guarigione. È entrato in persona nella storia.
Alla permanente fonte del male ha opposto una fonte di puro
bene. Cristo crocifisso e risorto, nuovo Adamo, oppone al
fiume sporco del male un fiume di luce. E questo fiume è
presente nelle storia: vediamo i santi, i grandi santi ma
anche gli umili santi, i semplici fedeli. Vediamo che il
fiume di luce che viene da Cristo è presente, è forte.
Papa Benedetto XVI
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LODI |
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V. O Dio,
vieni a salvarmi.
R. Signore,
vieni presto in mio aiuto.
Gloria al
Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre
nei secoli
dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O sole di
giustizia,
Verbo del
Dio vivente,
irradia
sulla Chiesa
la tua luce
immortale.
Per te
veniamo al Padre,
fonte del
primo amore,
Padre
d'immensa grazia
e di
perenne gloria.
Lieto
trascorra il giorno
in umiltà e
fervore;
la luce
della fede
non conosca
tramonto.
Sia Cristo
il nostro cibo,
sia Cristo
l'acqua viva:
in lui
gustiamo sobrii
l'ebbrezza
dello Spirito. Amen.
1^ Antifona
Al mattino
ci sazia il tuo amore,
Signore
nostro Dio.
SALMO 89
Su di noi sia la bontà del Signore
Davanti al
Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un
giorno solo (2 Pt 3, 8).
Signore, tu
sei stato per noi un rifugio *
di
generazione in generazione.
Prima che
nascessero i monti †
e la terra
e il mondo fossero generati, *
da sempre e
per sempre tu sei, Dio.
Tu fai
ritornare l'uomo in polvere *
e dici:
«Ritornate, figli dell'uomo».
Ai tuoi
occhi, mille anni
sono come
il giorno di ieri che è passato, *
come un
turno di veglia nella notte.
Li
annienti: li sommergi nel sonno; *
sono come
l'erba che germoglia al mattino:
al mattino
fiorisce, germoglia, *
alla sera è
falciata e dissecca.
Perché
siamo distrutti dalla tua ira, *
siamo
atterriti dal tuo furore.
Davanti a
te poni le nostre colpe, *
i nostri
peccati occulti alla luce del tuo volto.
Tutti i
nostri giorni svaniscono per la tua ira, *
finiamo i
nostri anni come un soffio.
Gli anni
della nostra vita sono settanta, *
ottanta per
i più robusti,
ma quasi
tutti sono fatica, dolore; *
passano
presto e noi ci dileguiamo.
Chi conosce
l'impeto della tua ira, *
e il tuo
sdegno, con il timore a te dovuto?
Insegnaci a
contare i nostri giorni *
e
giungeremo alla sapienza del cuore.
Volgiti,
Signore; fino a quando? *
Muoviti a
pietà dei tuoi servi.
Saziaci al
mattino con la tua grazia: *
esulteremo
e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Rendici la
gioia per i giorni di afflizione, *
per gli
anni in cui abbiamo visto la sventura.
Si
manifesti ai tuoi servi la tua opera *
e la tua
gloria ai loro figli.
Sia su di
noi la bontà del Signore, nostro Dio: †
rafforza
per noi l'opera delle nostre mani, *
l'opera
delle nostre mani rafforza.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Al mattino
ci sazia il tuo amore,
Signore
nostro Dio.
2^ Antifona
Da ogni
terra, lode al Signore.
CANTICO Is
42, 10-16 Inno al Signore vittorioso e salvatore
Essi
cantavano un cantico nuovo davanti al trono di Dio (Ap 14,
3).
Cantate al
Signore un canto nuovo, *
lode a lui
fino all'estremità della terra;
lo celebri
il mare con quanto esso contiene, *
le isole
con i loro abitanti.
Esulti con
le sue città il deserto, *
esultino i
villaggi dove abitano quelli di Kedar;
acclamino
gli abitanti di Sela, *
dalla cima
dei monti alzino grida.
Diano
gloria al Signore *
e il suo
onore divulghino nelle isole.
Il Signore
avanza come un prode, *
come un
guerriero eccita il suo ardore;
grida,
lancia urla di guerra, *
si mostra
forte contro i suoi nemici.
Per molto
tempo, ho taciuto, *
ho fatto
silenzio, mi sono contenuto;
ora griderò
come una partoriente, *
mi
affannerò e sbufferò insieme.
Renderò
aridi monti e colli, *
farò
seccare tutta la loro erba;
trasformerò
i fiumi in stagni *
e gli
stagni farò inaridire.
Farò
camminare i ciechi per vie che non conoscono, *
li guiderò
per sentieri sconosciuti;
trasformerò
davanti a loro le tenebre in luce, *
i luoghi
aspri in pianura.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Da ogni
terra, lode al Signore.
3^ Antifona
Lodate il
nome del Signore,
voi che
state nella casa di Dio.
SALMO 134,
1-12 Lodate il Signore che opera meraviglie
Popolo che
Dio si è acquistato, proclama le opere meravigliose di lui
che ti ha chiamato dalle tenebre alla sua ammirabile luce
(cfr. 1 Pt 2, 9).
Lodate il
nome del Signore, *
lodatelo,
servi del Signore,
voi che
state nella casa del Signore, *
negli atri
della casa del nostro Dio.
Lodate il
Signore: il Signore è buono; *
cantate
inni al suo nome, perché è amabile.
Il Signore
si è scelto Giacobbe, *
Israele
come suo possesso.
Io so che
grande è il Signore, *
il nostro
Dio sopra tutti gli dèi.
Tutto ciò
che vuole il Signore lo compie, †
in cielo e
sulla terra, *
nei mari e
in tutti gli abissi.
Fa salire
le nubi dall'estremità della terra, †
produce le
folgori per la pioggia, *
dalle sue
riserve libera i venti.
Egli
percosse i primogeniti d'Egitto, *
dagli
uomini fino al bestiame.
Mandò segni
e prodigi in mezzo a te, Egitto, *
contro il
faraone e tutti i suoi ministri.
Colpì
numerose nazioni *
e uccise re
potenti:
Seon, re
degli Amorrèi, Og, re di Basan, *
e tutti i
regni di Cànaan.
Diede la
loro terra in eredità a Israele, *
in eredità
a Israele suo popolo.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Lodate il
nome del Signore,
voi che
state nella casa di Dio.
Lettura
Breve Cfr Gdt 8, 26; volg. 21b-23
Ricordatevi
che i vostri padri furono messi alla prova per vedere se
davvero temevano il loro Dio. Ricordate come fu tentato il
nostro padre Abramo e come proprio attraverso la prova di
molte tribolazioni egli divenne l'amico di Dio. Così pure
Isacco, così Giacobbe, così Mosè e tutti quelli che
piacquero a Dio furono provati con molte tribolazioni e si
mantennero fedeli.
Responsorio
Breve
R.
Esultate, giusti, nel Signore * ai santi si addice la lode.
Esultate,
giusti, nel Signore ai santi si addice la lode.
V. Cantate
al Signore un canto nuovo,
ai santi si
addice la lode.
Gloria al
Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Esultate,
giusti, nel Signore ai santi si addice la lode.
Antifona al
Benedictus
Benedetto
il Signore!
Ha visitato
e redento il suo popolo.
CANTICO DI
ZACCARIA Lc 1, 68-79
Il Messia e
il suo Precursore
Benedetto
il Signore Dio d'Israele, *
perché ha
visitato e redento il suo popolo,
e ha
suscitato per noi una salvezza potente *
nella casa
di Davide, suo servo,
come aveva
promesso *
per bocca
dei suoi santi profeti d'un tempo:
salvezza
dai nostri nemici, *
e dalle
mani di quanti ci odiano.
Così egli
ha concesso misericordia ai nostri padri *
e si è
ricordato della sua santa alleanza,
del
giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, *
di
concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo
senza timore, in santità e giustizia *
al suo
cospetto, per tutti i nostri giorni.
E tu,
bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo *
perché
andrai innanzi al Signore a preparargli le strade,
per dare al
suo popolo la conoscenza della salvezza *
nella
remissione dei suoi peccati,
grazie alla
bontà misericordiosa del nostro Dio, *
per cui
verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge,
per
rischiarare quelli che stanno nelle tenebre *
e
nell'ombra della morte
e dirigere
i nostri passi *
sulla via
della pace.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre *
nei secoli
dei secoli. Amen.
Antifona al
Benedictus
Benedetto
il Signore!
Ha visitato
e redento il suo popolo.
Invocazioni
Il Cristo
ascolta la voce degli umili che confidano in lui e li salva.
Confortati da questa certezza invochiamo il suo nome:
Tu sei la
nostra speranza, Signore.
O Dio,
ricco di misericordia,
- noi ti
ringraziamo per il tuo immenso amore.
Tu che
agisci sempre nella storia dell'umanità insieme al Padre,
- rinnova
gli uomini e le cose con la forza del tuo Spirito.
Dona a noi
e ai nostri fratelli uno sguardo di fede,
- perché
possiamo contemplare sempre le tue meraviglie.
Redentore
di tutti, che in questo giorno ci chiami a cooperare alla
tua opera di salvezza,
- rendici
segno della tua grazia verso il nostro prossimo.
Padre
nostro.
Padre
nostro, che sei nei cieli,
sia
santificato il tuo nome,
venga il
tuo regno,
sia fatta
la tua volontà,
come in
cielo così in terra.
Dacci oggi
il nostro pane quotidiano,
e rimetti a
noi i nostri debiti
come noi li
rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci
indurre in tentazione,
ma liberaci
dal male.
Orazione
O Dio, che
hai affidato all'uomo l'opera della creazione e hai posto al
suo servizio le immense energie del cosmo, fa' che oggi
collaboriamo a un mondo più giusto e fraterno a lode della
tua gloria. Per il nostro Signore.
Il Signore
ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita
eterna.
R. Amen.
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ORA MEDIA |
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V. O Dio,
vieni a salvarmi.
R. Signore,
vieni presto in mio aiuto.
Gloria al
Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre
nei secoli
dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
Glorioso e
potente Signore,
che alterni
i ritmi del tempo,
irradi di
luce il mattino
e accendi
di fuochi il meriggio,
tu placa le
tristi contese,
estingui la
fiamma dell'ira,
infondi
vigore alle membra,
ai cuori
concedi la pace.
Sia gloria
al Padre ed al Figlio,
sia onore
al Santo Spirito,
all'unico e
trino Signore
sia lode
nei secoli eterni. Amen.
Oppure:
L'ora sesta
c'invita
al servizio
divino:
inneggiamo
al Signore
con fervore
di spirito.
In
quest'ora sul Golgota,
vero
agnello pasquale,
Cristo paga
il riscatto
per la
nostra salvezza.
Dinanzi
alla sua gloria
anche il
sole si oscura:
risplenda
la sua grazia
nell'intimo
dei cuori.
Sia lode al
Padre e al Figlio,
e allo
Spirito Santo,
al Dio
trino ed unico
nei secoli
sia gloria. Amen.
1^ Antifona
Sostieni i
miei passi con la tua promessa,
Signore.
SALMO 118,
129-136 Meditazione della parola del Signore nella legge
Pieno
compimento della legge è l’amore (Rm 13, 10).
Meravigliosa è la tua alleanza, *
per questo
le sono fedele.
La tua
parola nel rivelarsi illumina, *
dona
saggezza ai semplici.
Apro
anelante la bocca, *
perché
desidero i tuoi comandamenti.
Volgiti a
me e abbi misericordia, *
tu che sei
giusto per chi ama il tuo nome.
Rendi saldi
i miei passi secondo la tua parola *
e su di me
non prevalga il male.
Salvami
dall'oppressione dell'uomo *
e obbedirò
ai tuoi precetti.
Fa'
risplendere il volto sul tuo servo *
e insegnami
i tuoi comandamenti.
Fiumi di
lacrime mi scendono dagli occhi, *
perché non
osservano la tua legge.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Sostieni i
miei passi con la tua promessa,
Signore.
2^ Antifona
Uno solo è
il legislatore e il giudice:
e tu chi
sei, che giudichi il tuo prossimo?
SALMO 81
Contro i giudici ingiusti
Il mio
giudice è il Signore: non vogliate giudicare nulla prima del
tempo, finché venga il Signore (1 Cor 4, 5).
Dio si alza
nell'assemblea divina, *
giudica in
mezzo agli dei.
«Fino a
quando giudicherete iniquamente *
e
sosterrete la parte degli empi?
Difendete
il debole e l'orfano, *
al misero e
al povero fate giustizia.
Salvate il
debole e l'indigente, *
liberatelo
dalla mano degli empi».
Non
capiscono, non vogliono intendere, †
avanzano
nelle tenebre; *
vacillano
tutte le fondamenta della terra.
Io ho
detto: «Voi siete dèi, *
siete tutti
figli dell'Altissimo».
Eppure
morirete come ogni uomo, *
cadrete
come tutti i potenti.
Sorgi, Dio,
a giudicare la terra, *
perché a te
appartengono tutte le genti.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Uno solo è
il legislatore e il giudice:
e tu chi
sei, che giudichi il tuo prossimo?
3^ Antifona
Ho invocato
il Signore,
ed egli mi
ha risposto.
SALMO 119
Desiderio della pace minacciata dai malvagi
Egli è la
nostra pace … venuto ad annunziare la pace ai lontani e ai
vicini (cfr. Ef 2, 14. 17. 16).
Nella mia
angoscia ho gridato al Signore *
ed egli mi
ha risposto.
Signore,
libera la mia vita dalle labbra di menzogna, *
dalla
lingua ingannatrice.
Che ti
posso dare, come ripagarti, *
lingua
ingannatrice?
Frecce
acute di un prode, *
con carboni
di ginepro.
Me
infelice: abito straniero in Mosoch, *
dimoro fra
le tende di Kedar!
Troppo io
ho dimorato *
con chi
detesta la pace.
Io sono per
la pace, *
ma quando
ne parlo, essi vogliono la guerra.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Ho invocato
il Signore,
ed egli mi
ha risposto.
Lettura
Breve Sap 15, 1. 3
Tu, nostro
Dio, sei buono e fedele, sei paziente e tutto governi
secondo misericordia. Conoscerti, infatti, è giustizia
perfetta, conoscere la tua potenza è radice di immortalità.
V. Dio di
misericordia e di grazia,
R. lento
all'ira e grande nell'amore.
Orazione
O Dio, che
sei il padrone della vigna e della messe, e assegni a
ciascuno il suo lavoro e la giusta ricompensa, aiutaci a
portare il peso della nostra giornata accettando serenamente
la tua volontà. Per Cristo nostro Signore.
R. Amen.
Benediciamo
il Signore.
R. Rendiamo
grazie a Dio.
|
|
VESPRI |
|
V. O Dio,
vieni a salvarmi.
R. Signore,
vieni presto in mio aiuto.
Gloria al
Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre
nei secoli
dei secoli. Amen. Alleluia.
Inno
O immenso
creatore,
che
all'impeto dei flutti
segnasti il
corso e il limite
nell'armonia del cosmo,
tu
all'aspre solitudini
della terra
assetata
donasti il
refrigerio
dei
torrenti e dei mari.
Irriga, o
Padre buono,
i deserti
dell'anima
coi fiumi
di acqua viva
che
sgorgano dal Cristo.
Ascolta, o
Padre altissimo,
tu che
regni nei secoli
con il
Cristo tuo Figlio
e lo
Spirito santo. Amen.
1^ Antifona
Lodiamo il
Signore nostro Dio:
eterna è la
sua misericordia.
SALMO 135,
1-9 (I) Inno pasquale
Narrare le
gesta del Signore significa lodarlo (Cassiano).
Lodate il
Signore perché è buono: *
eterna è la
sua misericordia.
Lodate il
Dio degli dèi: *
eterna è la
sua misericordia.
Lodate il
Signore dei signori: *
eterna è la
sua misericordia.
Egli solo
ha compiuto meraviglie: *
eterna è la
sua misericordia.
Ha creato i
cieli con sapienza: *
eterna è la
sua misericordia.
Ha
stabilito la terra sulle acque: *
eterna è la
sua misericordia.
Ha fatto i
grandi luminari: *
eterna è la
sua misericordia.
Il sole per
regolare il giorno: *
eterna è la
sua misericordia;
la luna e
le stelle per regolare la notte: *
eterna è la
sua misericordia.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
1^ Antifona
Lodiamo il
Signore nostro Dio:
eterna è la
sua misericordia.
2^ Antifona
Grandi
meravigliose le tue opere
Signore
onnipotente!
SALMO 135,
10-26 (II)
Rendimento
di grazie per la salvezza operata da Dio
Tutto è
stato fatto per mezzo del Verbo e senza di lui niente è
stato fatto di tutto ciò che esiste (cfr. Gv 1, 3).
Percosse
l'Egitto nei suoi primogeniti: *
eterna è la
sua misericordia.
Da loro
liberò Israele: *
eterna è la
sua misericordia;
con mano
potente e braccio teso: *
eterna è la
sua misericordia.
Divise il
mar Rosso in due parti: *
eterna è la
sua misericordia.
In mezzo
fece passare Israele: *
eterna è la
sua misericordia.
Travolse il
faraone e il suo esercito nel mar Rosso: *
eterna è la
sua misericordia.
Guidò il
suo popolo nel deserto: *
eterna è la
sua misericordia.
Percosse
grandi sovrani: *
eterna è la
sua misericordia.
Uccise re
potenti: *
eterna è la
sua misericordia.
Seon, re
degli Amorrei: *
eterna è la
sua misericordia.
Og, re di
Basan: *
eterna è la
sua misericordia.
Diede in
eredità il loro paese: *
eterna è la
sua misericordia.
In eredità
a Israele suo servo: *
eterna è la
sua misericordia.
Nella
nostra umiliazione si è ricordato di noi: *
eterna è la
sua misericordia;
ci ha
liberati dai nostri nemici: *
eterna è la
sua misericordia.
Egli dà il
cibo ad ogni vivente: *
eterna è la
sua misericordia.
Lodate il
Dio del cielo: *
eterna è la
sua misericordia.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
2^ Antifona
Grandi
meravigliose le tue opere
Signore
onnipotente!
3^ Antifona
Ora si
compie il disegno del Padre:
fare di
Cristo il cuore del mondo.
CANTICO Ef
1, 3-10 Dio salvatore
Benedetto
sia Dio,
Padre del
Signore nostro Gesù Cristo, *
che ci ha
benedetti
con ogni
benedizione spirituale nei cieli, in Cristo.
In lui ci
ha scelti *
prima della
creazione del mondo,
per
trovarci, al suo cospetto, *
santi e
immacolati nell'amore.
Ci ha
predestinati *
a essere
suoi figli adottivi
per opera
di Gesù Cristo, *
secondo il
beneplacito del suo volere,
a lode e
gloria
della sua
grazia, *
che ci ha
dato
nel suo
Figlio diletto.
In lui
abbiamo la redenzione
mediante il
suo sangue, *
la
remissione dei peccati
secondo la
ricchezza della sua grazia.
Dio l'ha
abbondantemente riversata su di noi
con ogni
sapienza e intelligenza, *
poiché egli
ci ha fatto conoscere
il mistero
del suo volere,
il disegno
di ricapitolare in Cristo
tutte le
cose, *
quelle del
cielo
come quelle
della terra.
Nella sua
benevolenza
lo aveva in
lui prestabilito *
per
realizzarlo
nella
pienezza dei tempi.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre, *
nei secoli
dei secoli. Amen.
3^ Antifona
Ora si
compie il disegno del Padre:
fare di
Cristo il cuore del mondo.
Lettura
breve 1 Ts 3, 12-13
Il Signore
vi faccia crescere e abbondare nell'amore vicendevole e
verso tutti, come è il nostro amore verso di voi, per
rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità,
davanti a Dio Padre nostro, al momento della venuta del
Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.
Responsorio
Breve
R. Salga a
te, Signore, * la mia preghiera.
Salga a te,
Signore, la mia preghiera.
V. Come
profumo d'incenso
la mia
preghiera.
Gloria al
Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Salga a te,
Signore, la mia preghiera.
Antifona al
Magnificat
Senza fine
ti esalto, mio Dio!
CANTICO
DELLA BEATA VERGINE (Lc 1, 46-55)
Esultanza
dell'anima nel Signore
L'anima mia
magnifica il Signore *
e il mio
spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha
guardato l'umiltà della sua serva. *
D'ora in
poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose
ha fatto in me l'Onnipotente *
e Santo è
il suo nome:
di
generazione in generazione la sua misericordia *
si stende
su quelli che lo temono.
Ha spiegato
la potenza del suo braccio, *
ha disperso
i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha
rovesciato i potenti dai troni, *
ha
innalzato gli umili;
ha
ricolmato di beni gli affamati, *
ha
rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso
Israele, suo servo, *
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva
promesso ai nostri padri, *
ad Abramo e
alla sua discendenza, per sempre.
Gloria al
Padre e al Figlio *
e allo
Spirito Santo.
Come era
nel principio, e ora e sempre *
nei secoli
dei secoli. Amen.
Antifona al
Magnificat
Senza fine
ti esalto, mio Dio!
Intercessioni
Lo Spirito
rende testimonianza al nostro cuore che il Cristo intercede
sempre per noi. Sorretti da questa fede diciamo:
O Dio
nostro, ascoltaci.
Cristo,
sole di giustizia, illumina la tua Chiesa,
- perché
annunci alle genti il grande mistero del Dio fatto uomo per
la nostra liberazione.
Veglia sui
sacerdoti e su tutti i ministri della tua Chiesa,
- la loro
vita non sia mai in dissonanza con il Vangelo che proclamano
ai fratelli.
Tu, che ci
hai acquistato la pace a prezzo del tuo sangue,
- tieni
lontano da noi il male della discordia e il flagello della
guerra.
Aiuta con
l'abbondanza delle tue benedizioni gli sposi cristiani,
- perché
esprimano nella loro unione il mistero della tua Chiesa.
Libera da
ogni peccato i nostri defunti,
- siano
eternamente felici nella gloria dei santi.
Padre
nostro.
Padre
nostro, che sei nei cieli,
sia
santificato il tuo nome,
venga il
tuo regno,
sia fatta
la tua volontà,
come in
cielo così in terra.
Dacci oggi
il nostro pane quotidiano,
e rimetti a
noi i nostri debiti
come noi li
rimettiamo ai nostri debitori,
e non ci
indurre in tentazione,
ma liberaci
dal male.
Orazione
Confortaci,
o Dio, con la presenza del Figlio tuo, e ravviva la nostra
fede, perché sappiamo riconoscerlo, come i discepoli a
Emmaus, alla mensa della parola e del pane. Egli è Dio, e
vive regna con te, nell'unità dello Spirito Santo, per tutti
i secoli dei secoli.
Il Signore
ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita
eterna.
R. Amen.
|
|
COMPIETA |
|
V O Dio,
vieni a salvarmi.
R Signore,
vieni presto in mio aiuto.
Gloria al
Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo. *
Come era
nel principio, e ora e sempre,
nei secoli
dei secoli. Amen. Alleluia.
ESAME DI
COSCIENZA
Confesso a
Dio onnipotente e a voi, fratelli, che ho molto peccato in
pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa mia
colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre
vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli, di
pregare per me il Signore Dio nostro.
Dio
onnipotente abbia misericordia di noi perdoni i nostri
peccati e ci conduca alla vita eterna.
R Amen.
INNO: uno
dei seguenti a scelta.
Al termine
del giorno,
o sommo
Creatore,
veglia sul
nostro riposo
con amore
di Padre.
Dona salute
al corpo
e fervore
allo spirito,
la tua luce
rischiari
le ombre
della notte.
Nel sonno
delle membra
resti
fedele il cuore,
e al
ritorno dell'alba
intoni la
tua lode.
Sia onore
al Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo,
al Dio
trino ed unico
nei secoli
sia gloria. Amen.
Oppure:
Gesù, luce
da luce,
sole senza
tramonto,
tu
rischiari le tenebre
nella notte
del mondo.
In te,
santo Signore,
noi
cerchiamo il riposo
dall'umana
fatica,
al termine
del giorno.
Se i nostri
occhi si chiudono,
veglia in
te il nostro cuore;
la tua mano
protegga
coloro che
in te sperano.
Difendi, o
Salvatore,
dalle
insidie del male
i figli che
hai redenti
col tuo
sangue prezioso.
A te sia
gloria, o Cristo,
nato da
Maria vergine,
al Padre e
allo Spirito
nei secoli
dei secoli. Amen.
Ant. Tu
sei buono, Signore, e perdoni,
lento all'ira e grande nell'amore.
SALMO 85
Preghiera a Dio nell'afflizione
Sia
benedetto Dio, il quale ci consola in ogni tribolazione
(2Cor 1,3. 4).
Signore,
tendi l'orecchio, rispondimi, *
perché io
sono povero e infelice
Custodiscimi perché sono fedele; *
tu, Dio
mio, salva il tuo servo, che in te spera.
Pietà di
me, Signore, *
a te grido
tutto il giorno.
Rallegra la
vita del tuo servo, *
perché a
te, Signore, innalzo l'anima mia.
Tu sei
buono, Signore, e perdoni *
sei pieno
di misericordia con chi ti invoca.
Porgi
l'orecchio, Signore alla mia preghiera *
e sii
attento alla voce della mia supplica.
Nel giorno
dell'angoscia alzo a te il mio grido *
e tu mi
esaudirai.
Fra gli dèi
nessuno è come te Signore, *
e non c'è
nulla che uguagli le tue opere.
Tutti i
popoli che hai creato verranno †
e si
prostreranno davanti a te, o Signore, *
per dare
gloria al tuo nome;
grande tu
sei e compi meraviglie: *
tu solo sei
Dio.
Mostrami,
Signore, la tua via, *
perché
nella tua verità io cammini;
donami un
cuore semplice *
che tema il
tuo nome.
Ti loderò,
Signore, Dio mio, con tutto il cuore *
e darò
gloria al tuo nome sempre,
perché
grande con me è la tua misericordia: *
dal
profondo degli inferi mi hai strappato.
Mio Dio, mi
assalgono gli arroganti, †
una schiera
di violenti attenta alla mia vita, *
non pongono
te davanti ai loro occhi.
Ma tu,
Signore, Dio di pietà, compassionevole, *
lento
all'ira e pieno di amore, Dio fedele,
volgiti a
me e abbi misericordia: *
dona al tuo
servo la tua forza,
salva il
figlio della tua ancella.
Dammi un
segno di benevolenza; †
vedano e
siano confusi i miei nemici, *
perché tu,
Signore,
mi hai
soccorso e consolato.
Gloria al
Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo. *
Come era
nel principio, e ora e sempre,
nei secoli
dei secoli. Amen
Ant. Tu
sei buono, Signore, e perdoni,
lento all'ira e grande nell'amore.
LETTURA
BREVE 1Ts 5,9-10
Dio ci ha
destinati all'acquisto della salvezza per mezzo del Signore
nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi, perché, sia
che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui.
RESPONSORIO
BREVE
R. Signore,
* nelle tue mani affido il mio spirito.
Signore,
nelle tue mani affido il mio spirito.
V. Dio di
verità, tu mi hai redento:
nelle tue
mani affido il mio spirito.
Gloria
al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore,
nelle tue mani affido il mio spirito.
Ant. Nella
veglia salvaci, Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il
cuore vegli con Cristo
e
il corpo riposi nella pace.
CANTICO di
SIMEONE Lc 2,29-32
Cristo,
luce delle genti e gloria di Israele
Ora lascia,
o Signore, che il tuo servo *
vada in
pace secondo la tua parola;
perché i
miei occhi han visto la tua salvezza *
preparata
da te davanti a tutti i popoli,
luce per
illuminare le genti *
e gloria
del tuo popolo Israele.
Gloria al
Padre e al Figlio
e allo
Spirito Santo. *
Come era
nel principio, e ora e sempre,
nei secoli
dei secoli. Amen.
Ant. Nella
veglia salvaci, Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il
cuore vegli con Cristo
e
il corpo riposi nella pace.
ORAZIONE
Donaci, o
Padre, un sonno ristoratore e fa' che i germi di bene,
seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe
abbondante. Per Cristo nostro Signore.
BENEDIZIONE
FINALE
Il Signore
ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.
R Amen.
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